La frusta e il corpo (1963)

Pubblicato: 14 marzo 2020 in Horror

la frusta e il corpo

Subito dopo “I tre volti della paura” il grande Mario Bava continua a cimentarsi nell’horror gotico e, strizzando un occhio alla casa inglese di produzione Hammer e un altro ai film di Roger Corman tratti dai racconti di Poe, dirige una tetra storia che mescola il melò ed elementi classici quali il vecchio castello, le oscure presenze dei fantasmi vendicativi, le finestre spalancate dal vento e tutti i più abusati cliché che ben conoscono tutti. Bava si concentra maggiormente sull’aspetto psicologico più che su quello fantastico, avvalendosi dell’ottima interpretazione della bellissima e tormentata Daliah Lavi e di un feroce e spietato Christopher Lee (a proposito di Hammer…): i due bellissimi protagonisti vivono una morbosa storia di amore/odio all’insegna del sadomasochismo, con Lee che condisce questo rapporto con insistite percosse, inflitte con una frusta alla compiacente compagna e complice di questo perverso gioco. Naturalmente tutto ciò ha portato al film un bel divieto ai minori di 18 anni e numerose noie con la censura, visto che la tematica era decisamente forte per l’epoca: per abbassare il divieto ai 14 fu la produzione stessa ad effettuare dei tagli ma ciò nonostante il film andò incontro ugualmente ad un sequestro per oscenità durato un paio di mesi. Immaginiamo che vedere Lee che scudiscia senza pietà la povera Lavi fosse qualcosa di estremo a cui il pubblico italiano non era ancora pronto…
Il cast artistico e tecnico presenta nomi anglofoni per ingannare il pubblico e far credere che si tratti di un prodotto internazionale; la sceneggiatura è stata scritta da Sergio Gastaldi con la collaborazione di Ugo Guerra ma nei titoli viene accreditata a Julian Berry (Gastaldi), Robert Hugo (Guerra) e Martin Hardy (Luciano Martino), anche se la presenza di quest’ultimo è solo di facciata perchè Martino non ha mai preso parte alla stesura. Mario Bava si firma John M. Old ed è sua anche la stupenda fotografia, anche se come direttore della fotografia risulta accreditato Ubaldo Terzano con lo pseudonimo David Hamilton. Tra gli attori citiamo la bellissima Ida Galli (ai più nota come Evelyn Stewart e qui accreditata come Isli Oberon), Harriet Medin, Tony Kendall (Luciano Stella), Dean Ardow (Gustavo De Nardo) e il solito Alan Collins (Luciano Pigozzi).
Bava fornisce, qualora ve ne fosse bisogno, un ulteriore saggio della sua abilità tecnica sfoggiando una fotografia meravigliosa e una composizione delle inquadrature magistrale, creando angoscia e paura solo con luci e rumori e con effetti speciali davvero ridotti al minimo. Così facendo la bellezza estetica e i suoi cromatismi unici sopperiscono a qualche lieve difetto nel ritmo che ogni tanto fa capolino, ma è un peccato veniale che al Maestro perdoniamo volentieri. Ovviamente il film va assolutamente visto: in Italia siamo fermi al dvd (meglio di niente) ma il mercato import ci ha già regalato un ottimo blu-ray uscito in Germania con audio italiano.
Finalino sulle musiche di Carlo Rustichelli (che sui titoli di testa diventa Jim Murphy), barocche e classicheggianti, all’interno delle quali svetta un dolce pianoforte che si rende protagonista di un tema principale struggente, quasi doloroso. Fantastico.

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Kurt (Christopher Lee), figlio del conte Menliff (Gustavo De Nardo), era stato costretto ad abbandonare la nobile casata dopo aver sedotto Tania, figlia della serva Giorgia (Harriet Medin); la ragazza, in preda al dolore, si era uccisa con un pugnale che ora è custodito in una teca di cristallo nel castello dei Menliff, con sua madre che ha giurato vendetta…
Dopo qualche anno Kurt ritorna al castello e trova delle novità: suo fratello Cristiano (Tony Kendall) ha sposato la giovane Nevenka (Daliah Lavi), spezzando così il cuore di sua cugina Katia (Ida Galli), da sempre innamorata di lui. C’è da dire però che il matrimonio tra Nevenka e Cristiano è stato imposto dal padre di lui, perché in realtà anche Cristiano è segretamente innamorato della cugina. Kurt viene accolto con grande diffidenza dai parenti e con malcelato odio dalla vecchia serva, anche se il vecchio conte sembra intenzionato a perdonargli il suo passato dissoluto. L’unica ad essere realmente contenta del suo ritorno è la cognata Nevenka, e il motivo è presto svelato: lei e Kurt erano amanti segreti da molto tempo e il loro rapporto clandestino era all’insegna del sadomasochismo. Durante i loro amplessi Kurt la frustava prendendola poi con la violenza ed entrambi ne traevano reciproco piacere.
Una sera, su una spiaggia nei pressi del castello, i due si baciano e rispolverano la loro vecchia passione: Kurt utilizza un frustino e colpisce Nevenka ripetutamente per poi tornare al castello, da solo, come se nulla fosse… Quando Cristiano inizia a preoccuparsi perchè la moglie non ha fatto ritorno dalla sua passeggiata tutti si mobilitano per andarla a cercare; nel castello restano solo l’anziano conte e Kurt, che viene pugnalato alla gola. Il pugnale utilizzato dall’assassino è lo stesso con il quale la giovane Tania si era uccisa, prelevato dalla famosa teca…
Nevenka viene ritrovata sulla spiaggia priva di sensi dal servo Losat (Luciano Pigozzi) e riportata a casa, dove viene anche scoperto il corpo di Kurt senza vita. Cristiano sospetta del padre ma l’anziano genitore respinge sdegnosamente le accuse e i rapporti familiari si fanno sempre più tesi.
Nevenka, dopo il funerale del cognato, comincia ad avere delle visioni: sente la risata di Kurt riecheggiare tra le mura e il rumore della frusta con cui la colpiva, fino a quando non le appare lo spettro del suo amante perverso che continua a sferzarla con violenza anche da morto. Intanto anche il conte viene ucciso nel suo letto, colpito alla gola dal solito pugnale, con Nevenka sempre più convinta che Kurt non sia realmente morto e che si aggiri nel castello a mietere vittime…

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Cast principale:

Christopher Lee

Daliah Lavi

Tony Kendall (Luciano Stella)

Isli Oberon (aka Evelyn Stewart aka Ida Galli)

Harriet Medin

Alan Collins (Luciano Pigozzi)

Regia: John Old (Mario Bava)

Edizioni in dvd: Eagle

Formato video 1,85:1 anamorfico

Edizioni in blu-ray: Wicked Vision (Germania)

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. ernesto gastaldi ha detto:

    Chi voglia approfondire l’opera di MARIO BAVA e avere analisi serie su La Frusta e il Corpo deve leggere il librone di TIM LUCAS ” ALL THE COLORS OF THE DARK”
    https://www.amazon.com/Mario-Bava-All-Colors-Dark/dp/096337561X
    costoso ma bellissimo.
    Quando scrissi “La Frusta e il Corpo” non era ancora deciso chi sarebbe stato il regista, quando fu scelto Bava, lui mi disse che avrebbe tentato un esperimento usando luci colorate per illuminare le scene aumentando il sapore gotico delle stesse. In effetti Mario è sempre stato più interessato alla fotografia che non alla storia o alla direzione degli attori. Però ha fatto di un filmetto un capolavoro.

  2. johntrent70 ha detto:

    Grazie, Ernesto, per tutte le perle che hai scritto… Hai reso migliore la mia vita.

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