Regalo di Natale (1986)

Pubblicato: 21 dicembre 2019 in Drammatico

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“E’ una strana notte per giocare…”

Amarissima pellicola di Pupi Avati che nel 1986 lancia Diego Abatantuono per la prima volta in un ruolo drammatico e praticamente dà il via alla sua seconda carriera dopo che il personaggio del “terruncello” aveva ormai perso mordente e originalità. Abatantuono è davvero convincente (vincerà un nastro d’argento come miglior attore non protagonista) e il resto lo fanno una sceneggiatura di ferro e l’immensa bravura di un clamoroso Carlo Delle Piane, fedelissimo di Avati giustamente premiato con la Coppa Volpi come miglior attore. Altro fedelissimo è Gianni Cavina, cui si aggiungono il tormentato George Eastman e un intenso Alessandro Haber.
Avati (che firma anche soggetto e sceneggiatura) descrive con cinica disillusione una serie di inganni e tradimenti che trovano la loro apoteosi nella notte di Natale: una tesissima partita a poker tra amici gli fornisce il pretesto per la descrizione della grettezza dell’animo umano che non si fa scrupolo alcuno nell’utilizzare i più meschini sotterfugi per realizzare i propri scopi. Avati dà grande prova di abilità registica soprattutto nella messa in scena della partita, che è il cuore del film: con un sapiente utilizzo del flashback approfondisce inoltre la psicologia dei personaggi ricostruendone il passato, aiutando così lo spettatore a capire meglio ciò che cova tra alcuni di loro.
Il film viene giustamente annoverato un po’ da tutti (non a torto) tra i capolavori del regista bolognese, che dimostra una eccezionale capacità di costruzione della tensione. Non è un caso se nel 2004, quindi 18 anni dopo, Avati riunirà lo stesso cast per un ottimo secondo capitolo, “La rivincita di Natale”, ancora più intrecciato del primo.
Anche le tesissime musiche di Riz Ortolani contribuiscono a creare il giusto climax, accompagnando impalpabilmente lo spettatore (che si appassionerà al film anche se in vita sua non ha mai toccato un mazzo di carte) al crudelissimo epilogo. Imperdibile.

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E’ la sera della vigilia di Natale, cornice ideale e romantica per far ritrovare tre vecchi amici davanti ad un tavolo verde da gioco per una partita a poker: si tratta di Stefano (George Eastman), Lele (Alessandro Haber) e Ugo (Gianni Cavina). I tre non se la passano bene economicamente: Stefano è istruttore in una palestra, Lele si occupa di critica cinematografica per un giornale ma viene poco considerato da capo e colleghi e Ugo è un modesto presentatore di televendite su una tv locale con alle spalle 4 figli e un divorzio. E’ proprio Ugo ad aver agganciato un ricchissimo industriale e fabbricante di giocattoli, l’avvocato Santelia (Carlo Delle Piane), per invitarlo a giocare con loro: si tratta di un personaggio del quale si sa poco o niente, noto solo per le sue clamorose perdite al gioco. Sembra che costui più perda e più si diverta a perdere: l’obiettivo della serata è cercare di scucirgli quanti più soldi possibili, visto che si tratta di un pollo facile da spennare.
I tre si rendono conto ben presto però di non avere la forza economica sufficiente per contrastare il Santelia nel caso in cui il gioco si alzasse troppo: un’amica di Stefano ha messo a disposizione la sua grande villa di Bologna per far svolgere la partita e certamente l’effetto scenico della location è notevole. Ma non basta. Di comune accordo i tre chiamano quindi un loro quarto amico, Franco (Diego Abatantuono), che, rispetto a loro, gode di una condizione finanziaria invidiabile in quanto gestisce un importante cinema nel centro di Milano.
Franco inizialmente si rifiuta di giocare per vecchi dissapori mai sopiti nei confronti di Ugo, con il quale ha interrotto i rapporti da 10 anni: alcuni flashback sveleranno che la sua prima moglie, Martina (Kristina Sevieri), lo aveva tradito proprio con il suo vecchio amico. Franco è sospettoso del fatto che sia stato proprio Ugo a scovare il pollo della serata e sente puzza di bruciato ma giunge ugualmente alla villa. I due ex amici, dopo un lungo colloquio, si chiariscono e Ugo chiede perdono a Franco per quanto accaduto 10 anni prima. In fin dei conti giocare conviene anche a Franco, che ha in mente di ristrutturare il cinema ma non se la passa benissimo in quanto vessato dai creditori; la sua intenzione di giocare era comunque chiara fin dall’inizio (da quando aveva trovato una scusa con la moglie, alla quale aveva detto di non toccare le carte da almeno 5 anni). Franco pone però la condizione che ognuno debba giocare per sé, quindi ogni vincita personale ai danni dell’avvocato non sarà divisa con gli altri amici. La condizione viene accettata da tutti e a mezzanotte inizia la partita che dovrà terminare alle 4 del mattino…
I primi giri sono interlocutori ma fin dall’inizio l’avvocato Santelia inizia a perdere regolarmente. Chi fa la parte del leone è soprattutto Franco. Il tempo scorre lento e il pollo designato continua a perdere, inesorabilmente; a un certo punto chiede un’interruzione, accusa un piccolo malore e vomita in giardino. L’uomo sfoga la sua frustrazione e rivela il suo dramma personale confessando di sentirsi ridicolo perché sa solo perdere ma poi si ricompone e torna a giocare…
Sono circa le 3:30, manca mezz’ora alla fine della partita e Franco sta vincendo più di 70 milioni di lire. In mano si ritrova un full d’assi al Re e punta 50 milioni. Incredibilmente però l’avvocato Santelia rilancia di 200 milioni. Franco ci pensa un po’ su (ha 17 minuti di tempo per farlo); Ugo tenta di dissuaderlo ma Franco non lo ascolta e decide di vedere. Santelia, tra lo sgomento generale, mette sul tavolo un colore…
Mancano circa 20 minuti alle 4 e Franco è disperato: vorrebbe tentare il tutto per tutto per rifarsi e ci sarebbe ancora tempo per un’ultimo giro. Punta nuovamente 50 milioni ma l’avvocato Santelia rilancia di altri 250. Lele, il più lucido di tutti, invita energicamente Franco a tirarsi indietro per non rovinarsi definitivamente… La tensione si taglia con il coltello e, a questo punto, il serafico e ineffabile Santelia sfodera un pacioso sorriso e confessa di sentirsi già appagato per aver avuto la soddisfazione di aver vinto lo showdown precedente. Propone quindi a Franco di abbuonargli totalmente la sua perdita, facendogli un “regalo di Natale”: egli potrà tornarsene a casa tranquillamente senza aver perso nulla, a patto di non conoscere le carte con cui l’avvocato lo ha sfidato a giocarsi 250 milioni…

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Cast principale:

Diego Abatantuono

Carlo Delle Piane

Gianni Cavina

Alessandro Haber

George Eastman

Kristina Sevieri

Regia: Pupi Avati

Edizioni in dvd: DNC

Formato video 1,78:1 anamorfico

commenti
  1. johntrent70 ha detto:

    In ricordo di Carlo Delle Piane (02/02/1936 – 23/08/2019)

  2. Sep ha detto:

    Un Delle Piane davvero clamoroso in un film SECONDO ME molto sopravvalutato e con dei piccoli buchi di sceneggiatura. Non che sia brutto eh, ma non mi ha mai detto piu’ di tanto. Sicuro errore mio 🙂
    Bella recensione come sempre e come sempre, GRAZIE!!! 🙂

  3. Alessandro Molinari ha detto:

    Rivisto con estremo piacere proprio ieri sera.

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