Archivio per la categoria ‘Horror’

Un sussurro nel buio (1976)

Pubblicato: 20 luglio 2019 in Horror

un sussurro nel buio

Buon horror firmato da Marcello Aliprandi che si districa con scioltezza tra la ghost story, il thriller soprannaturale e il drammatico con una caratteristica assolutamente unica: in tutto il film non c’è nemmeno una (e dico una) goccia di sangue. Si punta tutto sulla costruzione della suspense mediante l’ottima fotografia di Claudio Cirillo (che, oltre ad essere il direttore della fotografia, interpreta anche un ispettore di polizia) e la regia sobria e senza fronzoli di Aliprandi che riesce a catturare ed avvolgere lo spettatore. Niente salti sulla sedia, niente trucchetti di quint’ordine: la paura dei fantasmi, quella vera, bisogna essere bravi a costruirla con la giusta atmosfera… (altro…)

Operazione paura (1966)

Pubblicato: 25 maggio 2019 in Horror

operazione paura

Grande ritorno all’horror gotico dopo un paio di parentesi western e fantascientifiche per quell’autentico genio che risponde al nome di Mario Bava. “Operazione paura” è uno dei suoi horror più apprezzati nel mondo, a giusta ragione, dai fan che ancora oggi lo stanno riscoprendo a distanza di oltre 50 anni ma purtroppo all’uscita nelle sale non ebbe alcun successo, visto il fallimento della casa di produzione avvenuto poco dopo il termine delle riprese e una distribuzione alquanto precaria e frammentaria: un destino beffardo per un film sfortunato che avrebbe certamente meritato miglior sorte, sia in termini di incassi che di critica. Bava, che (è sempre bene ricordarlo) era in primis uno straordinario direttore della fotografia, si affida stavolta ad un uso dei colori meno caratterizzante rispetto ad alcuni lavori precedenti, conferendo al film un aspetto classicheggiante e barocco che sembra strizzare l’occhio agli horror della casa inglese Hammer.
Da un soggetto di Roberto Natale e Romano Migliorini co-sceneggiato dallo stesso Bava prende corpo una storia di fantasmi e antiche maledizioni ambientata ai primi del ‘900 in un paese che sembra la Transilvania ma che in realtà è Faleria, paese in provincia di Viterbo. (altro…)

Macabro (1980)

Pubblicato: 11 maggio 2019 in Horror

macabro

Lamberto Bava, figlio d’arte con un cognome importante alle spalle (siamo ripetitivi ma va sempre ricordato che il padre Mario è stato tra i registi più importanti che abbiamo avuto in Italia), esordisce ufficialmente alla regia con “Macabro”, scritto (insieme allo stesso Bava e a Roberto Gandus) e prodotto dai fratelli Avati. Diciamo subito che esordio migliore non poteva esserci perchè questa sua opera prima è ricca di spunti interessanti: l’abile regista, utilizzando un ritmo volutamente lento e cadenzato che instilla nello spettatore la sensazione che non succeda mai nulla, conduce il pubblico in una storia morbosa e malsana che sfocia nella necrofilia e in un finale, per converso, decisamente movimentato e con una puntina di soprannaturale.
Una didascalia ad inizio film ci informa che i fatti narrati siano ispirati ad fatto di cronaca realmente accaduto (ma sarà vero?) e questo contribuisce ulteriormente a creare la giusta tensione e curiosità. (altro…)

Un fiocco nero per Deborah (1974)

Pubblicato: 9 febbraio 2019 in Horror

un fiocco nero per deborah

Esplorando a fondo gli anni ’70 (epoca d’oro del nostro cinema che mai loderò abbastanza) si possono disseppellire piccoli e misconosciuti gioiellini come questa opera di Marcello Andrei, estremamente elegante e raffinata. In bilico tra l’horror, la ghost story e il melodrammone, “Un fiocco nero per Deborah” va ad incastonarsi in quel novero di pellicole nate sulla scia del planetario successo del “Rosemary’s baby” di Polanski che pronosticavano l’avvento di una progenie maligna sulla terra. La cifra stilistica del modello di riferimento è evidente anche nella scelta della protagonista femminile, la bellissima Marina Malfatti che qui rinuncia alla sua lunga chioma bionda in favore di un capello corto e rossiccio che non può non richiamare il look di Mia Farrow del capolavoro di Polanski del 1968. Il sottotitolo italiano di “Rosemary’s baby” era “Nastro rosso a New York” ma qui il nastro, o fiocco, viene sostituito dal colore nero e lascia quindi presagire che l’arrivo di un figlio non sarà propriamente un evento “gioioso”… Le analogie, però, si fermano qui: (altro…)

Tre passi nel delirio (1968)

Pubblicato: 3 novembre 2018 in Horror

tre passi nel delirio

“Orrore e fatalità hanno imperato in ogni tempo. Perchè dunque segnare una data alle storie che devo raccontarvi?”

La visionarietà di Edgar Allan Poe è stata portata sugli schermi cinematografici da molti registi; su tutti va senz’altro citato Roger Corman e il suo ciclo di 7 pellicole (girate tra il 1960 e il 1964), con Vincent price protagonista, ispirate ai celeberrimi racconti del terrore dello scrittore americano. Non c’è dubbio alcuno che la sua produzione così ricca, visionaria (soprattutto quella dell’orrore e del fantastico) e scatenata sia stata fonte preziosissima alla quale abbeverarsi per cineasti di ogni dove (Italia compresa, naturalmente). Oggi noi vogliamo disquisire di una co-produzione italo-francese, una pellicola corale che vede 3 registi confrontarsi con 3 storie di Poe nella classica formula del film ad episodi. La durata media di ogni singolo mediometraggio si attesta intorno ai 40 minuti e a noi interessa particolarmente soffermarci sul terzo segmento, firmato dal nostro Federico Fellini (anche se non è il migliore del lotto), mentre i primi due episodi portano la firma dei due registi francesi Roger Vadim e Louis Malle.  (altro…)

L’orribile segreto del Dr. Hichcock (1962)

Pubblicato: 13 ottobre 2018 in Horror

l'orribile segreto del dr hichcock

Meraviglioso horror gotico firmato da un maestro come Riccardo Freda che, come da consolidata tradizione, si firma con lo pseudonimo anglofono Robert Hampton. In realtà sono stati cambiati in stranieri anche tutti i nomi di tutti i partecipanti al film; ciò avveniva per attirare il pubblico più distratto e superficiale che all’epoca peccava un po’ di esterofilia e si recava più volentieri in sala a vedere un horror magari inglese o americano piuttosto che in salsa tricolore. Tuttavia, in barba al pubblico distratto, il film è italianissimo: soggetto e sceneggiatura sono del solito Ernesto Gastaldi e anche la produzione è tutta nostrana. La vera stella estera è rappresentata dalla meravigliosa protagonista femminile, ovvero Barbara Steele: “scream queen” per eccellenza, l’attrice britannica si conferma una star del genere dopo aver già girato qui da noi il sublime “La maschera del demonio” di Bava e si guadagna definitivamente il pass per partecipare a numerosi altri horror nel nostro paese e in futuro anche all’estero. (altro…)

Quella villa accanto al cimitero (1981)

Pubblicato: 28 luglio 2018 in Horror

quella villa accanto al cimitero

“Nessuno saprà mai se i bambini sono mostri, o se i mostri sono bambini.”

Con questa pellicola horror il regista Lucio Fulci conclude una ideale “trilogia della morte” che vede protagonista la bellissima attrice inglese Catherine MacColl (i due titoli precedenti sono “Paura nella città dei morti viventi” e “…E tu vivrai nel terrore! L’aldilà”). Dopo l’enorme successo di “Zombi 2” del 1979 Fulci è ormai lanciato senza freni nell’horror più viscerale e infatti le sue produzioni sono sempre più deliranti e sconvolgenti per quanto riguarda gli effetti speciali truculenti e splatter da pugno nello stomaco. (altro…)

l'aldilà

“Ora affronterai il mare delle tenebre… e ciò che in esso vi è di esplorabile…”

Nel 1981 Lucio Fulci si è ormai dedicato anima e corpo al cinema horror e i suoi film stanno riscuotendo un buon successo, soprattutto all’estero (Germania, Francia e Stati Uniti). Bisogna dunque insistere e battere il ferro finchè è bello caldo e quindi, partendo da uno script del fidato Dardano Sacchetti, Fulci si lancia in un progetto ambizioso che anche stavolta ha a che fare, trasversalmente, con Dario Argento; se infatti l’idea di fare un film sugli zombi era nata nel 1979 in seguito al successo planetario della versione europea di “Zombi” di George Romero supervisionata da Argento (da cui il fulciano “Zombi 2”, con tutte le differenze del caso) stavolta lo spunto nasce proprio dal grande successo di un altro film di Argento stesso, uscito l’anno prima: “Inferno”.
Sgombriamo però immediatamente il campo dagli equivoci: in entrambi i casi Fulci non ha assolutamente copiato Argento, anzi. Si sono alimentate negli anni stucchevoli e accese polemiche tra i due registi (un po’ sopite solo dopo la morte di Fulci) ma anche tra i fan dell’uno o dell’altro schieramento; noi ci limitiamo ad osservare che sicuramente può esserci stata l’idea di accodarsi ad un filone (i morti viventi, prima, e la casa infernale, dopo) ma chiunque abbia visto entrambi i film sa perfettamente che le pellicole fulciane sono non solo originalissime ma anche di notevole spessore tecnico e artistico e non possono essere certamente e frettolosamente bollate come banalissimi sottoprodotti argentiani. Nel caso specifico, poi, ci troviamo probabilmente di fronte al capolavoro horror di Fulci, davvero ricchissimo di invenzioni registiche (a partire dal prologo iniziale, virato in seppia). (altro…)

Black cat – Gatto nero (1981)

Pubblicato: 14 luglio 2018 in Horror

black cat

Dopo aver girato due horror decisamente estremi e ricchi di sangue come “Zombi 2” e “Paura nella città dei morti viventi”, che avevano già fatto di Fulci un riconosciuto e apprezzato conoscitore del gore, il regista romano spiazza tutti e dirige un’altra pellicola orrorifica che però si discosta nettamente dalle due precedenti in quanto di sangue e di gore ce n’è davvero pochissimo e si punta tutto sull’atmosfera e sulla tecnica registica (qui davvero ad altissimi livelli). Il punto di partenza è il racconto “Il gatto nero” di Edgar Allan Poe, completamente rivisitato dallo sceneggiatore Biagio Proietti che ne propone una rilettura totalmente diversa rispetto all’originale (l’unica cosa fedele al racconto possiamo dire che è solo il finale). La sceneggiatura piace molto a Fulci proprio per questa sua diversità e il progetto prende corpo dopo due mesi dal termine delle riprese di “Paura…”. (altro…)

paura nella città dei morti viventi

“L’anima che anela all’eternità deve sottrarsi al giogo della morte. Tu, o viandante alle soglie delle tenebre, vieni… Dunwich”

Il clamoroso successo internazionale di Zombi 2″ “costringe” Lucio Fulci a dirigere un altro horror: glielo chiede il pubblico, glielo chiedono i produttori. Da qui partirà, in un certo senso, la sua “maledizione” e la sua fortuna, quella che lo porterà, da questo momento in poi della carriera, ad essere quasi esclusivamente confinato nel genere (e con risultati eccelsi). Con “Paura nella città dei morti viventi”, che inizialmente si chiamava semplicemente “La paura” ma che poi fu cambiato forzosamente dai distributori per sfruttare il nome di Fulci associato agli zombi, inizia il definitivo viaggio senza ritorno del regista romano nella galassia orrorifica e si inaugura una fenomenale trilogia interpretata dall’attrice inglese Katherine MacColl (composta da “Paura…”“L’aldilà”“Quella villa accanto al cimitero”) che lo porterà ad essere considerato, con giusta ragione, il “godfather of gore”.
La nuova frontiera horror degli anni ’80 sta iniziando ad indirizzarsi verso lo splatter, con frequente esposizione di interiora umane e utilizzo abbondante di sangue che schizza a profusione per shockare lo spettatore; ebbene, Fulci non si fa certo pregare e ci va giù durissimo, in una sorta di crescendo rossiniano di pellicola in pellicola, con effetti speciali clamorosi che puntano ad osare oltre l’ inosabile e a mostrare al pubblico cose mai viste prima… (altro…)