Archivio per la categoria ‘Noir’

imputazione di omicidio per uno studente

Pronti, via… e ritorniamo con la macchina del tempo agli anni di piombo, con le violente contestazioni giovanili che si contrappongono alla violenza della polizia. Lo sceneggiatore Ugo Pirro, personaggio di spicco del nostro cinema di impegno civile e di denuncia di quegli anni (basti citare “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” o i futuri “La classe operaia va in paradiso” e “San babila ore 20”) scrive una storia che precipita immediatamente lo spettatore nel clima giusto, con un bel prologo fatto di scontri violentissimi tra studenti e forze dell’ ordine. In cabina di regia c’ è Mauro Bolognini (e già questa è garanzia di qualità) che però si affranca immediatamente dal coevo e nascente filone poliziesco e lascia pochissimo spazio all’ azione, preferendo concentrarsi soprattutto sui dialoghi e sull’ analisi dei personaggi, con l’ ottima contrapposizione e lo scontro generazionale tra i due protagonisti padre e figlio (il navigato Martin Balsam ed un giovane Massimo Ranieri), l’ uno giudice istruttore che applica (o dovrebbe applicare) la legge e l’ altro studente contestatore e violento. (altro…)

Milano rovente (1973)

Pubblicato: 26 febbraio 2017 in Noir

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Storicamente considerato il primo film poliziesco diretto da Umberto Lenzi, “Milano rovente” è in realtà un noir che nasce sulla scia del fenomenale successo della trilogia del milieu di Fernando Di Leo; i film con cui ha maggiori punti di contatto sono soprattutto “La mala ordina” per l’ idea del macrò come protagonista e “Milano calibro 9” per l’ idea di una banda capeggiata da un potente straniero (lì era americano, qui francese) e per una donna fatale della quale si innamora il protagonista, senza ovviamente considerare l’ ambientazione milanese di tutte e tre le pellicole. In “Milano rovente” la polizia ha un ruolo estremamente marginale, tanto più che il commissario che si vede in azione (il buon Franco Fantasia) ha poche battute e si vede in azione prevalentemente nel sottofinale, venendo peraltro sopraffatto; Lenzi si concentra maggiormente sull’ approfondimento dei personaggi mafiosi (siciliani e stereotipatissimi, d’ accordo) in una continua escalation di violenza, tralasciando totalmente l’ aspetto poliziesco, genere del quale di lì a poco diventerà un maestro indiscusso firmando capolavori leggendari. D’altronde che Lenzi volesse dirigere una gangster story piuttosto che un poliziesco lo si capisce anche dagli espliciti parallelismi tra la città di Milano anni ’70 e la Chicago anni ’30. (altro…)

Vai gorilla (1975)

Pubblicato: 20 novembre 2016 in Noir

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Tonino Valerii, regista buono per tutte le stagioni e per tutti i generi, dirige ottimamente questo noir nel quale, ancora una volta, il comune cittadino si ribella alla criminalità e si fa giustizia da solo. Il tema non è nuovo all’ interno del nostro cinema e stavolta l’ eroe di turno finisce col mettersi contro un racket di estorsori; la novità di fondo sta nel fatto che il protagonista, seppur animato da nobili intenzioni, non è sempre del tutto cristallino nei suoi comportamenti, anche se nel finalissimo si riscatterà pienamente. Valerii proviene dal western e si vede; il film è condito da molta azione, da pestaggi, inseguimenti e sparatorie e nel finale c’ è spazio anche per un’ autocitazione: il capo dei “cattivi” viene colpito da un proiettile che attraversa il mirino del suo fucile e gli si conficca in un occhio, come nel duello risolutore di “Per il gusto di uccidere”, primo western diretto da Valerii nel 1969. Protagonista assoluto è il bel Fabio Testi, pienamente in parte e convincente così come il suo perfido antagonista Antonio Marsina e un volutamente spocchioso e sgradevole Renzo Palmer. Sullo sfondo una Claudia Marsani discreta, un giovane e ribelle Saverio Marconi dal capello lungo e riccio (ah, gli anni ’70!), un Al Lettieri non trascendentale (sarebbe prematuramente scomparso di lì a poco) e un Adriano Amidei Migliano decisamente poco credibile nei panni di un commissario di polizia non proprio sul pezzo, per così dire… (altro…)

si può essere più bastardi dell'ispettore cliff

Ovviamente è fin troppo facile rispondere alla domanda che viene posta nel titolo di questo film. Basta partire dal protagonista Ivan Rassimov, una faccia da “villain” tra le più famigerate del cinema di genere italiano, e avremo la scontatissima risposta. D’ altronde, nel corso della pellicola, il buon Rassimov viene chiamato “bastardo” praticamente da tutti i personaggi con cui interagisce: emblematica, a tal proposito, la scena in cui un altro cattivo per eccellenza, Luciano catenacci, viene ucciso a colpi di mitra dal nostro e, prima di morire, si produce nel grido “bastardooooo” in una scena al ralenty di indubbia classe… E se parliamo di classe non possiamo non soffermarci sulla regia di Massimo Dallamano che, reduce dal successo di ampio respiro internazionale del suo giallo “Cosa avete fatto a Solange?”, interamente girato a Londra, si produce in un altro film decisamente atipico che, pur trattando tematiche noir/poliziesche, non va assolutamente ad inquadrarsi nei cliché del nascente filone del poliziesco all’ italiana. Le differenze sono infatti sostanziali: (altro…)

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Damiano Damiani prosegue il suo percorso nel cinema di denuncia sociale ed insiste nella sua analisi delle collusioni tra mafia e potere in Sicilia. Anticipando alcuni stilemi del poliziottesco ormai alle porte (ad esempio la figura del commissario “giustiziere”) Damiani scrive insieme a Fulvio Gicca Palli e Salvatore Laurani una storia cupa e avvincente che pone in contrasto 2 figure estremamente forti (quella di un vecchio commissario di polizia pragmatico e disilluso e quella di un giovane magistrato idealista) sullo sfondo di una livida Palermo sempre più stretta nella morsa della corruzione che si diffonde ormai ai più alti livelli politici. La regia di Damiani è, come sempre, efficace e rigorosa in un crescendo di situazioni estremamente realistiche che catturano lo spettatore anche grazie ad un gran ritmo che si palesa fin dai primi minuti: in questi casi le forzature e gli eccessi involontari sono sempre in agguato dietro l’ angolo ma il regista friulano non vi cade mai e firma così un altro capolavoro. Merito della storia, certo, ma merito anche e soprattutto della strepitosa interpretazione di un monumentale Martin Balsam (il commissario) che giganteggia in bravura e raggiunge livelli altissimi di intensità; (altro…)

Baciamo le mani (1973)

Pubblicato: 10 giugno 2015 in Noir

baciamo le mani

Brillante esordio alla regia per Vittorio Schiraldi, soggettista, sceneggiatore, documentarista e regista di spot pubblicitari, nonché autore di numerosi romanzi. “Baciamo le mani” è proprio l’ adattamento cinematografico del suo primo romanzo, dal titolo omonimo. Si tratta di un’ amara e attenta riflessione sul passaggio generazionale dalla vecchia alla nuova mafia palermitana, spietata, pronta a tutto e senza regole, che va a contrapporsi al vecchio ordine precostituito dalle famiglie in una continua escalation di sangue e di violenza. Non c’ è più rispetto per niente e per nessuno e la pellicola descrive proprio questo contrasto tra un giovane e violento boss rampante pronto a tradire chiunque per ottenere i suoi scopi (un John Saxon quanto mai “alterato”) e un vecchio e prudente capofamiglia ancorato alla tradizione e al vecchio codice d’ onore (Arthur Kennedy).  (altro…)

I guappi (1974)

Pubblicato: 25 gennaio 2015 in Noir

i guappi

“Desidero diventare picciotto onorato.” “Che significa picciotto onorato?” “Picciotto onorato significa: servo dei camorristi che tiene miele in bocca e rasoio nel cuore” “E perchè?” “Il miele serve per addolcire le questioni, il rasoio per scacciare le infamie.”

Spettacolare pellicola di Pasquale Squitieri che con questa opera firma, forse, il suo capolavoro. Il regista napoletano rilegge a modo suo i metodi e le regole della camorra che, con la caduta del regno borbonico, rappresentava il vero “ordine” nella città partenopea e scrive una storia, per molti versi, epica. Avvantaggiato dalla profonda conoscenza della città, Squitieri si districa abilmente nelle piazze, nelle strade e nei vicoli di Napoli e la sua cinepresa gira scene memorabili in locations meravigliose. Il cast principale è composto da 2 stelle affermate come Franco Nero e Claudia Cardinale e da una stella in ascesa, Fabio Testi, che con il suo fisico imponente e statuario dà vita al personaggio di un guappo di ferro, Don Gaetano Fungillo, che lo consacra definitivamente e gli permette di entrare nel cuore dello spettatore fin dalle prime scene. (altro…)