Le avventure di Pinocchio (1972)

Pubblicato: 28 dicembre 2019 in Fantastico, Televisione

le avventure di pinocchio

“Che mestiere fa il tu’ babbo?”
“Il povero!”

“Il Pinocchio di Comencini”. Forse potremmo anche fermarci qui, con un virgolettato, perché queste 4 parole dicono già tutto.
Nel 1972 andò in onda in televisione questo adattamento (scritto a 4 mani da Luigi Comencini e Suso Cecchi D’Amico) del celeberrimo romanzo di Carlo Collodi, fortemente voluto dal regista bresciano, che rappresenta una delle vette assolute della tv italiana di sempre. Permeato da una atmosfera spesso tristemente malinconica, l’opera di Comencini si caratterizza, per contrasto, per l’utilizzo di una vera e propria moltitudine di attori che erano quasi sempre stati utilizzati in ruoli divertenti (Nino Manfredi, Franchi e Ingrassia, Gina Lollobrigida, Vittorio De Sica, Ugo D’Alessio, Riccardo Billi, Lionel Stander, Orazio Orlando). Il ruolo di Pinocchio è affidato al piccolo (e clamorosamente bravo) Andrea Balestri, scelta semplicemente perfetta dopo un’infinità di bambini provinati, mentre l’altro bambino, Lucignolo (Domenico Santoro), fu scelto dal regista in seguito ad un’inchiesta sul lavoro minorile a Napoli nel 1970 nel documentario “I bambini e noi”: orfano di padre, il dodicenne Santoro lavorava in un’officina di riparazioni auto e Comencini, particolarmente colpito, se ne ricorderà anche 5 anni dopo in chiave grottesca firmando il drammatico segmento “Sinite Parvulos” nel capolavoro collettivo “Signore e signori, buonanotte”.
Lo sceneggiato trasmesso dalla RAI nel 1972 era composto da 5 puntate per una durata totale di 280 minuti ma da anni esiste in commercio una versione in dvd più lunga, divisa in 6 puntate, della durata di 320 minuti, ed è di questa “long version” che ci andiamo ad occupare; aggiungiamo anche che, visto il grande successo di pubblico, ne uscì anche al cinema una riduzione cinematografica della durata di 135 minuti.
Curiosità: nel corso dello sceneggiato sono molti i momenti toccanti (pensiamo a Pinocchio che piange sulla lapide della fata turchina, alla barchetta di Geppetto che si inabissa in mare o alla scena in cui Pinocchio e Lucignolo, trasformati in ciuchini, piangono quando vengono separati) e particolarmente sgradevole è il ruolo del Gatto e della Volpe, interpretati da una delle coppie comiche più amate dagli italiani, ovvero Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. I due si caratterizzano per una crudeltà inaspettata e spiazzante, cosa che al grande pubblico non fece molto piacere (i due erano amatissimi anche dai bambini) e che forse segnò in maniera definitiva la crisi della coppia che, proprio nel 1972, giunse ad una separazione artistica durata molti anni.
Il burattino meccanico che si vede nel film muoversi da solo fu inizialmente ideato dal maestro degli effetti speciali Carlo Rambaldi che però, dopo una serie di provini, fu scartato dal progetto. Il burattino venne poi realizzato da Oscar Tirelli sul prototipo di Rambaldi il quale, poco prima che lo sceneggiato andasse in onda, fece causa (vincendola) alla produzione ed ottenne una “quota” sul ricavato dallo sfruttamento dell’opera. Il Pinocchio bambino in carne e ossa occupa quasi il 90 % del girato proprio per la difficoltà di far reggere l’intera storia sui complessi movimenti del burattino meccanico: ciò spiega la continua trasformazione di Pinocchio in bambino o burattino per volontà della fata, a differenza di ciò che accade invece nel romanzo dove diventa un bambino vero solo alla fine della storia.
Opera mastodontica e ambiziosa, seppur realizzata artigianalmente con i mezzi dell’epoca (in barba alla computer grafica di oggi), il Pinocchio di Comencini è intriso di pura poesia e conserva ancora oggi, a distanza di 47 anni, tutta la sua freschezza rimanendo una visione obbligatoria per ogni bambino che si rispetti e per ogni adulto in grado di commuoversi genuinamente. In futuro altri si cimenteranno nell’opera, e con ben altri mezzi importanti a disposizione, ma nessuno riuscirà neanche lontanamente ad avvicinarsi alla delicatezza e alla magia di questo sceneggiato. Intramontabile e irrinunciabile.

1° PUNTATA:

L’azione si svolge nel XIX secolo, in un anonimo paesino montanaro della Toscana funestato da un rigido inverno dove giunge la carovana del famoso burattinaio Mangiafoco (Lionel Stander); il suo arrivo non passa inosservato giacchè due suoi imbonitori, il Gatto (Franco Franchi) e la Volpe (Ciccio Ingrassia), ne promuovono trionfalmente lo spettacolo, urlando e gettando volantini. Uno di questi finisce nelle mani di Geppetto (Nino Manfredi), un falegname vedovo che vive in condizioni di estrema povertà, e gli suggerisce un’idea: costruirsi un burattino di legno con il quale viaggiare il mondo. Per procurarsi un pezzo di legno da lavorare il nostro si rivolge a Mastro Ciliegia (Ugo D’Alessio), l’altro falegname del paese che, a differenza sua, non ha problemi economici ma, al contempo, è avaro e spilorcio. Mastro Ciliegia gli regala un bel ciocco di legno di noce molto pregiato, ma non certo per un improvviso slancio di bontà; lo fa soltanto perché, mentre si stava accingendo a segarlo per rifare una gamba di un tavolo, il ciocco di legno gli aveva parlato e lui si era spaventato a morte…
Animato dalla frenesia, Geppetto lavora sul ciocco di legno tutta la notte e decide di chiamare il suo burattino Pinocchio, in ricordo di un suo vecchio amico. La marionetta è quasi terminata e Geppetto ha la chiara sensazione che la stessa si muova e lo segua con lo sguardo. Convinto di avere le traveggole, il povero falegname crolla sfinito e intirizzito dal freddo e si addormenta. Durante la notte appare lo spirito della sua defunta moglie che è divenuta una fata (Gina Lollobrigida) e che, conoscendo la solitudine di Geppetto, propone un patto al burattino: se si comporterà bene e sarà buono lo trasformerà in un bambino vero e sarà il figlio che Geppetto non ha mai potuto avere. Se viceversa sarà discolo e si comporterà male sarà di nuovo trasformato in burattino…
Il risveglio del giorno dopo è traumatico: Geppetto trova un bambino (Andrea Balestri) in casa ma è ancora convinto di avere le allucinazioni per la troppa fame e la stanchezza. Dopo qualche scambio di battute capisce che il bambino non solo è vero ma che si tratta proprio del suo Pinocchio, che esce di casa e inizia far danni. Dapprima ruba un pezzo di formaggio ad un pescatore che lo insegue fino in città e poi si nasconde sotto le vesti di alcune lavandaie mentre il pescatore e Geppetto lo inseguono vanamente. Due carabinieri assistono alla scena: il pescatore recupera il suo formaggio e Geppetto racconta di aver costruito un burattino di legno e che al mattino si era trasformato in un bambino, che ora è suo figlio. I carabinieri lo credono pazzo e lo arrestano, mentre Pinocchio resta con le lavandaie. Un improvviso temporale crea però un fuggi fuggi generale e Pinocchio resta solo sotto il diluvio: si avvia verso casa, dove giunge a notte fonda. Cerca qualcosa da mangiare ma ovviamente non trova nulla. Bussa allora alla porta di un vicino per chiedere del cibo ma, per tutta risposta, riceve una secchiata d’acqua in testa.

leavventuredipinocchio1

leavventuredipinocchio2

leavventuredipinocchio3

leavventuredipinocchio4

2° PUNTATA:

Pinocchio rientra in casa e, per accendere un fuoco, brucia alcuni attrezzi di Geppetto e una sedia di legno. Gli appare allora l’ombra di un Grillo Parlante (riflessa sul quadro della moglie defunta di Geppetto) che disapprova il suo comportamento e lo ammonisce dicendogli che la fata non sarà di certo contenta non solo delle sue marachelle ma anche di aver fatto finire suo padre in prigione. Per tutta risposta Pinocchio gli lancia un martello e lo uccide, rompendo il quadro. Per punizione ritorna burattino e, visto che era troppo vicino al fuoco, gli si bruciano i piedi…
Geppetto viene scarcerato dal maresciallo dei carabinieri (Orazio Orlando) e torna casa affranto e disperato. Mastro Ciliegia gli dice che c’è qualcuno in casa che si lamenta ma la porta è chiusa dall’interno. Geppetto entra dalla finestra e trova Pinocchio che è tornato burattino e lo supplica di ricostruirgli i piedi, promettendo che da oggi in poi sarà buono. Mastro Ciliegia osserva la scena dalla finestra, vede il burattino muoversi e parlare e quasi sviene per lo spavento. A Pinocchio viene dunque data un’altra possibilità e ritorna bambino, con Mastro Ciliegia che intanto si è riaffacciato nuovamente a sbirciare e ora vede un bambino in carne ed ossa al posto del burattino (con conseguente secondo mancamento). Dopo avergli fatto mangiare le 3 pere che Mastro Ciliegia aveva dimenticato sulla finestra prima di scappare terrorizzato, Geppetto fabbrica a Pinocchio un vestito di carta e poi vende la sua giacca per comprargli un abbecedario e mandarlo a scuola. In paese sono tutti curiosi e Mastro Ciliegia spiega che a Geppetto è nato un figlio…
Il primo giorno di scuola si rivela alquanto fallimentare: Pinocchio viene richiamato dai suoni del teatro di Mangiafoco che è lì vicino e quindi decide di marinare la scuola e di andare a vedere lo spettacolo dei burattini. Per procurarsi i 4 soldi del biglietto vende il suo abbecedario e si accomoda tra il pubblico ma, dopo un po’, le marionette lo chiamano sul palco perché riconoscono in lui uno di loro. Pinocchio sale sul palco e per castigo ritorna burattino, suscitando lo stupore e la collera del terribile Mangiafoco perché si muove senza fili e perché ha interrotto lo spettacolo; Pinocchio viene rinchiuso in una gabbia con una scimmia e lo spettacolo continua. All’uscita di scuola Geppetto non vede Pinocchio e, dopo qualche domanda al bidello, scopre che il bambino a scuola non ci è mai andato: riconosce inoltre il suo abbecedario nuovo nelle mani di un altro bambino e il padre gli dice di averlo per l’appunto comprato da un altro bambino che voleva comprarsi il biglietto per lo spettacolo dei burattini. Geppetto si precipita sul posto ma intanto la carovana di Mangiafoco è già ripartita alla volta delle lontane Americhe… Il vecchietto non demorde e decide di seguirli.
E’ scesa la notte e l’iracondo Mangiafoco decide di fermarsi perché ha fame; ordina quindi ai suoi due musicisti Gatto e Volpe di accendere il fuoco per arrostire il suo montone ma la legna è tutta bagnata dalla pioggia e il fuoco stenta a ravvivarsi. Mangiafoco decide allora di far bruciare la marionetta vivente che aveva rovinato il suo spettacolo: Gatto e Volpe vanno a prenderlo ma nella gabbia della scimmia trovano un bambino vero (la fata lo ha di nuovo trasformato per salvarlo dalle fiamme). Mangiafoco crede si tratti di uno scherzo e urla con violenza nei confronti di Gatto e Volpe che reagiscono stizziti, licenziandosi; in risposta Mangiafoco li prende a fucilate e i due scappano, dileguandosi nelle tenebre. Pinocchio cerca di spiegare al temibile omone che egli si trasforma in bambino e burattino per volontà di una Fata ma Mangiafoco non gli crede e intanto ordina di far bruciare un altro burattino, Arlecchino, che ha una gamba rotta. Pinocchio chiede pietà per il suo simile e si offre di gettarsi egli tra le fiamme: Mangiafoco starnutisce (il che indica che si è commosso) e risparmia entrambi.

leavventuredipinocchio5

leavventuredipinocchio6

leavventuredipinocchio7

leavventuredipinocchio8

3° PUNTATA:

Pinocchio mette al corrente Mangiafoco della estrema povertà del padre ed egli, sempre più commosso, gli regala un vestito nuovo e 5 monete d’oro raccomandandosi di non farle vedere a nessuno e facendosi promettere che farà subito ritorno a casa dal genitore. Durante il tragitto Pinocchio incontra il Gatto e La Volpe, ormai senza lavoro e disperati, che fingono di essere uno cieco e l’altro zoppo per chiedere l’elemosina. Pinocchio non tiene fede ai patti e mostra subito loro le sue monete; i due furfanti si attivano quindi per cercare di rubargliele. Dapprima si fanno offrire la cena in una taverna e poi, dopo che il bambino si è addormentato, vanno via e si nascondono nel bosco dopo essersi travestiti da assassini, coperti da due grosse lenzuola bianche. Quando l’oste (Enzo Cannavale) caccia via Pinocchio a tarda notte perché deve chiudere il locale il nostro nasconde gli zecchini d’oro in un buco di una roccia e poi va in cerca del gatto e della Volpe che crede suoi amici; dal buio sbucano fuori però i due finti assassini che iniziano ad inseguirlo per tutto il bosco. Durante la fuga Pinocchio scorge una casa al centro di un lago alla quale si accede tramite una lunga passerella di legno: è la casa della fata, che però decide di non aprirgli la porta perché è stato ancora una volta disubbidiente. Raggiunto dai due mascalzoni, Pinocchio viene avvolto in un lenzuolo e minacciato ma non ha più le monete con sé; il Gatto, furibondo, decide di impiccarlo ad un albero per fargli confessare dove le tiene ma la corda gli scivola dalle mani mentre lo sta sollevando e, dopo la caduta, da sotto il lenzuolo sbuca il burattino (la fata lo ha, ancora una volta, tramutato in burattino perché altrimenti sarebbe morto impiccato). Invitato a fuggire dalla fata che gli urla dalla finestra, il burattino si alza e corre in casa lasciando Gatto e Volpe stupefatti…
Dopo essere stato visitato da due dottori (uno dei due è Mario Scaccia) viene appurato che il bambino è sano e non ha riportato conseguenze dopo il fallito tentativo di impiccagione; la fata è molto combattuta perché vorrebbe lasciarlo per sempre burattino (visto che finora si è dimostrato discolo e ha dato solo dispiaceri a Geppetto) e gli fa delle domande alle quali Pinocchio risponde mentendo. Ad ogni bugia il suo naso si allunga… ma alla fine lui la supplica di farlo tornare bambino, promettendo che tornerà subito dal padre e che si comporterà sempre bene. La fata lo accontenta…
Il giorno dopo Pinocchio va a recuperare gli zecchini che aveva nascosto ed incontra nuovamente il Gatto e la Volpe, sempre decisi ad impossessarsene. La Volpe convince Pinocchio dell’esistenza di un terreno magico chiamato “campo dei miracoli” dove, una volta sotterrate le monete, le stesse si moltiplicano. Pinocchio si fa convincere e viene condotto in un terreno isolato, dove viene scavata una buca per seppellire le monete; i due farabutti invitano Pinocchio ad andare a prendere dell’acqua alla fontana per innaffiare il terreno e, dopo che il bambino si è allontanato abbastanza, le dissotterrano e si danno alla fuga…

leavventuredipinocchio9

leavventuredipinocchio10

leavventuredipinocchio11

leavventuredipinocchio12

4° PUNTATA:

Pinocchio non trova più le monete sotterrate e, dietro suggerimento di un contadino, va a denunciarne il furto; il giudice (Vittorio De Sica) non crede alla sua storia e lo mette in prigione nella città di Acchiappacitrulli. Geppetto continua a seguire le tracce della carovana di Mangiafoco e, giunto al porto, trova conferma dai pescatori della partenza dello stesso per le lontane Americhe; in uno scatolone ci sono ancora degli scarti abbandonati (burattini rotti e inservibili, stracci e altro), tra cui il vestitino di carta che indossava Pinocchio prima che Mangiafoco gli regalasse un abito nuovo. Geppetto inizia allora a riparare il relitto di una barchetta per poterlo raggiungere…
In seguito ad un’amnistia Pinocchio esce di prigione e ritorna alla casetta della fata ma, giunto al lago, non la trova più: sulla riva c’è una lapide di marmo e, dopo aver chiesto ad un passante di leggergli cosa c’è scritto, Pinocchio scopre che la fata è morta di crepacuore per essere stata abbandonata da lui. Dopo aver pianto tantissimo Pinocchio si allontana in cerca di cibo e, dopo aver rubato dell’uva, resta imprigionato in una tagliola; il contadino proprietario della vigna, per punirlo, lo lega con una catena al collo nei pressi di una grotta e lo utilizza come cane da guardia perché proprio il giorno prima gli era morto il cane. Invitato ad abbaiare alla presenza di eventuali ladri, Pinocchio sventa un furto di galline durante la notte chiudendo i due ladri nel pollaio e abbaiando… Il contadino stavolta lo premia, liberandolo ed offrendogli una ricca colazione il mattino seguente.
Parlando col bambino che racconta di essere alla ricerca del suo povero padre falegname, il contadino gli riferisce che al porto c’è un vecchio falegname impazzito che sta per imbarcarsi per le lontane Americhe in cerca del figlio scomparso; Pinocchio corre al porto seguendo la corrente di un fiume ma, quando vi giunge, scopre che Geppetto è già salpato, nonostante il mare sia notevolmente agitato. Pinocchio si sbraccia e lo chiama a gran voce ma il vecchietto è ormai lontano, viene travolto dalle onde e inghiottito dal mare con la sua barchetta. Nel disperato tentativo di salvarlo Pinocchio si getta in mare e sparisce anch’egli nei flutti. Tutti lo credono morto ma la corrente lo respinge a riva dove, stremato, perde i sensi.
Al suo risveglio Pinocchio incontra Lucignolo (Domenico Santoro), un bambino di 12 anni che è scappato di casa e che non ha voglia di andare a scuola. Pinocchio si appoggia a questo suo nuovo amichetto, con il quale se ne va in giro passeggiando tutto il giorno: la loro prima bravata consiste nel furto di otto frittelle ai danni di un venditore ambulante.

leavventuredipinocchio13

leavventuredipinocchio14

leavventuredipinocchio15

leavventuredipinocchio16

5° PUNTATA:

Pinocchio e Lucignolo mangiano le frittelle rubate in un cascinale abbandonato; il nostro ex burattino è affascinato da questo suo nuovo amico più grande di lui, villano, sfrontato, che beve vino e fuma sigari, e ne viene fortemente influenzato. Dopo un po’ Pinocchio si addormenta ma quando si sveglia Lucignolo non c’è più; si mette dunque in cerca dell’amico e, camminando camminando, cerca anche di scroccare qualcosa da mangiare ma senza successo perché tutti gli chiedono di svolgere qualche lavoretto in cambio e lui rifiuta. Giunto per caso ad una mensa dei poveri, Pinocchio riconosce la fata dai capelli turchini che serve il pasto ma la donna finge di non conoscerlo e lo invita a riempire una pesante brocca d’acqua; gli chiede poi di portargli la borsa fino a casa e, se lo farà, gli darà da mangiare in cambio. Pinocchio esegue diligentemente il compito e scopre che la casa sul lago è tornata al proprio posto; ovviamente la fata non era morta, aveva solo voluto metterlo alla prova e ora è tornata, dopo aver visto il suo sincero dolore. La fata gli rivela inoltre che Geppetto non è affogato in mare ma che si trova in un posto sicuro e che tornerà a ricongiungersi con lui purchè egli si comporti da bimbo modello.
Stavolta pinocchio fa le cose per bene: inizia ad andare a scuola e, in poco tempo, diventa il primo della classe. La fata è estremamente contenta e, per celebrare questo suo comportamento, invita a casa sua oltre 30 bambini per una grande festa. Sembra che ora egli sia cambiato definitivamente ma qualcosa di imprevisto sconvolge questo equilibrio: l’improvviso ritorno di Lucignolo, scortato in classe dai carabinieri. L’influenza negativa del ragazzaccio mai redento non tarda a manifestarsi: Lucignolo si mette a belare in classe, prontamente imitato da Pinocchio, e il maestro caccia entrambi fuori dall’aula. Una volta fuori, i due scavalcano il muro di cinta della scuola e scappano via. Lucignolo rivela a Pinocchio che a mezzanotte partirà con un carro alla volta di un paese meraviglioso chiamato “paese dei balocchi”, dove i grandi sono al servizio dei piccoli; non si studia e non ci sono regole, solo giochi e divertimento. Pinocchio vorrebbe seguirlo ma Lucignolo gli dice che è troppo piccolo e non lo vuole con sé; per fargli compagnia, Pinocchio resta con lui fino a tarda sera dimenticandosi della sua festa a casa della fata.
Quando si decide a tornare a casa la festa è bella che finita e la lumaca (Zoe Incrocci) al servizio della fata impiega molto tempo per scendere ed aprirgli la porta. Dopo averlo fatto aspettare un’ora abbondante, Pinocchio viene fatto entrare in casa ma non vi sono avanzi della festa per lui e la lumaca gli serve una cena finta. Offeso dall’affronto, Pinocchio scappa via e raggiunge Lucignolo per aggregarsi a lui e raggiungere l’agognato “paese dei balocchi”. Il carro è strapieno di bambini ma l’omino di burro che lo conduce (Riccardo Billi) fa montare Pinocchio e Lucignolo su due somarelli. Giunti al famoso paese, i bambini sono travolti dai giochi e tutto sembra un enorme luna park; dopo aver avuto questo assaggio di felicità i bambini vengono invitati a ritirarsi nelle loro camerate per dormire, in attesa del giorno dopo…

leavventuredipinocchio17

leavventuredipinocchio18

leavventuredipinocchio19

leavventuredipinocchio20

6° PUNTATA:

Al mattino dopo il risveglio è orribile: a tutti i bambini sono cresciute orecchie da somaro e, dopo un po’, tutti si trasformano in ciuchini. Lo scopo finale è quello di venderli al mercato. Un compratore (Mario Colombaioni) sceglie Pinocchio (che viene così separato da Lucignolo in un momento straziante) che finisce così in un circo gestito da un direttore (Mario Adrof) che lo sottopone ad esibizioni imbarazzanti. Durante uno spettacolo, mentre si sta esibendo in uno dei suoi “numeri” di ballo, Pinocchio riconosce la fata turchina tra il pubblico; il direttore sceglie proprio lei per fargli dare uno zuccherino ma Pinocchio lo rifiuta, viene frustato e, cadendo, si azzoppa. La sua carriera circense è quindi già finita: viene comprato da un fabbricante di tamburi (Walter Richter) che decide di ucciderlo per utilizzarne poi la pelle. Lo lega quindi ad una fune con due pesanti massi al collo e lo getta in mare per affogarlo ma, quando va a tirarlo su, il ciuchino legato alla fune si è trasformato in burattino… Sentendosi truffato, il fabbricante di tamburi lo ributta in mare e, con suo stupore, vede il burattino nuotare prima di finire in bocca ad un enorme pescecane. Nel ventre del pescecane Pinocchio si ricongiunge con Geppetto, che era stato inghiottito tempo prima e che all’interno dell’enorme mammifero ha trovato per lui una situazione confortevole che gli consente di sopravvivere tranquillamente, a differenza dell’ostile mondo esterno. La fata ha fatto così ricongiungere Geppetto e Pinocchio, facendo definitivamente uscire l’anima del bambino dal burattino: Pinocchio ora resterà bambino per sempre… Non volendosi rassegnare ad una vita intera nella pancia di un pescecane, Pinocchio organizza una fuga notturna con l’aiuto di un tonno parlante (già scappato dalla bocca del pescecane mentre lo stesso dormiva) che si offre di portare a riva lui e Geppetto; i due quindi fuggono insieme, giungendo ad una spiaggia…

leavventuredipinocchio21

leavventuredipinocchio22

leavventuredipinocchio23

leavventuredipinocchio24

In un’opera del genere anche le musiche giocano un ruolo fondamentale e la colonna sonora composta da Fiorenzo Carpi è semplicemente leggendaria e resta scolpita nella storia. Struggente e delicata, vanta un paio di temi assolutamente immortali (quello di Lucignolo sui titoli di testa e quello della “birichinata”) oltre alla canzone finale sui titoli di coda cantata da Nino Manfredi, con testo scritto proprio dall’attore ciociaro. Un capolavoro immortale che non si può non apprezzare: chi non è d’accordo si faccia 10 minuti di vergogna dietro la lavagna e si faccia vedere da uno bravo, mentre intanto qui si affaccia furtiva una lacrimuccia…

Com’è triste l’uomo solo
che si guarda nello specchio:
ogni giorno un po’ più vecchio,
che non sa con chi parlare…
Passa giorno dopo giorno
senza avere, senza dare…
Quando il sole va a dormire
ed il cielo si fa scuro
resta solo una candela
ed un’ombra sopra il muro.
Per non essere più solo
mi son fatto un burattino,
per avere l’illusione
d’esser padre di un bambino
che mi tenga compagnia
senza darmi grattacapi,
che non usi la bugia
come pane quotidiano
e che adesso, che son vecchio,
possa darmi anche una mano…
Com’è stato lo sapete,
è la storia di Pinocchio:
naso lungo e capo tondo
che va in giro per il mondo,
che pretende di pensare
e su tutto ragionare.
Chi mi dice di ascoltarlo,
chi mi dice di punirlo
ma non so che cosa fare,
non è facile educare:
lui non vuole andare a scuola,
lui non vuole lavorare…
Debbo dirvi, in confidenza,
che com’è non mi dispiace,
m’è riuscito proprio bene:
più lo vedo e più mi piace…

leavventuredipinocchiotitoli

Cast principale:

Nino Manfredi

Andrea Balestri

Gina Lollobrigida

Franco Franchi

Ciccio Ingrassia

Lionel Stander

Ugo D’Alessio

Domenico Santoro

Regia: Luigi Comencini

Edizioni in dvd: San Paolo

Formato video 1,33:1 full frame

commenti
  1. giovanninagp ha detto:

    Stupefacente nonché accattivante recensione, ma non avevo dubbi in merito
    Concordo su tutto e apprendo sempre cose interessanti, pienamente d’accordo sul fatto che ne potranno realizzare altri mille e con mezzi più moderni ma non eguaglieranno mai il Pinocchio di Comencini.
    Tutti coloro che fanno parte della mia generazione sicuramente ricordano in modo speciale e malinconico e tu egregiamente mi hai riportato alla memoria.
    Un cast meraviglioso.
    È sicuramente un patrimonio da rimandare ai nostri figli per la sua maestosità e per condividere con loro un pezzetto di storia della tv, quella tv che ai giorni nostri non era fatta solo di ciarpame.
    Grazie per le tue straordinarie recensioni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.