Mangiati vivi! (1980)

Pubblicato: 4 aprile 2020 in Drammatico

mangiati vivi

Il filone tutto italiano dei film cannibalici non conta molte pellicole ma le poche realizzate sono tutte quantomeno di buon livello. Il regista Umberto Lenzi gli aveva dato inconsapevolmente il via dirigendo “Il paese del sesso selvaggio” nel 1972, anche se lì era stato dato più spazio all’avventura che al cannibalismo vero e proprio. 5 anni dopo è però Ruggero Deodato a “stappare” definitivamente il genere, dirigendo “Ultimo mondo cannibale” nel 1977 per poi partorire il suo capolavoro totale nel 1980: “Cannibal holocaust”. A questo punto inizia una polemica tra i due registi su chi abbia realmente inventato il genere: Lenzi “incolpa” Deodato di aver girato “Ultimo mondo cannibale” per volere dei produttori (soprattutto tedeschi) ma solo perchè lui si era rifiutato di dare un seguito a “Il paese del sesso selvaggio”. Dal canto suo Deodato va per la sua strada insistendo anche con “Cannibal holocaust” , che diventa un caso clamoroso in tutto il mondo e gli vale l’appellativo di “Monsieur Cannibal”; ciò fa scattare la molla decisiva che spinge Lenzi a scendere nuovamente in campo e dire la sua sull’argomento (quasi a voler dire “Ora vi faccio vedere io”), portandolo a dirigere tra il 1980 e il 1981 una strepitosa doppietta composta da “Mangiati vivi!” e “Cannibal ferox”.
Per “Mangiati vivi!” Lenzi scrive soggetto e sceneggiatura e richiama nuovamente due protagonisti del suo film seminale del 1972 (Me Me Lay e Ivan Rassimov, utilizzati da Deodato anche in “Ultimo mondo cannibale”); ispirandosi ad un reale fatto di cronaca, ovvero il suicidio di massa della setta del reverendo Jones in Guyana del 1978 che costò la vita a circa 900 persone, Lenzi imbastisce una storia avventurosa e avvincente nella quale, anche stavolta, il cannibalismo non occupa il nucleo centrale. Sembra che il regista toscano voglia affrancarsi dai film di Deodato puntando sull’originalità del plot ma poi cade fatalmente in contraddizione: dapprima sceglie tra i protagonisti Robert Kerman, già visto in “Cannibal holocaust”, e poi utilizza anch’egli l’espediente fondamentale del filmino ritrovato e rivelatore (in “Cannibal holocaust” concludeva la vicenda e qui invece gli dà il via). Ma non è tutto: alcune scene di squartamenti o di uccisioni di animali sono insertate e provengono proprio da “Ultimo mondo cannibale”, oltre che da “La montagna del dio cannibale” di Sergio Martino (Mino Loy e Luciano Martino erano gli stessi produttori del film di Lenzi).
Oltre ai sopracitati attori il film si avvale della presenza di Mel Ferrer e, soprattutto, di due bellezze mozzafiato come Janet Agren e Paola Senatore: le due attrici regalano alcuni nudi davvero notevoli, mentre l’attrice birmana Me Me Lay è invece nuda dall’inizio alla fine. Onestamente abbiamo un debole particolare per la Senatore, qui al culmine della sua bellezza, che è davvero spettacolo puro (anche quando finisce squartata e mangiata dai cannibali)!
Avviso: chi non ha lo stomaco abbastanza forte stia alla larga perché le efferatezze non mancano, anche se Lenzi raggiungerà il suo personale zenith nel successivo “Cannibal ferox”, ancora più truce. Il vulcanico toscano si conferma regista di valore e regala al pubblico un ottimo prodotto che si segue tutto d’un fiato, grazie ad una sceneggiatura tesissima e un ritmo serrato. Inoltre l’idea di base della setta fondamentalista lo rende alquanto particolare e dunque ne consigliamo caldamente il recupero: negli USA è uscito anche un ottimo blu-ray con audio italiano (con in più anche il cd della colonna sonora originale).
Finalino sulle musiche che risultano firmate da Budy-Maglione (al secolo Roberto Donati, che si firma con lo storico alias che racchiude anche il cognome della sua partner artistica Maria Fiamma Maglione): si tratta di un tripudio di sonorità funk, rock e disco con l’aggiunta di tastiere elettroniche (sapientemente suonate da Carlo Cordio) che danno il via a sperimentazioni molto interessanti.

mangiativivi1

mangiativivi2

Tre uomini, uno alle cascate del Niagara e due nel centro di New York, vengono uccisi tra la folla da un misterioso asiatico mediante dei dardi intinti nel veleno di cobra, scagliati con una cerbottana. Per sfuggire a un poliziotto che si trova casualmente sul luogo del terzo delitto l’uomo fugge e viene travolto da un camion, morendo sul colpo; non ha documenti con sé ma in una tasca del giaccone ha un filmino in Super 8 sulla cui scatola è scritto il nome di Diana Morris (Paola Senatore), una documentarista che da circa 6 mesi non dà più notizie di sé. La polizia convoca la sorella di Diana, Sheila (Janet Agren), per informarla dell’accaduto e le consegna il filmino che contiene immagini di un viaggio di Diana nel sud est asiatico tra templi buddisti e riti selvaggi. Sheila visiona la pellicola insieme al professor Carter (Mel Ferrer), un eminente antropologo, che riconosce nel filmato alcuni rituali praticati dalla cosiddetta Setta della Purificazione: si tratta di una comunità religiosa fondata dal famigerato Jonas (Ivan Rassimov), una sorta di santone/predicatore che ha edificato un villaggio in Nuova Guinea, nel bel mezzo della giungla, per sfuggire alla civiltà corrotta e al consumismo, propugnando la creazione ideale di un modo incontaminato.
Sheila decide di andare in cerca della sorella e, giunta in Nuova Guinea, affida le sue sorti ad un avventuriero, Mark Butler (Robert Kerman); l’uomo, un disertore scappato dal Vietnam e stabilitosi laggiù per essere dimenticato, accetta di andare alla ricerca di Diana in cambio di un compenso di 80.000 dollari. Il problema principale non è tanto raggiungere la comunità di Jonas quanto l’attraversare la giungla in quanto, proprio nei dintorni del villaggio, è insediata una famelica tribù dedita al cannibalismo. Con l’aiuto di due guide locali e una canoa Mark e Sheila si avventurano ma, dopo essere stati attaccati da un coccodrillo mentre risalgono il fiume, perdono una guida e la canoa. Giunti a terra anche l’altra guida li abbandona ma finisce nelle grinfie dei cannibali che ne fanno scempio.
Dopo notevoli peripezie Mark e Sheila giungono fortunosamente al villaggio della setta di Jonas e, dopo aver ritrovato Diana, fingono di volersi aggregare al gruppo; il villaggio conta circa un centinaio di abitanti e Jonas accoglie con benevolenza i nuovi arrivati. I nostri non ci mettono molto a capire che l’uomo è solo un pazzo sadico che ha soggiogato i suoi adepti e pratica violenze fisiche e psicologiche sulle donne; dopo Diana anche Sheila le subisce, finendo drogata, frustata e stuprata dal santone con un fallo di pietra intinto nel sangue di un serpente! Il caro Jonas, inoltre, impedisce a chiunque di abbandonare il villaggio, pena la morte (ecco spiegati i tre omicidi iniziali con cerbottana: le vittime erano tutte ex membri della setta).
Con l’aiuto di una indigena ribelle alle regola della comunità, Mowara (Me Me Lai), Robert e le due sorelle Morris riescono a fuggire ma, una volta nella giungla, non riescono a scampare ai cannibali…
Intanto, allertati dal professor Carter, giungono da New York dei soccorsi in elicottero e a Jonas, per evitare che si scoprano le nefandezze praticate nella sua comunità, non resta che organizzare un suicidio di massa in grande stile facendo bere ai suoi fedeli un’ambra sacra “corretta” al veleno di cobra…

mangiativivi3

mangiativivi4

mangiativivititoli

Cast principale:

Janet Agren

Paola Senatore

Robert Kerman

Ivan Rassimov

Me Me Lay

Mel Ferrer

Regia: Umberto Lenzi

Edizioni in vhs: 3B Magnum e Lamberto Forni

Edizioni in dvd: NoShame

Formato video 1,85:1 anamorfico

Edizioni in blu-ray: Severin (USA)

Formato video 1,66:1 anamorfico

commenti
  1. Sep ha detto:

    Uno dei top del Maestro Lenzi!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.