Archivio per la categoria ‘Televisione’

Dov’è Anna? (1976)

Pubblicato: 18 ottobre 2015 in Giallo, Televisione

dov'è anna

L’ epoca d’ oro degli sceneggiati televisivi prodotti e trasmessi dalla Rai ha partorito negli anni ’70 numerose perle e tra queste un posto d’ onore se lo guadagna senz’ altro “Dov’è Anna?”. Giallo suddiviso in 7 puntate, andò in onda sul primo canale Rai tra il gennaio e il febbraio del 1976 registrando una media record di 24 milioni di telespettatori! Per l’ ultima puntata si toccò addirittura la soglia dei 28 milioni, record ancora oggi imbattuto e difficilmente avvicinabile, vista anche l’ enorme frammentazione televisiva odierna che offre centinaia e centinaia di canali, a pagamento e non… La storia, diretta da Piero Schivazappa su una sceneggiatura scritta da Diana Crispo e Biagio Proietti, è incentrata sulla scomparsa misteriosa di una donna e sugli affannosi ed estenuanti tentativi del marito di ritrovarla. In ogni puntata si scopre un tassello nuovo riguardante la vita privata della donna scomparsa e il suo passato si arricchisce, di volta in volta, di nuove e insospettabili sfumature; è quasi come se ogni puntata nascondesse al suo interno un mini-giallo che, anche se apparentemente slegato dalla traccia principale, serve a ricomporre il puzzle complessivo. (altro…)

Racconti fantastici (1979)

Pubblicato: 15 marzo 2015 in Horror, Televisione

racconti fantastici

Libero adattamento di una serie di racconti scritti da Edgar Allan Poe (in particolare le raccolte dei “Racconti dell’ incubo e del terrore” e i “Racconti del grottesco e dell’ arabesco”), questo sceneggiato televisivo suddiviso in 4 episodi (ciascuno della durata di circa un’ ora) è una interessante opera firmata da Daniele D’Anza, sceneggiatore e regista cult di molti sceneggiati RAI degli anni ’70. Ovviamente le trasposizioni cinematografiche tratte dai racconti di Poe non si contano (celeberrimo è il ciclo di pellicole targate Roger Corman con Vincent Price degli anni ’60 ma non solo) ma D’Anza (autore anche del soggetto e della sceneggiatura insieme a Biagio Proietti) costruisce stavolta qualcosa di indubbiamente diverso e innovativo: i singoli episodi sono sostanzialmente autoconclusivi ma sempre legati da un filo comune e incastonati in un’ unica cornice narrativa che vede fusi insieme elementi, storie e personaggi presi da svariati racconti (personalmente ne ho contati una dozzina). Anche l’ ambientazione della vicenda rappresenta una novità: non siamo più nell’ 800 ma nel presente (il finire degli anni ’70), con l’ aggiunta di alcuni flashback che trasportano lo spettatore, di tanto in tanto, in svariate epoche. (altro…)

La porta sul buio (1973)

Pubblicato: 2 novembre 2014 in Giallo, Televisione

la porta sul buio

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“Questo che state per vedere è il primo dei quattro film che ho realizzato per la televisione. Ed è anche il primo incontro tra me e voi, perché fino ad oggi la mia attività si era rivolta esclusivamente al cinema. Quattro film, dunque. Quattro storie molto diverse le une dalle altre, dirette da quattro differenti registi ma tutte percorse da un filo, un’atmosfera comune… e cioè l’ angoscia, la paura, l’ inquietudine e la divina suspence. Sono dei gialli, ma dei gialli alla maniera nuova: dei gialli diversi. Quanto a ‘La porta sul buio’, che intitola la serie, vi chiederete cosa vuol significare. Ebbene, vuol dire molte cose: aprire una porta sull’ ignoto, su ciò che non conosciamo e che perciò ci inquieta, ci fa paura. Ma per me vuol dire anche altre cose. Può capitare, ed è capitato una volta, anche una sola volta nella vita di una persona, di chiudersi una porta alle spalle e trovarsi in una stanza buia… cercare l’interruttore della luce e non trovarlo… provare ad aprire la porta e non poterlo fare… e dover restare lì, al buio… soli… per sempre… Ebbene, alcuni dei protagonisti delle nostre storie si sono chiusi questa fatale porta alle spalle…”

Con questo breve cappello introduttivo Dario Argento, novello Hitchcock tricolore, presentava al pubblico italiano nel 1973 il primo dei quattro telefilm del brivido della serie “La porta sul buio”: i quattro telefilm, della durata di circa un’ ora ciascuno, erano stati commissionati dalla RAI al regista romano dopo lo strepitoso successo di pubblico riscosso dalle sue prime tre pellicole thrilling (la famosa trilogia degli animali composta da “L’uccello dalle piume di cristallo”, “Il gatto a nove code’e “4 mosche di velluto grigio”). (altro…)