Il giustiziere di mezzogiorno (1975)

Pubblicato: 18 gennaio 2020 in Commedia

il giustiziere di mezzogiorno

Riveduto e corretto: non si è ancora spenta l’eco del film “Il giustiziere della notte” di Michael Winner che in Italia la parodia è già pronta e servita. La premiata ditta Amendola/Corbucci partorisce una sceneggiatura estremamente divertente e si affida all’estro di un Franco Franchi in grande forma che rifà il verso al modello americano con tanto di baffetti e faccia dura (d’altronde si sa che la mimica facciale è sempre stata il punto di forza dell’attore siciliano). Rifacendosi all’idea di base del cittadino comune che si fa giustizia da solo laddove la Polizia non fa il suo dovere il regista Mario Amendola dimostra di aver studiato il film di Winner con molta attenzione: Charles Bronson era un architetto molto attento ai progetti e il nostro Franco Franchi è un geometra del genio civile altrettanto preciso. Il capostipite iniziava con Bronson che scattava foto alla moglie durante una vacanza su una stupenda spiaggia delle Bahamas, facendola spostare per coglierne la posa migliore; Franchi, invece, scatta foto alla moglie Ombretta De Carlo durante una passeggiata domenicale sul molo di Fiumicino e, facendola indietreggiare, la fa cadere nelle acque torbide. Nella sua unica azione “notturna” (il giustiziere nostrano agisce di giorno, come da titolo, a differenza del capostipite) Franchi utilizza come arma un calzino riempito con degli spiccioli, come Bronson nella sua prima “sortita”.
E’ evidente che le intenzioni “serie” dell’originale sono tutte messe in burletta: Bronson colpiva i criminali notturni (drogati, ladri, spacciatori etc.) tentando di ripulire la città dopo lo stupro e l’uccisione di sua moglie mentre invece Franchi si vendica colpendo tutti coloro che, in qualche modo, gli hanno fatto dei torti nella vita di tutti i giorni fino a quando non si monta la testa e, dopo aver compiuto le proprie vendette personali, decide di fare le cose in grande dopo che le sue imprese sono finite sui giornali. E qualcuno si approfitterà di lui…
Il film è fresco e genuino ed è ricchissimo di facce e caratteristi che hanno spesso attraversato il nostro cinema di genere: abbiamo il grande Gigi Ballista (direttore affarista ed erotomane), Vincenzo Crocitti (finto benefattore), Guido Cerniglia (chirurgo menefreghista), Franco Diogene (vigile corrotto), Alberto Farnese (autista indisciplinato in combutta col vigile), Aldo Puglisi (impiegato imbranato), Jimmy il fenomeno (infermiere “pescatore”), Raffaele Pisu (capo della Polizia), Mario Donatone (poliziotto distratto), Alfredo Adami (poliziotto pignolo), Gino Pagnani ed Enzo Andronico (i “padri di famiglia”). Chi ama la comicità semplice e diretta di Franco Franchi non resterà deluso e si divertirà per 90 minuti ma ci sentiamo di consigliare, decisamente, il film a tutti.
Curiosità: in una scena “strappalacrime” in cui Franchi abbraccia la figlioletta pestifera che gli combina scherzi tremendi l’attore snocciola in fila, per metterli in ridicolo, 5 titoli dei famigerati “lacrima-movies” che iniziavano ad imperversare in quel periodo: “Passeremo una bellissima estate sotto l’albero dalle foglie rosa dopo l’ultima neve di primavera e cavalcheremo bianchi cavalli d’agosto con un venditore di palloncini…”
Finalino per le musiche di Ubaldo Continiello, anch’esse simpatiche, nelle quali spicca il main theme “Call the revenger” in stile Oliver Onions eseguito da un gruppo non accreditato.

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Il geometra Franco Gabbiani (Franco Franchi), impiegato dell’ufficio del genio civile nel reparto appalti e concessioni, è uomo pacato e mansueto che subisce giornalmente angherie dal proprio direttore (Gigi Ballista) ed è corteggiato da 10 anni da una collega obesa, la signorina Barzuacchi (Maria Antonietta Beluzzi), che gli lascia continuamente lettere d’amore nei posti più disparati.
Sposato e con una figlia, il nostro sta facendo delle foto alla moglie Agata (Ombretta De Carlo) sul molo di Fiumicino durante una passeggiata domenicale e qui inizia per lui una sequenza impressionante di disgrazie: la moglie cade in mare, viene portata in salvo ma si sente male perché ha ingoiato un’anguilla; l’auto di Franco è stata portata via dal carro attrezzi grazie al solerte intervento di un vigile (Franco Diogene) che gliel’ha fatta rimuovere ma che, al contempo, chiude tutti e due gli occhi su un’altra auto, parcheggiata nello stesso punto vietato, dal proprietario di un autosalone che gli ha venduto la macchina ad un prezzo stracciato; in un bar lì vicino la barista non gli consente di telefonare al pronto soccorso dicendogli che il telefono è guasto (ma invece funziona); dopo aver chiamato un taxi da una cabina telefonica Franco lo attende inutilmente per 4 ore ma non sa che la sua telefonata è stata intercettata da un giovinastro che gli aveva fatto uno scherzo spacciandosi per tassista e assicurandogli che sarebbe arrivato presto; un uomo (Vincenzo Crocitti) si offre di accompagnarli all’ospedale ma si fa pagare il pieno di benzina e il cambio dell’olio; al pronto soccorso dapprima non vogliono ricoverare la donna perché non ha ferite lacerocontuse e poi il chirurgo Dardanelli (Guido Cerniglia) si rifiuta di visitarla perché sta andando via. L’anguilla nello stomaco verrà “pescata” da un infermiere (Jimmy il fenomeno). Ma non è finita: nell’auto portata via dal carro attrezzi c’erano anche i documenti nel cruscotto e quindi Franco non può ritirarla al deposito perché, non essendo in possesso di un documento di riconoscimento, l’auto non può essergli restituita. Non solo: senza un documento non gli viene neanche consegnata la busta paga e corrisposto lo stipendio! Al culmine di questa situazione moglie e figlia lo lasciano e vanno a casa della madre di lei.
Rimasto solo, Franco va al cinema dove si proietta il film “Il giustiziere della notte” con Charles Bronson e, stanco di subire, inizia la sua vendetta trasformandosi in giustiziere dopo aver indossato due baffetti finti per somigliare all’attore americano. Dapprima fa portare via dal carro attrezzi l’auto del proprietario dell’autosalone (Alberto Farnese) che veniva parcheggiata sempre sul molo, in divieto di sosta, in combutta col vigile; poi, spacciandosi per meccanico, distrugge l’auto del vigile corrotto smontandola pezzo per pezzo. Successivamente piazza una bomba nel telefono del bar del molo che la barista non aveva voluto fargli usare. Una sera affronta 3 giovinastri che avevano il vizietto di rispondere al telefono pubblico del taxi fingendosi tassisti e dando appuntamenti inesistenti: li manderà all’ospedale dopo averli percossi con un calzino riempito di monete…
Poi tocca al chirurgo che non aveva voluto soccorrere la moglie: sapendo della sua passione per l’ippica, Franco si sostituisce al suo istruttore e, dopo aver fatto montare il medico a cavallo, infila un peperoncino nel sedere dell’animale per farlo imbizzarrire. Il chirurgo cade malamente e si rompe una gamba, con Franco che finge di offrirsi di accompagnarlo al pronto soccorso e che, con una scusa diversa ogni volta, gli fa credere che gli ospedali gli abbiano rifiutato il ricovero.
Anche il direttore di Franco, che ha l’abitudine di accettare bustarelle in cambio di appalti a favore di un ingegnere disonesto (Raf Luca), subisce la giusta vendetta: una telefonata anonima avvisa la moglie delle attenzioni che il marito riserva ad una giovane impiegata e il manigoldo viene colto in flagrante. Dal canto suo, anche l’ingegnere truffaldino subisce la sua punizione: Franco si sostituisce ad un massaggiatore e gli “annoda” braccia e gambe…
Le prodi gesta del giustiziere riempiono le prime pagine dei giornali e Franco si lancia in un’altra crociata: lo sciopero dei netturbini sta mettendo in ginocchio Roma e i cumuli di immondizia nelle strade sono sempre più grandi. Il geometra giustiziere organizza allora una spedizione punitiva ai danni dell’assessore alla nettezza urbana (Valentino Simeoni), che ha una enorme villa con inceneritore privato e dunque non sente sulla sua pelle il problema dell’ “emergenza rifiuti”: durante una festa che si tiene nel suo enorme giardino l’assessore e gli invitati vengono bombardati dal lancio di sacchetti pieni di immondizia.
Anche la Polizia inizia ad interessarsi alle azioni del giustiziere…

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Cast principale:

Franco Franchi

Gigi Ballista

Ombretta De Carlo

Maria Antonietta Beluzzi

Raf Luca

Franco Diogene

Regia: Mario Amendola

Edizioni in dvd: De Agostini e 01

Formato video 1,85:1 letterbox

commenti
  1. Claudio Bruno ha detto:

    Vale lo stesso discorso fatto per ULTIMO TANGO A ZAGAROL, è un film comico solo in apparenza, ma molto triste. Le vendette del protagonista sono tutt’altro che leggere e il film NON finisce a taralucci e vino.

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