La casa con la scala nel buio (1983)

Pubblicato: 30 novembre 2019 in Giallo

la casa con la scala nel buio

Seconda regia del figlio d’arte Lamberto Bava che, continuando sulla scia del giallo/thriller dopo “Macabro”, si conferma regista di gran livello all’interno del genere, molto abile soprattutto nella costruzione della suspense. Inizialmente “La casa con la scala nel buio” avrebbe dovuto essere una miniserie televisiva per un totale di 8 puntate della durata di circa 25 minuti ciascuna (circa 200 minuti complessivi). Girato in 16mm (e successivamente gonfiato in 35), cambiò destinazione in fase di montaggio soprattutto per la violenza grafica di alcune scene ritenute troppo forti per la tv e finì quindi nelle sale cinematografiche, dove ebbe anche un buonissimo riscontro di pubblico, con una durata di circa 107 minuti. Soggetto e sceneggiatura portano la firma di Dardano Sacchetti e di sua moglie Elisa Briganti e la storia inizia con un prologo che, come più volte raccontato da Sacchetti stesso in numerose interviste nel corso degli anni, rappresenta una delle sue ataviche paure infantili: scendere delle scale buie, apparentemente senza fondo. Da qui in poi si dipana la storia con protagonista un Andrea Occhipinti (reduce dall’ottimo “Lo squartatore di New York” di Fulci) un po’ fiacco ma contornato da belle fanciulle, quasi tutte vittime della follia di un misterioso assassino: Valeria Cavalli, Fabiola Toledo, Anny Papa e Lara Naszinski. Il resto del comparto maschile è composto da Stanko Molnar (che Bava ripropone dopo “Macabro”) e da Michele Soavi, qui nella doppia veste di attore ed aiuto regista: il suo talento esploderà di lì a poco, grazie anche alle collaborazioni con Dario Argento che lo consacreranno uno dei registi italiani più abili nell’horror.
Bava realizza un ottimo prodotto, girato quasi tutto in interni (il set è composto quasi interamente da una enorme villa romana sulla Via Cassia di proprietà del produttore Luciano Martino), con una ottima strategia della tensione che tiene sempre lo spettatore sul chi va là. Dimostra inoltre di aver ottimamente assimilato la lezione di Dario Argento per quanto concerne la spettacolarizzazione degli omicidi: un paio di delitti sono davvero feroci e decisamente sanguinari (l’omicidio di Valeria Cavalli e, soprattutto, quello di Fabiola Toledo), in perfetta linea con lo splatter che in quel periodo stava prendendo sempre più piede (è chiaro che in tv certe scene non si sarebbero mai potute vedere).
Le musiche giocano, come al solito, un ruolo importantissimo anche perché il protagonista del film scrive colonne sonore: ci pensano dunque i grandissimi fratelli Guido & Maurizio De Angelis che musicalmente sono stati frequentatori sporadici del giallo/thriller ma che, ancora una volta, fanno centro con un tema principale decisamente inquietante. Purtroppo questa suggestiva soundtrack è ancora inedita su qualsiasi supporto: un vero peccato.
Il film è disponibile da tempo in dvd e ora lo è anche in blu-ray ma all’estero (leggasi Inghilterra), con audio italiano: gli amanti del giallo all’italiana non devono e non possono farselo sfuggire, visto che è uno degli ultimi grandi esempi di un genere che, all’alba della metà degli anni ’80, si era ormai quasi esaurito.

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Roma. E’ notte. Tre adolescenti (dell’età di circa 13 anni) penetrano in una villa abbandonata. Aprono una porta che dà su una lunga scala che sprofonda giù nel buio. Uno dei tre (Giovanni Frezza) è particolarmente terrorizzato e gli altri due lo bullizzano sottoponendolo ad una prova di coraggio: una pallina da tennis viene lanciata giù e lui deve andare a recuperarla. Se non lo farà sarà considerato una femminuccia. Con un groppo in gola il ragazzo inizia a scendere le scale e sparisce nel buio… Si ode un urlo. Dal fondo della scala riemerge la pallina da tennis, lanciata da qualcuno verso l’alto ed ora intrisa di un rosso vermiglio, che rimbalza sulla parete bianca lasciando impronte di sangue…
Questa magnifica scena è l’incipit di un film thrilling (“La casa con le scale buie”) diretto da una giovane regista (Anny Papa) e Bruno (Andrea Occhipinti) è il musicista incaricato di scriverne la colonna sonora. Bruno è un neofita di colonne sonore di questo tipo e per fargli trovare la giusta concentrazione gli è stata messa a disposizione una grandissima villa con giardino e piscina, presa in affitto per un mese, ma piuttosto fuori mano. Il padrone di casa, Toni (Michele Soavi), è sempre in giro ma spiega a Bruno che, per qualsiasi impellenza, può rivolgersi al custode e giardiniere Giovanni (Stanko Molnar), che vive in una dependance attigua. La villa è davvero enorme e su più livelli ma metà dell’impianto elettrico è fuori uso e quindi in alcune stanze non c’è luce. Una sera, mentre Bruno compone al pianoforte la sua musica (registrandola su un registratore a bobine), due ombre femminili si stagliano su una porta e chiacchierano sottovoce. Bruno è attirato dai bisbigli, va a controllare e da un armadio salta fuori una bella ragazza, Katia (Valeria Cavalli); la giovane abita nei dintorni e dice di trovarsi lì perché era molto amica dell’inquilina precedente, una certa Linda. Una telefonata da parte del padrone di casa interrompe la loro conversazione e Katia si dilegua; Bruno la cerca in giro per la casa inutilmente ma trova soltanto il suo diario segreto nel quale la ragazza scrive di aver scoperto “il segreto di Linda”. Si rimette quindi a suonare e, mentre sta riascoltando le sue registrazioni, si accorge che il microfono aveva registrato anche i misteriosi bisbigli che lo avevano interrotto. Le frasi non sono facilmente distinguibili e cerca di trascriverle ma non sa che, intanto, Katia è stata raggiunta nel giardino da qualcuno (una donna, visto che ha le mani smaltate di rosso) che la pugnala a morte con un taglierino dalla lama scorrevole.
Quella sera stessa Bruno riceve la visita a sorpresa della fidanzata Giulia (Lara Naszinski), attrice teatrale in tournée a Napoli che però può trattenersi una sola notte in quanto deve ripartire. Dopo che Giulia è andata via un’altra bella ragazza bussa alla porta del nostro compositore solitario: si tratta di Angela (Fabiola Toledo), amica e coinquilina di Katia, preoccupata dal fatto che la sua amica sia misteriosamente scomparsa. Bruno le concede il permesso di fare il bagno in piscina ed esce perché ha un appuntamento con la regista per discutere del film su cui sta lavorando. Angela trova sul fondo della piscina il cutter che l’assassina ha utilizzato per uccidere Katia e, approfittando dell’assenza di Bruno, utilizza il suo bagno per farsi uno shampoo; la poveretta verrà pugnalata, soffocata e orrendamente sgozzata dalla donna misteriosa.
Al suo ritorno Bruno nota che in cucina c’è un coltello fuori posto; inoltre il diario di Katia è stato strappato e i nastri delle bobine con sopra inciso musica e sospiri sono stati accartocciati. Il sospetto di trovarsi al centro di una misteriosa girandola di sparizioni e, forse, omicidi inizia ad assalirlo. Ma chi è questa Linda? Qual è il suo segreto?

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Cast principale:

Andrea Occhipinti

Lara Naszinsky

Michele Soavi

Valeria Cavalli

Fabiola Toledo

Anny Papa

Stanko Molnar

Regia: Lamberto Bava

Edizioni in vhs: Avo e Shendene

Edizioni in dvd:

Shendene: formato video 1,33:1 full frame

Next: formato video 1,78:1 anamorfico

Edizioni in blu-ray: 88 Films (UK)

Formato video 1,66:1 anamorfico

commenti
  1. Gianluca P. ha detto:

    Uno dei 3 film gialli più belli di sempre, dopo Il gatto dagli occhi di giada di Antonio Bido e davanti a sua maestà Profondo rosso di Dario Argento. E ho detto tutto. Una sorta di Psyco in chiave moderna, la scena delle palle da tennis che rimbalzano furiosamente è un must see.

    • johntrent70 ha detto:

      Stilare classifiche è sempre arduo. Quindi tu metti al primo posto Il gatto di Bido, poi La casa di Bava e poi Profondo rosso. Potrebbe essere un buon podio ma per me Profondo rosso sarà sempre al primo posto in qualunque classifica. Poi viene il resto… 😀

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