Archivio per la categoria ‘Western’

… E poi lo chiamarono il Magnifico (1972)

Pubblicato: 21 gennaio 2017 in Western

e poi lo chiamarono il magnifico

Dopo il clamoroso successo del dittico dedicato a Trinità il regista Enzo Barboni continua sulla strada del western allegro e scanzonato ma scrive e dirige una storia che però si riallaccia ai due film precedenti soltanto per la presenza dell’attore principale (Terence Hill) e per il titolo che sembra esserne una ideale prosecuzione: non siamo, infatti, di fronte a una trilogia. Lo chiamavano Trinità, continuavano a chiamarlo Trinità e poi lo chiamarono il Magnifico? No, signori. Innanzitutto Terence Hill non è in coppia con Bud Spencer che sembra abbia rifiutato la parte del finto muto poichè non era un ruolo da co-protagonista ma bensì marginale (ruolo poi andato a Gregory Walcott, guarda caso doppiato da Glauco Onorato, doppiatore storico del buon Bud); poi va detto che il personaggio principale interpretato da Terence Hill è completamente diverso e lontanissimo dalla scaltrezza e dalla simpatica mascalzonaggine che caratterizzava il suo Trinità, per non parlare della incredibile velocità e abilità con la pistola che qui invece manca totalmente. O almeno manca fin quando non arriveranno a chiamarlo il Magnifico… (altro…)

Sella d’argento (1978)

Pubblicato: 21 febbraio 2016 in Western

sella d'argento

1978. Il declino dello spaghetti western in Italia è ormai segnato da tempo ma alcuni registi sembrano quasi fare a gara nel volerne scrivere l’ ultima, epica, pagina conclusiva. Nel 1976 Enzo G. Castellari sforna “Keoma”, capolavoro intriso di rimandi Shakesperiani e riferimenti iconografici alla figura di Gesù Cristo. L’ anno successivo si inserisce in tackle scivolato Michele Lupo con il suo bellissimo “California”, western plumbeo e crepuscolare come non mai. E nel 1978 tocca a Lucio Fulci, regista che non ha bisogno di presentazioni e che aveva già frequentato il western nel periodo d’ oro di Sergio Leone: citiamo un capolavoro come “Le colt cantarono la morte e fu… Tempo di massacro”, che viene giustamente considerato uno dei western più violenti del filone (e che se la gioca alla grande con “I quattro dell’apocalisse”, film spiazzante e psichedelico on the road girato, quasi a sorpresa, dallo stesso Fulci nel 1975)… (altro…)

California (1977)

Pubblicato: 28 dicembre 2014 in Western

california

“William Preston, soldato scelto!”
“Sì, ma non t’ho scelto io…”

Nella seconda metà degli anni ’70 il genere dello spaghetti-western si è ormai praticamente estinto. Tuttavia, di tanto in tanto, qualche regista piazza ancora qualche “graffio” d’ autore: è il caso di Michele Lupo (regista troppo sottovalutato che in tanti ricordano solo per i film “per ragazzi” con Bud Spencer, gli ultimi della sua carriera) che prosegue nel solco tracciato da Lucio Fulci (“I quattro dell’apocalisse”) e Enzo G. Castellari (“Keoma”) e che insieme a Sergio Martino (“Mannaja”) e ancora Fulci (“Sella d’argento”) incide in maniera definitiva la parola “fine” sulla lapide del nostro western. Questi ultimi western vengono definiti crepuscolari perchè ammantati di un’ aurea malinconica e decadente e il film diretto da Lupo, “California”, è probabilmente quello più crepuscolare di tutti. Dimentichiamoci le assolate e ridenti praterie del west: qui il cielo è sempre plumbeo (nei primi 10 minuti piove a dirotto), la fotografia predilige notevolmente il grigio e tutti i personaggi sono lerci, fradici e impastati nel fango. La disillusione di chi non ha più nulla per cui combattere (lo sfondo è la fine della guerra di secessione americana) e cerca solo stancamente di tornare a casa per dimenticare sintetizza a pieno la poetica del film ed è l’ epitaffio ideale di tutto il western all’ italiana. (altro…)

La pazienza ha un limite… Noi no! (1974)

Pubblicato: 12 ottobre 2014 in Western

la pazienza ha un limite noi no

Nel sottogenere tutto italiano dello spaghetti western anni ’70 in versione comica un piccolo e più che dignitoso spazio, secondo chi scrive, se lo ritaglia sicuramente questa divertente pellicola firmata da Franco Ciferri, noto per essere stato produttore esecutivo di un paio di opere importanti firmate da Antonio Margheriti (“Nude… si muore” e “Contronatura”). Il film, che è una co-produzione italo-spagnola, vede tra gli sceneggiatori addirittura Amando De Ossorio, un nome che gli appassionati di horror anni ’70 conoscono molto bene: è lui, infatti, il padre della celebre quadrilogia incentrata sui templari resuscitati ciechi (“Le tombe dei resuscitati ciechi”, “La cavalcata dei resuscitati ciechi”, “La nave maledetta” e “La notte dei resuscitati ciechi”). Visto l’ insuccesso al botteghino, questa resterà l’ unica regia di Ciferri… Peccato, perchè anche se è fin troppo evidente il rimando alla coppia Bud Spencer/Terence Hill di Trinità (con gli ormai soliti 2 fratelli che poco si tollerano a vicenda) il film è ricco di spunti interessanti e di situazioni esilaranti. (altro…)

Il mio nome è Nessuno (1973)

Pubblicato: 7 luglio 2014 in Western

il mio nome è nessuno

“Un uomo che è un uomo deve credere in qualcosa.”
“Nella vita ho incontrato di tutto: ladri… assassini… preti e preti spretati… ricattatori… ruffiani… perfino qualche uomo onesto… Ma uomini soltanto… mai.”

Prodotto da Sergio Leone, il “guru” del western all’italiana, “Il mio nome è Nessuno” viene ultimamente ascritto alla filmografia del compianto regista romano, seppur in maniera non ufficiale, da diverse fonti. In realtà Leone non ha mai diretto il film per la presenza, in primis, del protagonista Terence Hill, ritenuto “colpevole” da Leone di avere, in un certo senso, messo in burletta il genere western con i due clamorosi successi di “Lo chiamavano Trinità” e “Continuavano a chiamarlo Trinità”. Per lo stesso motivo non troviamo alla regia Enzo Barboni (E.B. Clucher, regista dei due Trinità) e nemmeno Michele Lupo (inizialmente designato a dirigerlo e poi escluso dal progetto per alcune incomprensioni con Leone), ma bensì un ottimo regista che aveva già frequentato il western con ottimi risultati (e qui bisogna citare almeno il magnifico “Una ragione per vivere e una per morire”), ovvero Tonino Valerii. Tuttavia, non dobbiamo affatto pensare che la scelta di Valerii sia stata un ripiego, anzi. Il regista abruzzese conosce il mestiere e dirige splendidamente un film che va a collocarsi esattamente a metà strada tra il cinema classico di Leone e la nuova frontiera dello spaghetti western…  (altro…)

… Continuavano a chiamarlo Trinità (1971)

Pubblicato: 30 dicembre 2013 in Western

continuavanoachiamarlotrinita

Dopo il clamoroso successo di “Lo chiamavano Trinità…” il regista Enzo Barboni è praticamente “costretto” a girare un seguito, riproponendo la coppia Bud Spencer / Terence Hill: naturalmente anche stavolta la coppia scatenata composta dai due fratelli Trinità e Bambino ne combinerà di tutti i colori, caratterizzando il vecchio west con le loro scazzottate proverbiali. Ebbene, il successo sarà ancora più clamoroso del primo capitolo: oltre ad essere campione di incassi assoluto nel 1971 è, a tutt’oggi, il film più visto nella storia del cinema italiano con quasi 15 milioni di spettatori (in attesa di essere scalzato da… Checco Zalone? Che tristezza!). (altro…)

I quattro dell’apocalisse (1975)

Pubblicato: 11 novembre 2013 in Western

i quattro dell'apocalisse

Dopo la deriva comico-parodistica in cui era ormai sprofondato il filone aureo dello spaghetti western dagli inizi degli anni ’70 fino alla metà degli stessi (dai 2 Trinità in poi passando per Sartana, Tresette, Alleluja, Spirito Santo, Carambola etc.), il regista Lucio Fulci spiazza ancora una volta pubblico e critica e propone un western assolutamente atipico e fuori da ogni schema.  Siamo nel 1975, il genere western era ormai in netto declino e di lì a poco sarebbe scomparso del tutto ma Fulci ha un guizzo dei suoi e porta sullo schermo una storia di Ennio De Concini basata sugli scritti di Francis Brett Harte, filmata con il suo solito, inconfondibile piglio autoriale che mescola sapientemente vari generi: è una storia completamente “on the road”, estremamente violenta ma anche con alcuni picchi di incredibile umanità. Il tramonto definitivo del western italiano sarà quello crepuscolare ma, prima che ciò accada, Fulci si inventa il western psichedelico…  (altro…)