Phenomena (1985)

Pubblicato: 2 novembre 2019 in Horror

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Nella metà degli anni ’80 Dario Argento, dopo essersi conclamato in Italia come regista horror di punta ed innovatore del genere giallo/thriller, prosegue un suo percorso personale di continua ricerca della sperimentazione. Se ai gialli anni ’70 hanno fatto seguito due horror di clamorosa potenza e importanza (“Suspiria” e “Inferno”), con un successivo ritorno al giallo (“Tenebre”) ma condito dal ferocissimo splatter che ormai la new age degli anni ’80 aveva sdoganato, il suo film successivo è un ambizioso mix di entrambe le cose: “Phenomena”. Ambizioso e anche difficile da realizzare, visto che il cardine della storia è rappresentato dalla capacità telepatica della giovane protagonista (la quindicenne Jennifer Connelly) di comunicare con gli insetti e che saranno gli stessi insetti a guidarla nella scoperta di un misterioso assassino di giovani fanciulle. Dunque thriller classico alla Argento, con killer feroce e spietato, al quale si aggiunge però un elemento orrorifico paranormale più che mai bizzarro e originale. Il film viene girato con enorme dispiegamento di mosche autentiche (4 milioni, raccontano le cronache del bellissimo documentario “Dario Argento’s world of horror” realizzato qualche anno dopo dall’aiuto regista Michele Soavi) e con mezzi tecnici all’avanguardia che danno modo alla fantasia creativa e visionaria di Argento di sbizzarrirsi; in tal senso sono tecnicamente eccezionali i titoli di testa girati senza stacchi, con una gru di 30 metri che parte dal basso e poi si alza lentamente per scavalcare un fitto bosco pieno di alberi fino a mostrare una casetta isolata, dimora dell’assassino.
In più di una occasione Argento strizza l’occhio ad un film a lui molto caro, ovvero “Suspiria”, con il quale “Phenomena” ha diversi punti di contatto: in primis c’è l’ambientazione nel collegio femminile (che ricorda molto la scuola di danza di “Suspiria”) con una giovane protagonista americana che arriva in Europa (lì era la Germania, stavolta è la Svizzera) per studiare e alla fine scopre un orribile mistero. L’età media delle studentesse si abbassa dai 20/22 ai 15/16 anni per avvicinarsi di più proprio all’idea iniziale di “Suspiria”: è noto a tutti che per quel film il regista avrebbe voluto avere delle protagoniste bambine, idea bocciata dai finanziatori della pellicola. Poi c’è il ritorno della voce fuori campo di Argento (come sui titoli di testa di “Suspiria”) e c’è il solito onnipresente Fulvio Mingozzi (attore feticcio argentiano) che, come in “Suspiria” e “Inferno” è l’autista (ma stavolta non di taxi) che conduce per la prima volta la protagonista nel luogo dell’incubo; aggiungiamo che qui Mingozzi è quasi irriconoscibile (con baffi e pizzetto) e ha anche un secondo ruolo, quello del padre di una delle vittime del feroce assassino (lo si vede per pochi secondi quando viene intervistato in tv).
La giovane Jennifer Connelly si dimostra di una bravura pazzesca ed è affiancata da giovani coetanee come Federica Mastroianni (nipote di Marcello) e Fiorenza Tessari (figlia del regista Duccio); Dalila Di Lazzaro è l’austera direttrice del collegio e Daria Nicolodi è la sua vice e poi abbiamo una icona dell’horror inglese come Donald Pleasence nei panni dell’entomologo che scopre i poteri paranormali della giovane protagonista (per il suo ruolo si era pensato inizialmente addirittura a Orson Welles ma le sue condizioni di salute non erano ottimali). In due piccoli ruoli abbiamo poi Patrick Bauchau (ispettore di polizia) e Michele Soavi, viceispettore nonchè aiuto regista che, dopo questa collaborazione con Argento, spiccherà il volo dirigendo alcuni horror estremamente interessanti. Da vedere assolutamente.

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Una giovane turista danese (Fiore Argento), dopo aver perso l’autobus, si ritrova a vagare tra i monti della Svizzera; adocchia una baita isolata e cerca di chiedere aiuto ma viene aggredita da un misterioso individuo che si è appena liberato da alcune catene che lo legavano ad un muro. La ragazza fugge ma, una volta all’esterno, viene raggiunta, uccisa e decapitata nei pressi di una cascata: la testa finisce in acqua, inghiottita dalle rapide. 8 mesi dopo la testa viene ritrovata dalla polizia e viene studiata da un eminente entomologo scozzese esperto in fauna cadaverica, il professor John McGregor (Donald Pleasence): l’uomo, bloccato su una sedia a rotelle e assistito dallo scimpanzè Inga, coadiuva le indagini dell’ispettore Geiger (Patrick Bauchau) e, dallo studio dello sviluppo e dello stato delle larve di mosca presenti sulla testa della vittima, riesce a stabilire con precisione il periodo in cui la poveretta è stata uccisa. L’ispettore sta indagando su alcune misteriose sparizioni di giovani ragazze (tra queste c’era anche un’assistente del professore, svanita nel nulla) ma è la prima volta che il rapitore/assassino lascia una traccia tangibile, visto che i corpi delle ragazze scomparse (quasi certamente uccise) non sono mai stati ritrovati.
A pochi km dalla casa del prof. McGregor sorge il pensionato femminile Richard Wagner, dove è appena giunta una nuova ospite: si tratta della quindicenne americana Jennifer Corvino (Jennifer Connelly), figlia del famoso attore Paul Corvino che sta girando un film nelle isole filippine. Il collegio è rinomato per la sua severità e il primo incontro di Jennifer con la direttrice (Dalila Di Lazzaro) non è dei più felici. Jennifer divide la sua stanza con Sophie (Federica Mastroianni) e tra le due inizia ad instaurarsi subito un buon feeling. La prima notte di Jennifer al collegio è memorabile (come dice lo stesso Argento con la sua voce stentorea fuori campo): la ragazza, di tanto in tanto, soffre di sonnambulismo e dunque si alza, esce dalla camera e arriva all’ultimo piano del collegio (un’ala in ristrutturazione il cui accesso è vietato). Senza rendersene conto passeggia sul cornicione e assiste ad un delitto, guardando l’interno di una stanza dalla finestra posta all’esterno. Il killer uccide la sua giovane vittima (Fiorenza Tessari) pugnalandola con la punta di una lama che si trova alla fine di un bastone allungabile. Jennifer non si rende conto di ciò che ha visto; il cornicione cede ma, miracolosamente, la vestaglia della ragazza resta impigliata e poi si strappa, attutendo così la caduta della giovane tra i rami degli alberi prima di cadere al suolo. Jennifer, ancora in stato di dormiveglia, vaga per la strada e finisce quasi investita: la soccorre lo scimpanzè Inga, che la conduce a casa del professore. Con sorpresa di entrambi, Jennifer e McGregor trovano rapidamente un inaspettato affiatamento, anche perchè la ragazza è affascinata dagli insetti e li adora.
La “passeggiata notturna” di Jennifer non viene presa bene dalla direttrice che comincia a sospettare che la ragazza non sia troppo normale, vista anche questa sua passione per gli insetti alquanto inusuale. La seconda notte Jennifer si raccomanda con Sophie affinchè la svegli se dovesse avere un secondo attacco di sonnambulismo ma Sophie, invece, esce di nascosto per limonare col suo fidanzato (Kaspar Capparoni) e, rimasta sola nel bosco vicino, viene aggredita dal killer. Jennifer ricade nel sonnambulismo ma stavolta si sveglia prima di uscire dalla camera e nota il letto di Sophie vuoto; uscita all’esterno del collegio, segue una lucciola che la guida attraverso il bosco e le fa scoprire un guanto all’interno del quale vi sono delle larve…
Jennifer fa esaminare il guanto dal professore ed egli giunge alla conclusione che le larve appartengono alla grande sarcophaga, una mosca che si nutre esclusivamente di cadaveri ed è in grado di raggiungerli anche a distanza di molti chilometri. La loro presenza nel guanto evidenzia che chi lo indossava era a stretto contatto con qualche cadavere e spinge il professore a formulare un’ipotesi investigativa: se il guanto appartiene all’assassino e dentro vi sono larve della grande sarcophaga ciò spiega il mancato ritrovamento delle ragazze scomparse. Evidentemente l’assassino ne trafuga i corpi e vive a contatto con loro. Il contatto telepatico stabilito tra Jennifer e la lucciola (ma anche con gli altri insetti del professore che quando la vedono nervosa si agitano anch’essi) induce il professore a tentare un clamoroso esperimento: Jennifer, con l’aiuto di un esemplare di grande sarcophaga, potrebbe farsi guidare dove si trovano i cadaveri, individuare la casa dell’assassino e poi tornare indietro… La ragazza si lancia nel folle tentativo e sale su un autobus; ad un certo punto la mosca, chiusa in una piccola scatola di cristallo, inizia ad agitarsi e Jennifer scende proprio alla fermata dove la turista danese si era persa 8 mesi prima… Raggiunge la misteriosa baita ma la stessa risulta disabitata ed è stata messa in vendita.
Per Jennifer il clima nel collegio si fa sempre più pesante: tutte le ragazze la prendono in giro per la storia del suo amore per gli insetti e la tormentano con una serie di sfottò pesanti, fino a causarle una crisi nervosa. Al suo grido di aiuto accorre uno sciame di mosche che attacca il pensionato, terrorizzando tutti: Jennifer sviene e le mosche si allontanano…
Dopo questo altro strano episodio, che va a sommarsi anche alla misteriosa sparizione della sua compagna di stanza, la direttrice decide di far internare Jennifer in un ospedale psichiatrico ma la ragazza riesce a fuggire prima che l’ambulanza venga a prelevarla. Cerca quindi di mettersi in contatto disperatamente con il padre tramite il suo avvocato (Mario Donatone) per farsi mandare dei soldi per pagarsi un biglietto aereo ma i suoi tentativi sono infruttuosi. L’unica che sembra disposta a darle una mano è la vicedirettrice Bruckner (Daria Nicolodi), dopo che anche il povero Dott. Mc Gregor è stato ucciso…

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Come da consolidata tradizione la musica è uno degli elementi fondamentali per la riuscita dei suoi film e questo Dario Argento lo sa molto bene. In linea di massima la colonna sonora è ancora una volta affidata ai fidati Goblin ma in quel periodo della band originale resta poco o niente, visti i continui dissidi e litigi che da sempre agitano il gruppo: praticamente ne è rimasto solo il nome nelle mani di Fabio Pignatelli, bassista storico, che compone il fantastico brano “Jennifer”. Pignatelli viene affiancato come Goblin dal solo tastierista Claudio Simonetti, con il quale scrive ed esegue altri tre brani: il bellissimo “Jennifer’s friend” (curiosamente assente nel film, ma non è l’unica curiosità), “Sleepwalking” e “The wind”. Lo stesso Simonetti, che ormai si stava avviando ad una carriera brillante da solista protesa verso le sonorità della dance anni ‘80, firma invece da solo la stupenda main title “Phenomena”, impreziosita dalla voce soprano di Pina Magri. Abbiamo inoltre un pezzo di atmosfera di Simon Boswell (“The maggots”) e il clamoroso brano di apertura “Valley”, scritto da Byll Wyman (il bassista dei Rolling Stones) ed eseguito insieme a Terry Taylor (leader della band Tucky Buzzard), che inizia il film in modo semplicemente perfetto. Una versione alternativa del brano, “Valley bolero”, si ascolta nel film ma non è mai stata stampata in nessuna edizione della soundtrack. Argento sconvolge ancora una volta i canoni del suo cinema ed introduce una novità assoluta inserendo per la prima volta nella colonna sonora dei pezzi heavy metal: abbiamo dunque una minicompilation composta da “Flash of the blade” degli Iron Maiden, da“Locomotive” dei Motorhead e da tre pezzi di Andi Sex Gang scritti da Simon Boswell che sono “You don’t know me” e “The quick and the dead” che poi, nella versione vocale, diventa “The naked and the dead”. Altra curiosità: nelle intenzioni iniziali il film doveva terminare sui titoli di coda con il brano “Two tribes” dei Frankie goes to Hollywood (la band inglese pluricensurata per la celeberrrima “Relax”) ma anche di questo pezzo nel film non vi è traccia alcuna, forse per motivi di diritti saltati all’ultimo momento. Tuttavia “Two tribes” è presente nelle prime edizioni italiane in 33 giri della soundtrack, editate dalla Cinevox (è l’ultimo pezzo del lato A); probabilmente questa edizione del disco venne messa in commercio troppo presto… Ad avvalorare questa nostra tesi contribuisce il fatto che nelle edizioni estere in vinile il brano dei Frankie goes to Hollywood sparisce del tutto e viene sostituito da “Follie” dei Goblin, traccia riciclata dalla soundtrack del film “Patrick” di Richard Franklin del 1979 (che nulla ha a che vedere con “Phenomena”).

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Cast principale:

Jennifer Connelly

Donald Pleasence

Daria Nicolodi

Dalila Di Lazzaro

Patrick Bauchau

Federica Mastroianni

Regia: Dario Argento

Edizioni in vhs: Creazioni Home Video e Mondadori

Edizioni in dvd: Medusa

Formato video 1,66.1 anamorfico

Edizioni in blu-ray: Arrow (UK)

Formato video 1,66:1 anamorfico

commenti
  1. Escodiradoeparloancorameno ha detto:

    “Two tribes” sul finalissimo sarebbe stata eccezionale. Jennifer abbraccia la scimmia Inga, introduzione del brano, dopo 20 secondi nero e titoli di coda… Se chiudo gli occhi lo immagino proprio così…

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