La morte ha fatto l’uovo (1967)

Pubblicato: 11 gennaio 2020 in Thriller

la morte ha fatto l'uovo

Giulio Questi è regista assai particolare e la sua carriera parla chiaro: i suoi non sono film “facili” e questo thriller alquanto anomalo e originalissimo sotto tutti gli aspetti ne è la conferma. Siamo sul finire del 1967 e Questi scardina le regole del giallo riempiendo la pellicola di notevoli momenti psichedelici e surreali: pensiamo alla poco occulta pubblicità del Campari o alle immagini dei polli (veri o disegnati) che imperversano in bizzarre e aggressive campagne pubblicitarie. Chi non ama il pollo o è debole di stomaco si astenga dalla visione del film, è bene dirlo.
Il cast è davvero ben assortito: abbiamo la bellezza imponente di una Gina Lollobrigida in gran forma, lo charme inossidabile di Jean-Louis Trintignant, che sfoggia per tutto il film il suo sguardo tormentato, e il fascino acerbo (ma non per questo meno morboso) della bellissima Ewa Aulin, con l’aggiunta del giovane belloccio Jean Sobieski. Il regista gioca col pubblico mostrandogli il volto dell’assassino fin dalle prime scene ma ciò è marginale: ci sarebbe il solito complotto che spinge al delitto per motivi ereditari ma la storia ha anche risvolti di denuncia sociale che si concentrano sulle attività delle aziende industriali alimentari che non lesinano pericolosi bioesperimenti a scapito della salute dei possibili e ignari consumatori del prodotto finale. Alcune scene girate all’interno dell’allevamento di polli che fa da sfondo alla vicenda sono ai limiti del sostenibile e il titolo del film risulta quanto mai azzeccato, rendendo pienamente l’idea di ciò che si andrà a raccontare.
Il film consta di una durata di circa 106 minuti ma, successivamente all’uscita dei primi film gialli di Dario Argento dei primissimi anni ‘70, venne riproposto per cavalcare l’onda del filone e fu ridotto a 90 minuti. I tagli riguardano soprattutto un personaggio decisamente ambiguo interpretato da Renato Romano che vaga per la città e appare più volte per parlare col protagonista Trintignant, coinvolgendolo in dialoghi deliranti: ebbene, tutte le scene in cui appare Romano sono sparite completamente (mentre altri tagli riguardano alcuni dialoghi che risultano accorciati + la scena degli operai che, rivendicando diritti sindacali, gettano polli per la strada per protesta). Sembra che questi tagli siano stati fatti per rendere il film un po’ meno surreale e immediatamente fruibile, cercando di eliminare quelle parti che potevano risultare di difficile comprensione per il pubblico. In una intervista di qualche anno fa il regista ha parlato di un master approntato per una futura trasmissione televisiva (dove la durata ideale di un lungometraggio sarebbe di circa 90 minuti) ma ciò non ha molto senso in quanto i tagli furono apportati per una nuova uscita al cinema e negli anni a venire il film in televisione si è visto, quando si è visto, decisamente pochissimo.
Naturalmente la versione vulgata in home video in Italia, manco a dirlo, è quella corta. Esistono una antica vhs (uscita in una collana da edicola sul finire degli anni ’90) e un successivo dvd giapponese con audio italiano, anch’esso contenente la versione rimaneggiata. Dopo qualche anno è uscito anche il dvd italiano ma, invece di recuperare la versione integrale da 106 minuti, si è pensato bene di riproporre il master corto da 90 minuti accorciandolo ancora di più, tagliando tutte le scene di sangue e violenza (presenti invece nella vecchia vhs e nel dvd giapponese) e scendendo a 85 minuti: vergogna, un prodotto del genere non si può usare nemmeno come sottobicchiere!
Fortunatamente in Inghilterra sono più lungimiranti o quantomeno rispettosi delle opere e, dopo una lunga operazione di crowdfunding, è uscito un bellissimo blu-ray con audio italiano contenente sia la versione corta da 90 minuti sia la versione originale da 106 minuti. In Italia abbiamo ancora troppo da imparare: acquisto obbligatorio.
Ultime due parole vanno spese sulla colonna sonora, opera del Maestro Bruno Maderna: se il film risulta surreale, psichedelico e in molti punti straniante il merito è dell’ottimo montaggio di Franco Arcalli ma anche della incredibile musica dell’eclettico Maderna che contrappunta la storia con suoni atonali, distorti e spesso dissonanti. I duetti tra violino solista e chitarra sono magnifici e ricoprono l’intera pellicola di una cappa di angoscia opprimente.

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Roma. Anna (Gina Lollobrigida) è la ricchissima proprietaria di un imponente allevamento di polli mentre suo marito Marco (Jean-louis Trintignant) è dirigente di un’azienda che si occupa della distribuzione del pollame. Da tempo Marco ha una tresca con la giovane e bella cugina di Anna, Gabry (Ewa Aulin), che vive con loro in una enorme villa con piscina. Questo, però, non è il suo unico “vizietto”: il buon Marco ha da tempo l’abitudine di adescare prostitute che poi sgozza e/o uccide a pugnalate in un motel sull’autostrada.
Il direttore generale vuole che Marco si occupi della nuova campagna pubblicitaria e gli affianca un giovane e rampante agente pubblicitario molto esperto, il sig. Mondaini (Jean Sobieski). Durante una festa a casa di Anna e Marco è proprio lo spregiudicato Mondaini a dare il via ad uno strano gioco della verità: una stanza viene svuotata di tutti gli arredi e, a turno, una coppia formatasi al momento tra gli invitati vi entra dentro per fare ciò che vuole. Scambi di coppia? Confessioni pericolose? Vale tutto… Alla fine della serata Anna trova una lettera anonima che la avverte che il marito si incontra con donne di facili costumi nel motel.
Nello stabilimento di Anna agisce un chimico (Biagio Pelligra) che effettua esperimenti di modifica degli embrioni dei polli atti a svilupparne la grandezza con l’inserimento di alcune cellule cancerogene. I suoi esperimenti biochimici hanno dato vita ad un risultato clamoroso: l’ultima covata ha prodotto esemplari senza testa e senza ali, dei semplici fagotti di carne con le zampe. Questa mutazione potrebbe portare alla produzione enormi vantaggi: risparmio sugli imballaggi, più carne da mettere in vendita etc. ma Marco, inorridito dalla vista di questi “mostri”, allontana il chimico in malo modo e distrugge a colpi di bastone gli abominii da lui creati, entrando definitivamente in conflitto con Anna che invece aveva caldeggiato e finanziato questi esperimenti.
Marco ha deciso di uccidere la moglie per non avere più ostacoli nel rapporto con la sua giovane amante e la caduta accidentale di un cane nella macina industriale (la povera bestia finisce tritata, mescolandosi al mangime dei polli) gli fornisce l’idea di un piano criminale: dapprima si procura, tramite la sua azienda, un biglietto aereo a nome della moglie per un congresso di allevatori ad Amsterdam. Poi brucia il biglietto (perché tanto al congresso la moglie non ci andrà mai) e sega una balaustra per far cadere Anna nella macina del mangime. Del suo corpo non resterebbe niente, mentre tutti la crederebbero ad Amsterdam…
Egli intanto, per costruirsi un alibi, pensa di recarsi al solito motel ma non sa che Anna vuole smascherare i suoi incontri con le prostitute e che, dopo essersi agghindata in abbigliamento troieggiante, si trova lì per adescarlo e coglierlo in flagrante.
Chi combina gli incontri al motel e procura le prostitute è il portiere dell’albergo (Giulio Donnini) il quale, una volta che ha organizzato tutto, avvisa Marco telefonicamente della disponibilità della signorina di turno. Stavolta Marco entra nella solita camera ma ha una amara sorpresa: sul pavimento giace morta sua moglie Anna, sgozzata. E intanto una telefonata anonima ha avvertito la polizia…
E’ ovvio che qualcuno vuole incastrarlo ma Marco non si perde d’animo, pulisce il sangue e porta via il corpo approfittando di un ascensore di servizio per dileguarsi. Quando la polizia giunge sul posto l’ispettore (Aldo Bonamano) è convinto di trovare una vittima ma, intanto, scopre un’altra verità: in realtà Marco non ha mai ucciso nessuno e durante i suoi incontri privati egli inscenava i delitti utilizzando sangue finto con la complicità delle “vittime”. Aveva una stanza riservata da mesi nel motel e qui, a turno, dava sfogo alla sua mania perversa pagando prostitute che venivano “uccise” da lui, alcune anche più volte (utilizzando parrucche bionde o more, all’occorrenza, per travestirsi). Molte sue “vittime” testimoniano divertite il fatto all’ispettore e, in effetti, è tutto logico: se veramente fossero state uccise delle donne, e sempre nella stessa camera dello stesso motel, il colpevole sarebbe stato arrestato da tempo…
Ma ora il morto ci è scappato davvero, anche se la camera viene trovata vuota. E Marco scopre un indizio…

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Cast principale:

Jean-Louis Trintignant

Gina Lollobrigida

Ewa Aulin

Jean Sobieski

Biagio Pelligra

Renato Romano

Regia: Giulio Questi

Edizioni in vhs: Shendene

Edizioni in dvd: King Records (Giappone)

Formato video 1,85:1 letterbox

Edizioni in blu-ray:

Nucleus Films (UK)

Formato video 1,85:1 anamorfico

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