L’interrogatorio (1970)

Pubblicato: 9 maggio 2020 in Thriller

l'interrogatorio

Originale thriller firmato da Vittorio De Sisti, prodotto da Mario Imperoli e da questi scritto insieme al regista, a Vito Bruschini e Giuliano Vasilicò, “L’interrogatorio” è il classico film “invisibile” che andrebbe recuperato senza indugi: tutto si incentra su un giovane e disorientato provincialotto (Benjamin Lev) che giunge a Roma per la prima volta e si trova coinvolto in un omicidio. La vittima è la starlette teutonica Brigitte Skay, che si spoglia sempre volentieri e viene uccisa a pugnalate in casa sua terminando dopo 7 minuti la sua partecipazione al film, mentre Lev viene visto da diversi testimoni mentre fugge per le scale (il perchè lo si scoprirà alla fine) e diventa il colpevole ideale per il commissario Paolo Gozlino che lo sottoporrà ad interrogatori lunghi ed estenuanti per fargli confessare il delitto.
Molto interessante è il gioco di flashback ad incastro che costella tutta la pellicola e il montaggio convulso che a tratti disorienta lo spettatore, quasi come il protagonista che viene continuamente sballottato dagli inquirenti a destra e a sinistra. In un continuo crescendo di trucchi psicologici e manovre scorrette dei poliziotti che torchiano l’indiziato la sceneggiatura pone l’accento non tanto sulla ricerca della verità quanto sulla necessità di avere un colpevole bello e pronto da dare in pasto all’opinione pubblica.
Nel cast figurano anche Giacomo Furia nei panni del giudice istruttore mentre Piero Gerlini, Teodoro Corrà e Rino Bolognesi si alternano ad interrogare l’ingenuo e confuso protagonista. Le musiche rock progressive che accompagnano a dovere soprattutto le scene più drammatiche sono scritte da Carlo Bixio e Luigi Malatesta e vengono eseguite dai Renegades, gruppo beat inglese in cerca di (poca) fortuna in Italia ad inizio anni ’70.
Nella giurassica edizione uscita in videocassetta in Italia è curioso notare come la versione vulgata fosse palesemente stravolta: il film partiva tagliando via i 7 minuti iniziali che mostravano al pubblico il delitto e partiva direttamente con il corpo della Skay steso in terra, con il colpevole che usciva dall’appartamento e con i titoli in inglese. Anche il finale, con Lev che si suicida lanciandosi nel vuoto, è totalmente differente dal finale originale che risulta molto più sottile… Probabilmente la versione editata in cassetta utilizzava un master destinato al mercato estero ma la versione originale integrale italiana (ancora inedita in home video, per quanto ne sappiamo) è certamente da preferire. Consigliato.

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Roma. Sta quasi albeggiando mentre la giovane e bella Claudia Randall (Brigitte Skay) sta chiacchierando in auto con un amico. La donna lo invita a salire a casa sua per fare sesso e, al culmine di un gioco erotico, l’uomo la colpisce 6 volte con un lungo stiletto, uccidendola. Prima di andar via, l’assassino pulisce con un fazzoletto tutte le impronte e si allontana tranquillamente. Il corpo viene scoperto intorno alle 10 del mattino dalla domestica, appena arrivata, che lancia un urlo per le scale proprio mentre un giovane ragazzo (Benjamin Lev) sta scendendo le stesse precipitosamente, come se stesse scappando. Il ragazzo ha una ferita alla tempia dalla quale perde sangue e la domestica urla a tutti che lui è l’assassino e bisogna fermarlo; dopo una folle corsa viene raggiunto in strada dalla folla inferocita, sfuggendo miracolosamente al linciaggio solo per il tempestivo intervento di un poliziotto. Il medico legale stima la morte della ragazza tra le 6 e le 10 e il commissario Dasaro (Paolo Gozlino) della sezione omicidi raccoglie le prime testimonianze: tutti, dalla portinaia ai vicini, hanno visto il giovane sporco di sangue mentre scappava e tutti sono convinti che sia lui l’assassino.
Dopo essere stato medicato al pronto soccorso, il ragazzo viene sottoposto ad un primo interrogatorio: si chiama Aldo Contini ed era arrivato in treno a Roma alle 7, proveniente da un paesino della provincia di Perugia, per cercare lavoro. Le prime analisi sommarie rilevano che sotto le sue scarpe c’è del sangue e che le stesse corrispondono a un’impronta ritrovata in casa della vittima. Il commissario Dasaro è straconvinto della sua colpevolezza, anche se non si spiega il movente, ma poco importa; l’omicidio viene catalogato come delitto occasionale. Inizia dunque a torchiare il giovane per estorcergli una confessione piena che gli faccia fare bella figura con il giudice (Giacomo Furia) e dia all’opinione pubblica un’immagine della Polizia di grande efficienza nella risoluzione del caso.
Incalzato dalle domande dei vari funzionari che, di volta in volta, si avvicendano, Aldo nega di aver commesso il delitto ma qualche volta cade in contraddizione e una serie di flashback ci svelano cosa è accaduto in quelle sue prime ore nella capitale. Spaesato dalla grandezza della metropoli che vedeva per la prima volta, Aldo aveva girovagato quasi stordito nel traffico citttadino, imbambolato davanti ai grandi manifesti cinematografici o alle vetrine dei negozi. Aveva poi captato un dialogo tra due donne che avevano intenzione di andare a prendere il sole nude sul terrazzo ed era entrato nel palazzo di fronte (quello della vittima) per andarle a spiare. Salito sulla terrazza, si era arrampicato su una rete e si era goduto lo spettacolo ma, scoperto da un uomo, si era procurato, nella fretta di dileguarsi, un taglio alla tempia contro un’antenna tv. Mentre correva per le scale era stato visto dai condomini, usciti di casa in seguito alle grida della cameriera…
Ma il commissario non si arrende…

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Cast principale:

Benjamin Lev

Brigitte Skay

Paolo Gozlino

Luciana Antonelli

Lucia Modigliani

Stefania Pecci

Regia: Vittorio De Sisti

commenti
  1. Sep ha detto:

    Ciao, intanto grazie come sempre!!

    Dove si puo’ trovare questo film in streaming, da scaricare. C’e’ la possibilita’ che ne esista una versione in digitale?
    GRAZIE!

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