Dedicato a una stella (1976)

Pubblicato: 28 marzo 2020 in Drammatico

dedicato a una stella

Pregevole pellicola che va ad inserirsi nel “famigerato” filone italico dei “lacrima-movies” degli anni ’70, “Dedicato a una stella” è un’opera estremamente delicata diretta dal classico regista che non ti aspetti, quel Luigi Cozzi che ha dedicato la sua vita al giallo/thriller, l’horror, il fantasy e la fantascienza. Qui invece il territorio battuto è solo quello del romanticismo e dell’amore che valica le barriere del tempo e dell’età ed è unico moto perpetuo che riesce a smuovere l’indolenza di un intenso Richard Johnson (bravissimo!), pianista in crisi che si scopre innamorato della freschezza dei vent’anni di una Pamela Villoresi che gli si mostra piena di vita e di energia, a dispetto della malattia terribile (la leucemia) che la spegnerà nel giro di pochi mesi… Alcuni scorci meravigliosi dei panorami parigini e di altri paesini della Francia contribuiscono all’atmosfera sognante e i due attori forniscono una prova davvero eccezionale: il film gira praticamente solo ed esclusivamente intorno a loro e all’amore che li coinvolge fin dalle prime scene. Il resto del cast è ridotto ad un pugno di altri attori che dicono poche battute: ricordiamo il medico Francesco D’Adda e l’affittacamere Maria Antonietta Beluzzi, mentre Riccardo Cucciolla si vede per un paio di minuti e non parla nemmeno…
La regia di Cozzi sorprende, per certi versi, per la sua poeticità mentre il soggetto porta la firma di Sonia Molteni, moglie di Ovidio Assonitis che qui torna a vestire i panni di produttore dopo quelli di regista e si affida alla sua fidata factory (il direttore della fotografia è sempre Roberto D’Ettorre Piazzoli e anche il co-protagonista è il Richard Johnson, transfugo dal suo horror “Chi sei?”); il risultato finale è una pellicola drammatica e raffinata che sfocia in un terribile finale, che non giunge inaspettato (lo si capisce dai primi minuti come finirà la storia) ma per il quale si consiglia comunque di munirsi di fazzolettini perché le lacrime sono in agguato…
Il film, a tutt’oggi, risulta assolutamente introvabile in italiano su qualsiasi supporto home video (mistero!) mentre invece era un must delle tv locali agli inizi degli anni ’80 prima di sparire ingiustamente nell’oblio. Gli auguriamo di essere riscoperto quanto prima in quanto si tratta di un fulgido esempio di cinema di valore che non ha avuto l’attenzione che meritava.
Due parole vanno spese anche sulla struggente e fondamentale colonna sonora di Stelvio Cipriani (più famosa del film stesso): qui il Maestro si produce in un paio di temi da brividi, letteralmente commoventi anche per chi non ha mai visto nemmeno una scena del film. Una musica senza tempo, autentico patrimonio dell’umanità. Siamo negli anni ’70, signori: non ce n’è per nessuno.

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La ventenne Stella (Pamela Villoresi), in fuga da Anversa dopo essere stata abbandonata anche dalla madre (il padre lo ha già fatto da anni e provvede al suo mantenimento da lontano), si trova in Francia, a Moint-Saint-Michel, per degli accertamenti clinici. In anticamera è presente anche un uomo ombroso e solitario, Richard (Richard Johnson), per una medicazione alla mano. Stella è affetta da una grave forma di leucemia ma, ingannando il dottore, gli fa credere che ad aspettarla fuori ci sia suo padre. Quando Stella si allontana Richard va a colloquio col dottore (Francesco D’Adda) che gli espone la grave diagnosi: alla ragazza restano tre mesi di vita… Chiarito l’equivoco col medico, Richard incontra di nuovo Stella alla fermata di un autobus. La ragazza mostra un interesse particolare per lui e non si stacca più dall’uomo che, inizialmente, non le svela ciò che ha saputo. I due trascorrono la giornata insieme e alla fine Richard si offre di ospitarla per la notte nella sua camera della scalcinata pensione dove alloggia, di proprietà della corpulenta Simone (Maria Antonietta Beluzzi). Il rapporto tra i due alterna momenti sereni ad altri di tensione: Richard è arrabbiato col mondo, è un pianista e compositore che non ha più stimoli e si ritiene un fallito che si è ridotto a malinconico e melenso suonatore di pianobar nei night. La vicinanza della giovane Stella sembra fargli bene e i due iniziano ad essere inseparabili. Nonostante la differenza d’età (tra i due ballano circa una ventina d’anni), Stella è già perdutamente innamorata: Richard le svela il segreto della sua malattia ma lei lo prende in giro dicendogli che gli esami clinici erano di un’altra persona e che lo aveva fatto solo per allontanare da lei il medico provolone. In realtà non è così…
Stella chiede a Richard di aiutarla a ritrovare il padre che vive a Parigi; il tempo trascorso insieme contribuisce a far breccia nella dura scorza dell’uomo, che si innamora anche lui. Una volta a Parigi, i due vanno a vivere insieme e, grazie all’amore per Stella ormai sbocciato nel suo cuore, Richard inizia a ritrovare la sua verve compositiva: suona e scrive notte e giorno, arrivando a comporre un intero concerto per orchestra sinfonica dal titolo “Dedicato a una stella”.
Mentre lui è in una eccezionale fase creativa e la sua vita sta raggiungendo il picco più alto gli fa da contraltare l’inesorabile parabola discendente della povera ragazza, che invece va lentamente e inesorabilmente peggiorando. I mesi passano, Richard incide un disco e la malattia di Stella non è più un segreto: ciò nonostante, la ragazza vuole essere presente alla prima del concerto di Richard in un grande teatro…

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Cast principale:

Pamela Villoresi

Richard Johnson

Maria Antonietta Beluzzi

Riccardo Cucciolla

Regia: Luigi Cozzi

commenti
  1. ERNESTO ha detto:

    Ho amato una stella, ma tanto, tanto,tanto! Leggi “Mira Mara como Marea” sul sito https://WWW.ERNESTOGASTALDI.COM

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