pugni, dollari e spinaci

Incredibile pellicola firmata da Emimmo Salvi che, dopo una decina d’anni di inattività, torna dietro la macchina da presa griffando un film per ragazzi ispirato alle gesta del celeberrimo cartone animato Braccio di Ferro (e anticipando di ben due anni il film “ufficiale”, il “Popeye” di Robert Altman). Dopo aver ottenuto le licenze di utilizzo delle immagini dei personaggi del celeberrimo cartone (Popeye, Bruto, Olivia, Poldo e il piccolo Pisellino), il film si rivela un clamoroso marchettone per l’azienda alimentare Surgela (che mette a disposizione per le riprese i suoi campi di raccolta di spinaci). Nella scalcagnata fattoria del protagonista dal cuore d’oro Maurizio Arena (che alleva animali, accoglie reietti e coltiva spinaci) assistiamo ai suoi lunghi dialoghi con un disegno enorme di Braccio di Ferro (che gli risponde pure!), così come Don Camillo parlava con il crocifisso in chiesa.La storia mescola un po’ di gangsterismo e lotta libera in stile “Anche gli angeli mangiano fagioli” e “… Altrimenti ci arrabbiamo!”, con il cattivo di turno Gordon Mitchell (accreditato con il suo vero nome Charles Pendleton) che le tenta tutte per fare lo sgambetto al protagonista buono e che è costretto a dare 100 dollari al giorno a sua figlia (Sonia Viviani) senza ricevere in cambio neanche un bacio (“perché gli affetti non si comprano”). La messa in scena è davvero poveristica al massimo e lo si evince da piccoli dettagli: dovremmo trovarci in America, i personaggi parlano di dollari ma poi si vedono mazzette da 10.000 lire, la polizia si chiama con il 113 (!), una panoramica notturna sulle superstrade americane mostra uno scorcio di tangenziale dove sfrecciano le Fiat 126 e nell’ufficio della polizia sono appesi alle pareti poster scritti in italiano…
In un pasticcio simile ispirano una certa tenerezza Maurizio Arena ma anche Giacomo Furia e Ugo Bologna (dal look che richiama il personaggio di Poldo), finitici dentro chissà come, mentre la fattoria di Arena dedita alla coltivazione di spinaci si rivela un’autentica babilonia ricca di personaggi generici e caratteristi in cerca d’autore (Claudio Ruffini, Salvatore Furnari, Sergio Abati e il fratacchione Fausto Signoretti). In questo clima alquanto sconclusionato, condito dai dialoghi fuori campo di Braccio di Ferro e Olivia che commentano gli eventi (vedere per credere), il film si dibatte tentando di strizzare l’occhio ai film con Bud e Terence ma con esiti decisamente poco convincenti. Resta di buono l’idea originalissima di fondo e la simpatica colonna sonora di Ignazio Polizzy Carbonelli e Claudio Natali, basata su due soli temi proposti anche in versione cantata dal gruppo esordiente Milk & Coffee (“Pugni, dollari e spinaci” e “Goodbye San Francisco”).
Clamorosissimo insuccesso al botteghino, il film è rimasto totalmente invisibile per anni (era disponibile solo in una arcaica e rarissima edizione in videocassetta CVR in un master penoso) ma poi è improvvisamente apparso in tv con un master HD splendido e nuovo di zecca. Mi si dirà: ma se questo film è così squallidino che ci fa nella stanza chiusa? In primis per Braccio di Ferro: quale bambino degli anni ’70 non lo ha amato? E poi, visto che è stato una chimera inseguita per decenni, ora che è saltato fuori in condizioni sfavillanti abbiamo voluto dargli ancora più lustro. Chissà che in futuro non esca anche un blu-ray!

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Sammy Mannia (Maurizio Arena) è un bizzarro personaggio, proprietario di una fattoria e coltivatore di spinaci. Ex lottatore di catch con una venerazione assoluta per Braccio di Ferro (del quale ha collezionato tutti i fumetti), trova nel cartone animato una fonte di ispirazione e una guida nella vita ed ha in mente di creare un grande stabilimento alimentare con cibi puri e genuini e, naturalmente, spinaci supervitaminizzati. Nella sua fattoria tutti gli animali che vengono allevati non vengono uccisi e la stessa è anche diventata una sorta di rifugio per un gruppo di squinternati senza arte né parte che la portano avanti, non senza difficoltà, in un mare di debiti: si va dal pittore pazzo Renoir, uscito dal manicomio e che decora tutti gli ambienti con disegni di Braccio di Ferro, ad un nobile decaduto (il conte Salenti alias Ugo Bologna), dal nipote tontolone Joe (Pietro Torrisi), tutto muscoli e zero cervello, al fattorino Nelson (Claudio Ruffini) e altri.
Il ricco industriale arraffatore Frank Stilo (Gordon Mitchell) sta lottizzando tutta la zona e ha in mente di costruire un enorme grattacielo proprio dove sorge la fattoria di Sammy; naturalmente ogni tentativo di comprare il terreno fallisce e allora, grazie ai magheggi consigliati dal suo avvocato di fiducia (Giacomo Furia), il losco Stilo ricorre a metodi da gangster con minacce e intimidazioni che finiscono in risse e scazzottate nelle quali i suoi sgherri hanno sempre la peggio. Decide allora di acquisire tutti i debiti di Sammy dai rispettivi creditori per espropriarlo della sua proprietà.
Alla fine il nipote Joe (Pietro Torrisi), per il quale la figlia di Stilo (Sonia Viviani) ha un debole, propone di giocarsi la fattoria in un incontro di catch con il temutissimo e forzuto gorilla Leo Coppola (Richard Lloyd), guardia del corpo del fetentone: il lieto fine è dietro l’angolo, anche se avrà risvolti inaspettati.

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Cast principale:

Maurizio Arena

Gordon Mitchell

Sonia Viviani

Giacomo Furia

Ugo Bologna

Pietro Torrisi

Regia: Emimmo Salvi