Una sull’altra (1969)

Pubblicato: 16 novembre 2019 in Thriller

una sull'altra

Primo giallo/thriller per Lucio Fulci che nasce, come sovente accadeva all’interno del nostro cinema di genere, come prodotto che si aggancia ad un filone nascente di successo. Siamo sul finire degli anni ’60 e i thriller sexy avevano preso ufficialmente il via in Italia con “Il dolce corpo di Deborah” di Romolo Guerrieri; questo tipo di pellicole (morbose, complottiste, ammiccanti al sesso e con omicidi conditi da mènage à trois di vario tipo) stava notevolmente prendendo piede e Fulci scrive, insieme a Roberto Gianviti, una sceneggiatura che va ad incastonarvisi perfettamente. Il film si svolge a San Francisco ma inizialmente avrebbe dovuto ambientarsi in Francia; ciò è dovuto al fatto che la sceneggiatura, inizialmente, non prevedeva un colpo di scena finale legato al fuso orario (elemento fondamentale per chiudere l’intreccio in maniera perfetta). Fulci chiese dunque al produttore Edmondo Amati di spostare le riprese del film negli USA e Amati accettò tranquillamente poiché nello stesso periodo erano previste negli States le riprese di “Femmine insaziabili” di Alberto De Martino, film sul quale la sua casa di produzione (la Fida) puntava molto; nessuno poteva mai immaginare che “Una sull’altra” avrebbe invece incassato molto di più…
Protagonista assoluta del film è la bellissima Marisa Mell, qui nel doppio ruolo di moglie malata e di spogliarellista spudorata, assolutamente strepitosa. Al suo fianco il solito marmoreo Jean Sorel (che ha la stessa sfingea espressione sia quando incassa a sorpresa un milione di dollari sia quando si avvia verso la camera a gas) e una Elsa Martinelli fotografa d’assalto, con l’aggiunta dell’argentino Alberto De Mendoza (che poi interpreterà un pugno di gialli notevoli) e del tormentato Riccardo Cucciolla. La sceneggiatura è un meccanismo perfetto e l’intreccio si snoda lentamente fino ad arrivare agli ultimi clamorosi 20 minuti che riservano sorprese in serie. Il titolo fuorviante e anche sessualmente allusivo era una caratteristica propria del filone sexy/thriller cui accennavamo (titoli emblematici sono il primigenio “Il dolce corpo di Deborah” ma anche “Orgasmo” di Lenzi) e causò qualche noia al film con la censura; “Una sull’altra” fu interpretato come allusione a due donne che hanno un rapporto lesbico e non come sovrapposizione di due personaggi femminili. La pellicola fu dunque sequestrata, costringendo così il regista ad effettuare dei tagli per farla ritornare nelle sale. Chissà cosa sarebbe successo se il film fosse uscito con il titolo di lavorazione iniziale: “Perversion story”… Forse sarebbe andato al rogo direttamente, chissà! Francamente il film non ha nulla di scabroso e/o osceno e sapere che sia stato addirittura sequestrato è una cosa che ci fa sorridere amaramente…
Fulci dirige con stile, confermandosi regista poliedrico in grado di giocare sui tavoli di ogni genere cinematografico, e si sente la sua impronta autoriale anche nella scelta della colonna sonora jazzata di Riz Ortolani (è notorio che Fulci amasse il jazz). Purtroppo in Italia, sul versante home-video, siamo fermi ad una giurassica videocassetta targata anni ’80 (Mitel) mentre negli USA il film (uscito proprio con il titolo originale “Perversion story”) vanta già un’edizione in dvd da oltre 10 anni e ora anche una edizione in blu-ray. Con audio italiano, of course. Da vedere assolutamente.

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San Francisco. George Dumurrier (Jean Sorel), un medico rampante e spregiudicato, gestisce insieme al fratello Henry (Alberto De Mendoza) una importante clinica. Il suo elevato tenore di vita, ben al di sopra delle sue possibilità, fa sì che la clinica sia indebitata fino al collo ma George non si perde mai d’animo e, per ottenere finanziamenti e proroghe, arriva finanche a millantare a mezzo stampa notizie sensazionalistiche tipo l’esecuzione di un trapianto di cuore nella sua struttura (anche se la clinica non è attrezzata per poterlo effettuare), ottenendo così grande visibilità e pubblicità. Da tempo i suoi rapporti con la moglie Susan (Marisa Mell) sono ai minimi storici, giacchè la tradisce regolarmente con la fotografa Jane (Elsa Martinelli); le condizioni di salute di sua moglie destano qualche preoccupazione a causa della sua asma cronica ma George non se ne cura più di tanto e la affida alle cure di una infermiera privata e della sorella Martha (Faith Domergue) prima di partire per una mini-vacanza con la sua amante.
Una notte, mentre si trova al casinò, George viene raggiunto da una telefonata di suo fratello Henry che gli comunica che la moglie Susan è morta soffocata, dopo un fatale attacco d’asma. Un mese dopo viene ritrovata in fondo ad un cassetto una polizza vita stipulata da Susan per un milione di dollari, avente come unico beneficiario il marito; di questa polizza nessuno era al corrente e per l’ambizioso medico è un autentico colpo di fortuna che gli permette di sanare d’incanto tutte le sue posizioni debitorie. Ma è davvero solo fortuna? La compagnia assicurativa che ha sborsato i soldi vuole vederci chiaro e gli piazza un investigatore alle costole.
In una sera come tante George è al ristorante con Jane (i due hanno ormai reso pubblica la loro relazione) e viene raggiunto da una misteriosa telefonata. Subito dopo va via in tutta fretta fingendo di dover raggiungere il fratello in clinica e si reca invece in un locale di strip-tease; Jane si insospettisce, lo segue e si siede al tavolo con lui. I due non hanno il tempo di discutere che inizia uno spettacolo: sul palco appare una donna in sella ad una moto che inizia a spogliarsi lentamente ed è identica alla defunta Susan, con la differenza che lei è bionda con gli occhi verdi mentre invece Susan era mora e con gli occhi castani. La spogliarellista si chiama Monica Weston e George e Jane rimangono talmente esterrefatti dalla sua somiglianza con la defunta che, dopo averla invitata al tavolo con loro per fare conoscenza, rimangono quasi senza parole. Il giorno dopo George si procura il suo numero di telefono, la raggiunge nel suo appartamento e la paga per andarci a letto insieme. Monica è disinibita e sicura di sé e si offre senza indugi dietro compenso, e pazienza se ogni tanto qualche cliente (Riccardo Cucciolla) se ne innamora e la vorrebbe tutta per sé…
Tutta la faccenda (in primis la somiglianza incredibile delle due donne) non sfugge al detective delle assicurazioni che scrive una relazione estremamente dettagliata e, tramite la compagnia assicurativa, fa intervenire la polizia. Gli agenti interrogano la Weston e perquisiscono il suo appartamento, nel quale viene ritrovato un foglio di carta assorbente che dimostra che qualcuno si è esercitato a riprodurre la firma di Susan Dumurrier… A questo punto la spogliarellista confessa: una fantomatica Betty l’aveva convinta, dietro un compenso di 20.000 dollari, a firmare una polizza vita a nome di Susan Dumurrier, una donna che le somigliava molto e che aveva pochi giorni di vita.
Monica Weston viene trattenuta e poi rilasciata su cauzione, mentre intanto il corpo di Susan viene riesumato. L’autopsia rivela che la donna è morta sì per soffocamento, ma non legato ad un attacco d’asma: è stata avvelenata con il curaro. Nell’appartamento di Monica la polizia trova nascosta una busta contenente i famosi 20.000 dollari pagati per farle firmare la polizza: sulla busta ci sono le impronte digitali di George, che viene quindi accusato di omicidio e condannato alla camera a gas…

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Cast principale:

Marisa Mell

Jean Sorel

Elsa Martinelli

Alberto De Mendoza

Riccardo Cucciolla

Edizioni in dvd: Severin (USA)

Formato video 1,85:1 anamorfico

Edizioni in blu-ray: Mondo Macabro (USA)

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. Sep ha detto:

    Mamma mia che bello questo film. Da vedere assolutamente.

    Grazie tante per la grande rece, as usual 🙂

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