Archivio per la categoria ‘Horror’

La frusta e il corpo (1963)

Pubblicato: 14 marzo 2020 in Horror

la frusta e il corpo

Subito dopo “I tre volti della paura” il grande Mario Bava continua a cimentarsi nell’horror gotico e, strizzando un occhio alla casa inglese di produzione Hammer e un altro ai film di Roger Corman tratti dai racconti di Poe, dirige una tetra storia che mescola il melò ed elementi classici quali il vecchio castello, le oscure presenze dei fantasmi vendicativi, le finestre spalancate dal vento e tutti i più abusati cliché che ben conoscono tutti. Bava si concentra maggiormente sull’aspetto psicologico più che su quello fantastico, avvalendosi dell’ottima interpretazione della bellissima e tormentata Daliah Lavi e di un feroce e spietato Christopher Lee (a proposito di Hammer…): i due bellissimi protagonisti vivono una morbosa storia di amore/odio all’insegna del sadomasochismo, con Lee che condisce questo rapporto con insistite percosse, inflitte con una frusta alla compiacente compagna e complice di questo perverso gioco. Naturalmente tutto ciò ha portato al film un bel divieto ai minori di 18 anni e numerose noie con la censura, visto che la tematica era decisamente forte per l’epoca: per abbassare il divieto ai 14 fu la produzione stessa ad effettuare dei tagli ma ciò nonostante il film andò incontro ugualmente ad un sequestro per oscenità durato un paio di mesi. Immaginiamo che vedere Lee che scudiscia senza pietà la povera Lavi fosse qualcosa di estremo a cui il pubblico italiano non era ancora pronto… (altro…)

Phenomena (1985)

Pubblicato: 2 novembre 2019 in Horror

phenomena

Nella metà degli anni ’80 Dario Argento, dopo essersi conclamato in Italia come regista horror di punta ed innovatore del genere giallo/thriller, prosegue un suo percorso personale di continua ricerca della sperimentazione. Se ai gialli anni ’70 hanno fatto seguito due horror di clamorosa potenza e importanza (“Suspiria” e “Inferno”), con un successivo ritorno al giallo (“Tenebre”) ma condito dal ferocissimo splatter che ormai la new age degli anni ’80 aveva sdoganato, il suo film successivo è un ambizioso mix di entrambe le cose: “Phenomena”. Ambizioso e anche difficile da realizzare, visto che il cardine della storia è rappresentato dalla capacità telepatica della giovane protagonista (la quindicenne Jennifer Connelly) di comunicare con gli insetti e che saranno gli stessi insetti a guidarla nella scoperta di un misterioso assassino di giovani fanciulle. Dunque thriller classico alla Argento, con killer feroce e spietato, al quale si aggiunge però un elemento orrorifico paranormale più che mai bizzarro e originale. (altro…)

Lo spettro (1963)

Pubblicato: 26 ottobre 2019 in Horror

lo spettro

Un anno dopo aver diretto il bellissimo “L’orribile segreto del Dr. Hichcock” il regista Riccardo Freda prosegue la sua attività filmica confermandosi specialista nel filone dell’horror gotico, dove firma un altro piccolo gioiellino. Anche stavolta si perpetua il giochetto di modificare i nomi di cast tecnico e artistico per spacciare il film come un prodotto estero e magari gabbare il pubblico ormai avvezzo ai vari Peter Cushing e Christopher Lee, quindi tutti i nomi vengono cambiati in improbabili pseudonimi anglofoni. Freda mantiene il suo storico nickname Robert Hampton mentre il cast italiano cambia in maniera mirabolante: Elio Jotta diventa Leonard Elliot e Umberto Raho diventa Raoul Newman mentre, tra gli altri, il co—sceneggiatore (insieme a Freda) Oreste Biancoli diventa Robert Davidson e l’ottimo Francesco De Masi, autore delle efficacissime ed inquietanti musiche, viene accreditato come Frank Wallace. Molti hanno voluto vedere in questo film una sorta di sequel del fortunato film poc’anzi citato ma in realtà i punti di contatto si limitano solo ai nomi di alcuni personaggi (il buon Elio Jotta, dottore protagonista, si chiama anch’egli Hichcock) e ai ruoli degli attori che sono sostanzialmente identici: Barbara Steele (una delle nostre “scream queen” predilette) è la moglie del Dr. Hichcock e Harriet Medin è la governante… ma ci si ferma qui. (altro…)

L’ossessa (1974)

Pubblicato: 3 agosto 2019 in Horror

l'ossessa

1974. La lunga eco del capolavoro di Friedkin “L’esorcista” continua a solleticare la fantasia dei registi italiani, sempre pronti a cavalcare l’onda di ogni successo nascente e a sfornare dei buoni prodotti di imitazione. Alla lista, già nutrita, aggiungiamo quindi il buon Mario Gariazzo, onesto ma altalenante mestierante in grado di realizzare cose buone alternate ad altre decisamente meno riuscite. Il suo “L’ossessa” è ancora oggi un oggetto misterioso quasi invisibile, distribuito poco e male nelle sale all’epoca dell’uscita e ancor peggio, dopo, in home video (per vederlo nell’italico idioma tocca ricorrere ad una rarissima vhs giapponese).
Più erotico che horror (tanto che uno dei suoi titoli esteri alternativi è “The Sexorcist”), punta tutte le sue fiches sulla fresca bellezza della giovane protagonista Stella Carnacina che, seppur posseduta dallo dimonio in persona, non viene deturpata più di tanto dal make-up (eccezion fatta per gli occhi rossi e le labbra secche e sbrindellate) e si spoglia nuda urlando in preda a irrefrenabili fremiti sessuali. (altro…)

Il demonio (1963)

Pubblicato: 27 luglio 2019 in Horror

il demonio

Incredibile e misconosciuto gioiellino del nostro cinema che merita assolutamente di essere riscoperto, “Il demonio” del regista Brunello Rondi è un prodotto difficilmente collocabile nell’ambito di un solo genere; indubbiamente al suo interno c’è una forte componente drammatica e un taglio estremamente realistico, ai limiti del documentaristico, che getta uno sguardo crudo e spietato su antiche tradizioni del Sud Italia ma la tematica trattata (e anche il titolo ce lo suggerisce) ci spinge a fare pendere l’ago della bilancia verso l’horror. Ora la domanda è: si può riuscire a fare un ottimo e inquietante film del terrore senza ricorrere nemmeno ad un effetto speciale che sia uno? In questo caso la risposta è certamente SI’. Merito fondamentale va ascritto alla bravissima protagonista Daliah Lavi, attrice israeliana che gli appassionati ricorderanno per il coevo e più conosciuto “La frusta e il corpo” di Mario Bava, che qui si produce in una prova attoriale assolutamente incredibile: il suo personaggio, posseduto dal diavolo, mostra i segni della possessione diabolica senza un filo di trucco speciale e risulta decisamente credibile e inquietante. Non dimentichiamo che il supremo capolavoro sulla materia in questione (“L’esorcista” di Friedkin) verrà ben 10 anni dopo ma nel film di Rondi se ne vedono già le tracce: (altro…)

Un sussurro nel buio (1976)

Pubblicato: 20 luglio 2019 in Horror

un sussurro nel buio

Buon horror firmato da Marcello Aliprandi che si districa con scioltezza tra la ghost story, il thriller soprannaturale e il drammatico con una caratteristica assolutamente unica: in tutto il film non c’è nemmeno una (e dico una) goccia di sangue. Si punta tutto sulla costruzione della suspense mediante l’ottima fotografia di Claudio Cirillo (che, oltre ad essere il direttore della fotografia, interpreta anche un ispettore di polizia) e la regia sobria e senza fronzoli di Aliprandi che riesce a catturare ed avvolgere lo spettatore. Niente salti sulla sedia, niente trucchetti di quint’ordine: la paura dei fantasmi, quella vera, bisogna essere bravi a costruirla con la giusta atmosfera… (altro…)

Operazione paura (1966)

Pubblicato: 25 maggio 2019 in Horror

operazione paura

Grande ritorno all’horror gotico dopo un paio di parentesi western e fantascientifiche per quell’autentico genio che risponde al nome di Mario Bava. “Operazione paura” è uno dei suoi horror più apprezzati nel mondo, a giusta ragione, dai fan che ancora oggi lo stanno riscoprendo a distanza di oltre 50 anni ma purtroppo all’uscita nelle sale non ebbe alcun successo, visto il fallimento della casa di produzione avvenuto poco dopo il termine delle riprese e una distribuzione alquanto precaria e frammentaria: un destino beffardo per un film sfortunato che avrebbe certamente meritato miglior sorte, sia in termini di incassi che di critica. Bava, che (è sempre bene ricordarlo) era in primis uno straordinario direttore della fotografia, si affida stavolta ad un uso dei colori meno caratterizzante rispetto ad alcuni lavori precedenti, conferendo al film un aspetto classicheggiante e barocco che sembra strizzare l’occhio agli horror della casa inglese Hammer.
Da un soggetto di Roberto Natale e Romano Migliorini co-sceneggiato dallo stesso Bava prende corpo una storia di fantasmi e antiche maledizioni ambientata ai primi del ‘900 in un paese che sembra la Transilvania ma che in realtà è Faleria, paese in provincia di Viterbo. (altro…)

Macabro (1980)

Pubblicato: 11 maggio 2019 in Horror

macabro

Lamberto Bava, figlio d’arte con un cognome importante alle spalle (siamo ripetitivi ma va sempre ricordato che il padre Mario è stato tra i registi più importanti che abbiamo avuto in Italia), esordisce ufficialmente alla regia con “Macabro”, scritto (insieme allo stesso Bava e a Roberto Gandus) e prodotto dai fratelli Avati. Diciamo subito che esordio migliore non poteva esserci perchè questa sua opera prima è ricca di spunti interessanti: l’abile regista, utilizzando un ritmo volutamente lento e cadenzato che instilla nello spettatore la sensazione che non succeda mai nulla, conduce il pubblico in una storia morbosa e malsana che sfocia nella necrofilia e in un finale, per converso, decisamente movimentato e con una puntina di soprannaturale.
Una didascalia ad inizio film ci informa che i fatti narrati siano ispirati ad fatto di cronaca realmente accaduto (ma sarà vero?) e questo contribuisce ulteriormente a creare la giusta tensione e curiosità. (altro…)

Un fiocco nero per Deborah (1974)

Pubblicato: 9 febbraio 2019 in Horror

un fiocco nero per deborah

Esplorando a fondo gli anni ’70 (epoca d’oro del nostro cinema che mai loderò abbastanza) si possono disseppellire piccoli e misconosciuti gioiellini come questa opera di Marcello Andrei, estremamente elegante e raffinata. In bilico tra l’horror, la ghost story e il melodrammone, “Un fiocco nero per Deborah” va ad incastonarsi in quel novero di pellicole nate sulla scia del planetario successo del “Rosemary’s baby” di Polanski che pronosticavano l’avvento di una progenie maligna sulla terra. La cifra stilistica del modello di riferimento è evidente anche nella scelta della protagonista femminile, la bellissima Marina Malfatti che qui rinuncia alla sua lunga chioma bionda in favore di un capello corto e rossiccio che non può non richiamare il look di Mia Farrow del capolavoro di Polanski del 1968. Il sottotitolo italiano di “Rosemary’s baby” era “Nastro rosso a New York” ma qui il nastro, o fiocco, viene sostituito dal colore nero e lascia quindi presagire che l’arrivo di un figlio non sarà propriamente un evento “gioioso”… Le analogie, però, si fermano qui: (altro…)

Tre passi nel delirio (1968)

Pubblicato: 3 novembre 2018 in Horror

tre passi nel delirio

“Orrore e fatalità hanno imperato in ogni tempo. Perchè dunque segnare una data alle storie che devo raccontarvi?”

La visionarietà di Edgar Allan Poe è stata portata sugli schermi cinematografici da molti registi; su tutti va senz’altro citato Roger Corman e il suo ciclo di 7 pellicole (girate tra il 1960 e il 1964), con Vincent price protagonista, ispirate ai celeberrimi racconti del terrore dello scrittore americano. Non c’è dubbio alcuno che la sua produzione così ricca, visionaria (soprattutto quella dell’orrore e del fantastico) e scatenata sia stata fonte preziosissima alla quale abbeverarsi per cineasti di ogni dove (Italia compresa, naturalmente). Oggi noi vogliamo disquisire di una co-produzione italo-francese, una pellicola corale che vede 3 registi confrontarsi con 3 storie di Poe nella classica formula del film ad episodi. La durata media di ogni singolo mediometraggio si attesta intorno ai 40 minuti e a noi interessa particolarmente soffermarci sul terzo segmento, firmato dal nostro Federico Fellini (anche se non è il migliore del lotto), mentre i primi due episodi portano la firma dei due registi francesi Roger Vadim e Louis Malle.  (altro…)