Morbosamente vostra (1985)

Pubblicato: 22 febbraio 2020 in Hardcore

morbosamente vostra

A partire dalla prima metà degli anni ’80 il regista Andrea Bianchi, nome noto agli amanti del cinema di genere italiano, inizia a dedicarsi al cinema porno (che in Italia era in pieno fulgore) con lo pseudonimo anglofono Andrew White (in pratica la traduzione in inglese del suo nome e cognome) e firma nel 1985 il debutto hardcore dell’attrice tedesca Karin Schubert con “Morbosamente vostra”. La Schubert, donna dall’incantevole bellezza, aveva vissuto fino ad allora una lunga carriera d’attrice in Italia dando il meglio di sé nella commedia erotica e decide di compiere il grande passo all’età di 41 anni: non si può certo dire che le manchi il coraggio, visto che il suo fascino resta immutato ma il suo corpo mostra un po’ i segni del tempo, risultando non più statuario come una volta. Dopo alcuni servizi fotografici per alcune note riviste hard (“Le ore” e “Men”) per la Schubert il passaggio sul grande schermo viene di conseguenza e la scelta di questa svolta è ascrivibile a motivi economici legati al bisogno di denaro per disintossicare il figlio dalla droga, destino per molti versi triste e tragico che la accomuna ad altre nostre note attrici a fine carriera, scivolate nel baratro della pornografia per analoghi motivi legati alla tossicodipendenza (Paola Senatore e Lilli Carati).
“Morbosamente vostra” si rivela un film a tratti sorprendente che si eleva notevolmente rispetto agli standard delle produzioni hard nostrane del periodo: c’è una notevole cura degli interni e delle scenografie (la villa della contessa Cora è notevole), una bella fotografia e la Schubert indossa (quando li indossa) abiti davvero elegantissimi che mettono in risalto la sua bellezza. Inoltre, quantunque si pensi che il film sia solo un pretesto per mostrare la Schubert “in azione” (che è ciò che il pubblico si aspetta e che puntualmente avviene), c’è una trama interessante (soggetto e sceneggiatura portano la firma del prolifico Piero Regnoli, una delle figure di spicco del cinema italiano con all’attivo oltre 100 sceneggiature di tutti i generi) e il film va dritto filato tra i migliori del genere, visionabile e consigliato anche ai non hardisti. Il tono è quello della commedia e in diversi frangenti si ride di gusto (il doppiaggio nelle scene hot è a tratti esilarante) e ne esiste anche una versione soft dal titolo “Cora” (dal nome della protagonista), con tutte le sequenze hard espunte: onestamente ci sembra un’operazione assolutamente insensata perché il film nasce hard e così va visto, a meno che a qualcuno non piacciano gli spaghetti aglio, olio e peperoncino ma senza spaghetti…
Sicuramente vincente è l’idea di partenza di mostrare in prima battuta una Schubert nei panni di una contessa timida e casta che non vuole soddisfare il marito e si ritrova ad assistere di nascosto agli accoppiamenti del suo autista con la sua cameriera (Pauline Teutscher) o con altre due fanciulle, stuzzicando così la curiosità dello spettatore fino all’inizio del secondo tempo, quando la giunonica tedescona inizia a scatenarsi e si trasforma in un’autentica tigre del sesso anche con 2 partner alla volta…
Il regista Bianchi si lancia anche in temerari ralenty nelle scene più calde e sfrutta abilmente il montaggio (non è un gioco di parole!) dimostrando di trovarsi decisamente a suo agio all’interno del genere. Sul finale c’è anche un tocco autoriale allorquando appare una scritta firmata con le sue iniziali:
“Niente ha FINE se la tua mente lo vuole!… (A.W.)”.
Imperdibile: a quando un dvd?
Curiosità: sui titoli di testa lo pseudonimo Andrew White viene storpiato dal titolista in un bizzarro Andrean Whiter e per le musiche, che spaziano da temi romantici alla disco music, viene accreditato tale Michel Serfran (ovvero un Ubaldo Continiello sotto mentite spoglie). Ma non è tutto: il brano dance sui titoli di testa (“Give me your love”), appartenente al filone italo-disco degli anni ’80, è interpretato dal duo femminile Fun Fun nel quale militava… Ivana Spagna.

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La contessa Cora (Karin Schubert), sposata da 4 anni con Albert (Bruno Romagnoli), è donna assai pudica e di rigidissimi principi morali: non si fa vedere nuda dal marito e durante i loro sporadici rapporti sessuali pretende la luce spenta. A ciò si aggiunge anche una buona dose di frigidità in quanto si è sempre rifiutata di avere rapporti orali, ritenendo ripugnante questa pratica. Albert, dopo aver sopportato pazientemente, inizia ad averne le tasche piene e si confida con un amico di famiglia e noto psicanalista, Jules (Herbert Hofer), al quale chiede di visitare Cora.
Cora, già durante la prima seduta, inizia a manifestare una doppia personalità: alla donna timida, morigerata e castigata che tutti conoscono si contrappone una donna volgare e disinibita, affamata di sesso. Quando è in trance si trasforma completamente e inizia a raccontare a Jules tutte le sue molteplici esperienze, dal primo rapporto lesbico con una signora delle dame di carità ad incontri casuali con sconosciuti o giovani aitanti alle prime esperienze. Quando ritorna in sé Cora non ricorda più nulla ma il suo strano comportamento inizia a insospettire il marito: a casa arrivano telefonate anonime e nella borsa della donna Albert trova una scatola di preservativi, oggetti da loro mai utilizzati e che la vera Cora non sa neanche cosa siano, al punto da credere che siano caramelle. Alla richiesta di spiegazioni la donna non sa rispondere, così come non sa spiegarsi la presenza di alcune banconote nascoste nel suo reggicalze…
Un giorno Jules decide di seguire Cora e scopre che la donna si dedica ad incontri sessuali a pagamento in una villa fuori mano, travestendosi con una parrucca scura che nasconde il suo capello biondo. Jules ne parla ad Albert, che però si mostra sconvolto e incredulo: la prova del nove consiste nel fingersi un cliente. Lo psicanalista gli combina un appuntamento e conduce l’amico alla villa dove Cora non solo non lo riconosce ma lo sottopone ad un “trattamento” orale che lo lascia contemporaneamente soddisfatto e stupefatto.
Albert è sempre più in crisi: aveva sempre sognato di avere una donna così, ma non certo a queste condizioni. Per risolvere la situazione Jules opta per una terapia d’urto: prima si tromba Cora anche lui, visto che era l’unico che mancava ancora all’appello, e poi tenta la carta dell’ipnosi per liberarla dal suo scomodo alter ego… Ci riuscirà?

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Cast principale:

Karin Schubert

Bruno Romagnoli

Herbert Hofer

Pauline Teutscher

Mary Botle

Marisa Costa

Regia: Andrew White (Andrea Bianchi)

Edizioni in vhs: EPP Distribution

commenti
  1. Sep ha detto:

    Grande rece, film che non conoscevo. Spero di riuscire a recuperarlo. GRAZIE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. johntrent70 ha detto:

    Ovviamente devi cercare la versione hard, quella soft è assolutamente inutile 😉

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