Napoli si ribella (1977)

Pubblicato: 7 dicembre 2019 in Poliziesco

napoli si ribella

Nel mare magnum del poliziesco all’italiana anche Michele Massimo Tarantini, regista che ha certamente dato il meglio di sé nella commedia sexy, ha dato comunque un buon contributo con un paio di titoli (questo e il precedente “Poliziotti violenti”). Anche stavolta il nome di una grande città nel titolo (Napoli) è l’abusato elemento di richiamo principale: dopo i vari “violenta”, “drogata”, “a mano armata”, “odia”, “trema”, “spara” etc. la città “si ribella” come faceva “Il cittadino” di Enzo Castellari. Tarantini, trasferendo sullo schermo un soggetto di Dardano Sacchetti, decide di provare qualcosa di nuovo e non tradisce la sua indole incline alla commedia affiancando al commissario di ferro tutto d’un pezzo che giunge in città per combattere il crimine (un veterano del genere, ovvero il solido Luc Merenda) una notevole spalla comica locale (che risponde al nome di Enzo Cannavale) che gli faccia da contraltare. L’attore napoletano, nei dialoghi con il severo Merenda, sciorina infatti una serie di battute fulminanti e ciò contribuisce a creare un clima ironico anche durante i momenti di tensione o negli inseguimenti.
Il film mantiene un buon ritmo fin dalle prime battute e, anche se la sceneggiatura è piuttosto esile, risulta assolutamente godibile e, pur non raggiungendo chissà quali sublimi vette, resta un buon prodotto che merita una visione e permette la (ri)scoperta di alcuni luoghi napoletani ormai completamente trasformati dal tempo: uno su tutti è lo Sferisterio nel quartiere Fuorigrotta, struttura adibita al gioco della pelota basca, distrutto da un incendio doloso nel 1986. Ancora oggi (2019) ciò che resta dell’edificio sono le sole mura perimetrali senza soffitto, sinistramente in stato di abbandono: una vergogna assoluta…
Nel cast va segnalata la presenza della bellissima Sonia Viviani, del boss della camorra Claudio Gora (doppiato da Riccardo Cucciolla!), del sempre cattivissimo villain Adolfo Lastretti e della piccola Francesca Guadagno, bambina di 10 anni famosa per aver cantato 2 anni prima (e per averne interpretato anche l’omonimo film con Domenico Modugno) la struggente “Piange… il telefono”. La piccola avrà un ruolo decisivo nelle indagini del commissario.
Curiosità: nel film è presente un falso storico abbastanza clamoroso. Nel 1977 non esistevano le pay-tv e le partite di calcio si giocavano tutte la domenica pomeriggio in contemporanea; per vedere i gol bisognava attendere “90° minuto” alle 18:10 sul primo canale RAI. Ebbene, nella scena della rapina alla banca si vede invece Enzo Cannavale che sta guardando in diretta tv (rigorosamente in bianco e nero) la partita Napoli-Juventus in un bar (con il Napoli in vantaggio 2-0 con immaginari gol di Savoldi e Chiarugi)!
Due parole vanno infine spese sulle ottime (è doveroso sottolinearlo) musiche funky di Franco Campanino, davvero notevoli.

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Il commissario Mauri (Luc Merenda) viene trasferito da Milano a Napoli per contrastare la criminalità locale. Il questore (Claudio Nicastro) gli affianca il maresciallo Nicola Capece, detto “la volpe di Forcella” (Enzo Cannavale), e tra i due si crea subito un buon affiatamento. Il furto di un ingente quantitativo di droga (2 milioni di dollari) ai danni del boss Laurenzi (Claudio Gora) mette in moto una spirale di omicidi: uno dei soci del boss, Andronico (Enrico Maisto), ha da poco aperto una cassetta di sicurezza in una filiale del Banco di Sconto e Laurenzi sospetta che il suo socio lo abbia tradito e che proprio in quella cassetta abbia nascosto la droga. Incarica quindi due sgherri, capeggiati dal killer “Core ‘e cane” (Adolfo Lastretti), di scassinarla la domenica pomeriggio, approfittando del fatto che c’è la partita Napoli-Juventus al San Paolo e dunque la città è praticamente deserta.
La figlia di 10 anni del boss, la piccola Luisa (Francesca Guadagno), spia le conversazioni del padre origliando attraverso il tubo di una caldaia e decide di fare qualcosa: alla polizia, tra le tante lettere anonime, perviene un disegno infantile con un cuore, un cane e la scritta Banco di Sconto. Il nostro commissario intuisce che non si tratta del solito messaggio di un mitomane qualsiasi e si apposta in un bar di fronte all’unica filiale del Banco di Sconto in città, dove becca proprio i malviventi all’uscita. Core ‘e cane, dopo un rocambolesco inseguimento, ammazza i due complici e riesce a fuggire. La droga era effettivamente nella cassetta e dunque Laurenzi, avendo le prove che Andronico lo ha tradito, incarica Core ‘e cane di ucciderlo; vengono uccisi anche gli altri due criminali (Tommaso Palladino e Mattia Machiavelli) che avevano partecipato al furto della droga ma la stessa, ora, risulta introvabile. E’ proprio Core ‘e cane che, dopo averla recuperata, sta facendo il doppio gioco con un altro socio del boss (Nando Murolo)…

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Cast principale:

Luc Merenda

Enzo Cannavale

Claudio Gora

Adolfo Lastretti

Sonia Viviani

Francesca Guadagno

Regia: Michele Massimo Tarantini

Edizioni in dvd: Alan Young

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. Fabio Patanè ha detto:

    Io avrei ricordato, della sua filmografia “seria”, anche il bistrattato Sette Ore Di Violenza Per Una Soluzione Imprevista che, alcuni momenti “trash” a parte, è un altro titolo più che dignitoso.

    • johntrent70 ha detto:

      Mi ero limitato al genere poliziesco. Il “Sette ore di violenza…” che tu citi, tra l’altro film d’esordio di Tarantini, è un ibrido che mescola giallo, azione, poliziesco e kung-fu alla Bruce Lee. Non male, concordo. Prossimamente se ne parlerà anche qui. 😉

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