Napoli si ribella (1977)

Pubblicato: 7 dicembre 2019 in Poliziesco

napoli si ribella

Nel mare magnum del poliziesco all’italiana anche Michele Massimo Tarantini, regista che ha certamente dato il meglio di sé nella commedia sexy, ha dato comunque un buon contributo con un paio di titoli (questo e il precedente “Poliziotti violenti”). Anche stavolta il nome di una grande città nel titolo (Napoli) è l’abusato elemento di richiamo principale: dopo i vari “violenta”, “drogata”, “a mano armata”, “odia”, “trema”, “spara” etc. la città “si ribella” come faceva “Il cittadino” di Enzo Castellari. Tarantini, trasferendo sullo schermo un soggetto di Dardano Sacchetti, decide di provare qualcosa di nuovo e non tradisce la sua indole incline alla commedia affiancando al commissario di ferro tutto d’un pezzo che giunge in città per combattere il crimine (un veterano del genere, ovvero il solido Luc Merenda) una notevole spalla comica locale (che risponde al nome di Enzo Cannavale) che gli faccia da contraltare. L’attore napoletano, nei dialoghi con il severo Merenda, sciorina infatti una serie di battute fulminanti e ciò contribuisce a creare un clima ironico anche durante i momenti di tensione o negli inseguimenti. Leggi il seguito di questo post »

La casa con la scala nel buio (1983)

Pubblicato: 30 novembre 2019 in Giallo

la casa con la scala nel buio

Seconda regia del figlio d’arte Lamberto Bava che, continuando sulla scia del giallo/thriller dopo “Macabro”, si conferma regista di gran livello all’interno del genere, molto abile soprattutto nella costruzione della suspense. Inizialmente “La casa con la scala nel buio” avrebbe dovuto essere una miniserie televisiva per un totale di 8 puntate della durata di circa 25 minuti ciascuna (circa 200 minuti complessivi). Girato in 16mm (e successivamente gonfiato in 35), cambiò destinazione in fase di montaggio soprattutto per la violenza grafica di alcune scene ritenute troppo forti per la tv e finì quindi nelle sale cinematografiche, dove ebbe anche un buonissimo riscontro di pubblico, con una durata di circa 107 minuti. Leggi il seguito di questo post »

Il debito coniugale (1970)

Pubblicato: 23 novembre 2019 in Commedia

il debito coniugale

Questa piacevole e bizzarra commedia on the road firmata da Franco Prosperi vede protagonista un divertente trio di attori composto da Lando Buzzanca (con tanto di finto accento romanesco), Orazio Orlando (marcatamente napoletano di suo) e Barbara Bouchet (doppiata con accento veneto, per non far torto al Nord). I tre girano l’Italia rotolando verso Sud (come direbbero i Negrita), vivendo di espedienti e combinandone di tutti i colori, sfruttando soprattutto la bellezza fisica di una Bouchet davvero in gran forma (ma, ahinoi, poco nuda). Non va poi sottovalutata la presenza di altri due grossi calibri come Anita Ekberg (doppiata in stile romanaccio/burino e con capelli scuri) e Mario Carotenuto (fratacchione dai metodi un po’ maneschi), con l’aggiunta di un giovane Pippo Franco in versione hippy che strimpella alla chitarra una delirante ninna nanna. Leggi il seguito di questo post »

Una sull’altra (1969)

Pubblicato: 16 novembre 2019 in Thriller

una sull'altra

Primo giallo/thriller per Lucio Fulci che nasce, come sovente accadeva all’interno del nostro cinema di genere, come prodotto che si aggancia ad un filone nascente di successo. Siamo sul finire degli anni ’60 e i thriller sexy avevano preso ufficialmente il via in Italia con “Il dolce corpo di Deborah” di Romolo Guerrieri; questo tipo di pellicole (morbose, complottiste, ammiccanti al sesso e con omicidi conditi da mènage à trois di vario tipo) stava notevolmente prendendo piede e Fulci scrive, insieme a Roberto Gianviti, una sceneggiatura che va ad incastonarvisi perfettamente. Il film si svolge a San Francisco ma inizialmente avrebbe dovuto ambientarsi in Francia; ciò è dovuto al fatto che la sceneggiatura, inizialmente, non prevedeva un colpo di scena finale legato al fuso orario (elemento fondamentale per chiudere l’intreccio in maniera perfetta). Fulci chiese dunque al produttore Edmondo Amati di spostare le riprese del film negli USA e Amati accettò tranquillamente poiché nello stesso periodo erano previste negli States le riprese di “Femmine insaziabili” di Alberto De Martino, film sul quale la sua casa di produzione (la Fida) puntava molto; nessuno poteva mai immaginare che “Una sull’altra” avrebbe invece incassato molto di più… Leggi il seguito di questo post »

Il tempo degli assassini (1975)

Pubblicato: 9 novembre 2019 in Poliziesco

il tempo degli assassini

Una descrizione rozza, cruda e violenta (ai limiti del sostenibile) del disagio e del degrado dei giovani sbandati delle borgate romane nella metà degli anni ‘70: si potrebbe sintetizzare così, in poche parole, questo film di Marcello Andrei che va ad inserirsi a pieno titolo nel filone noir/drammatico/poliziesco che ormai stava spopolando nelle sale italiane dell’epoca (siamo nel 1975). Il regista si concentra soprattutto sulla descrizione di efferati atti di criminalità messi in atto con ferocia e crudeltà da Joe Dallesandro (qui nell’ennesimo ruolo negativo della sua carriera) e dalla sua cricca di amici delinquenti di cui è il capo, con la polizia che resta quasi sempre sullo sfondo. Il commissario Martin Balsam, infatti, non incarna propriamente lo stereotipo del tipico commissario di ferro che si lancia in inseguimenti e sparatorie, anzi: è quasi sempre in ufficio e si mostra tutt’altro che moralmente inattaccabile, arrivando a proporre posti di lavoro ai balordi in cambio di soffiate (offerte puntualmente rispedite al mittente) oppure scendendo a patti con i ricettatori. La sua è una morale fredda e distaccata: poco importa se i delinquenti si ammazzano tra loro, in fondo è un pensiero in meno… Leggi il seguito di questo post »

Phenomena (1985)

Pubblicato: 2 novembre 2019 in Horror

phenomena

Nella metà degli anni ’80 Dario Argento, dopo essersi conclamato in Italia come regista horror di punta ed innovatore del genere giallo/thriller, prosegue un suo percorso personale di continua ricerca della sperimentazione. Se ai gialli anni ’70 hanno fatto seguito due horror di clamorosa potenza e importanza (“Suspiria” e “Inferno”), con un successivo ritorno al giallo (“Tenebre”) ma condito dal ferocissimo splatter che ormai la new age degli anni ’80 aveva sdoganato, il suo film successivo è un ambizioso mix di entrambe le cose: “Phenomena”. Ambizioso e anche difficile da realizzare, visto che il cardine della storia è rappresentato dalla capacità telepatica della giovane protagonista (la quindicenne Jennifer Connelly) di comunicare con gli insetti e che saranno gli stessi insetti a guidarla nella scoperta di un misterioso assassino di giovani fanciulle. Dunque thriller classico alla Argento, con killer feroce e spietato, al quale si aggiunge però un elemento orrorifico paranormale più che mai bizzarro e originale. Leggi il seguito di questo post »

Lo spettro (1963)

Pubblicato: 26 ottobre 2019 in Horror

lo spettro

Un anno dopo aver diretto il bellissimo “L’orribile segreto del Dr. Hichcock” il regista Riccardo Freda prosegue la sua attività filmica confermandosi specialista nel filone dell’horror gotico, dove firma un altro piccolo gioiellino. Anche stavolta si perpetua il giochetto di modificare i nomi di cast tecnico e artistico per spacciare il film come un prodotto estero e magari gabbare il pubblico ormai avvezzo ai vari Peter Cushing e Christopher Lee, quindi tutti i nomi vengono cambiati in improbabili pseudonimi anglofoni. Freda mantiene il suo storico nickname Robert Hampton mentre il cast italiano cambia in maniera mirabolante: Elio Jotta diventa Leonard Elliot e Umberto Raho diventa Raoul Newman mentre, tra gli altri, il co—sceneggiatore (insieme a Freda) Oreste Biancoli diventa Robert Davidson e l’ottimo Francesco De Masi, autore delle efficacissime ed inquietanti musiche, viene accreditato come Frank Wallace. Molti hanno voluto vedere in questo film una sorta di sequel del fortunato film poc’anzi citato ma in realtà i punti di contatto si limitano solo ai nomi di alcuni personaggi (il buon Elio Jotta, dottore protagonista, si chiama anch’egli Hichcock) e ai ruoli degli attori che sono sostanzialmente identici: Barbara Steele (una delle nostre “scream queen” predilette) è la moglie del Dr. Hichcock e Harriet Medin è la governante… ma ci si ferma qui. Leggi il seguito di questo post »

Prega il morto e ammazza il vivo (1971)

Pubblicato: 19 ottobre 2019 in Western

prega il morto e ammazza il vivo

Joseph Warren (al secolo Giuseppe Vari) è l’ennesimo regista sottovalutato del nostro cinema: ha frequentato molti generi e soprattutto nel western ha ottenuto buoni risultati firmando 7 pellicole, l’ultima delle quali è proprio “Prega il morto e ammazza il vivo”. Il periodo western di Vari va dal 1966 al 1971 (intervallato solo dal film di guerra “Un posto all’inferno”) e, procedendo cronologicamente, si nota in questi suoi film la voglia di sperimentare e contaminare i generi. Non è un caso che i suoi ultimi due western (“Il tredicesimo è sempre Giuda” e “Prega il morto e ammazza il vivo”) contengano elementi tipici del noir e del giallo/thriller, genere nel quale Vari si tufferà successivamente con il suo “Terza ipotesi su un caso di perfetta strategia criminale”. Poi verranno la commedia, il decamerotico, il poliziesco… ma questa è un’altra storia. Leggi il seguito di questo post »

Signore e signori, buonanotte (1976)

Pubblicato: 12 ottobre 2019 in Commedia

signore e signori buonanotte

La satira politica è territorio alquanto impervio e complesso ed è, per larghi tratti, l’argomento principale di questo film collettivo del 1976 al quale partecipano una serie di nomi incredibili: alla regia abbiamo Luigi Comencini, Nanni Loy, Mario Monicelli, Ettore Scola e Luigi Magni e alla sceneggiatura partecipano gli stessi registi con l’aggiunta di Age e Scarpelli, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Ruggero Maccari e Ugo Pirro (tutti accreditati anche alla regia). Il cast è davvero straordinario: si va da Marcello Mastroianni a Ugo Tognazzi, da Vittorio Gassman a Paolo Villaggio, da Nino Manfredi a Renzo Marignano, da Lucretia Love a Monica Guerritore, da Senta Berger ad Adolfo Celi, da Eros Pagni a Mario Scaccia ed altri ancora. Gli attacchi principali vanno alla classe politica, alla Chiesa, all’esercito e alla televisione, dei quali si denunciano soprattutto la corruzione e l’ipocrisia in un florilegio di situazioni grottesche e paradossali. Si tratta di brevi ma al contempo numerosi episodi e questo rende difficile l’abbinamento di ogni regista ad ogni segmento (dubbi non ve ne sono solo su Luigi Magni e il suo “Il santo soglio”, episodio più lungo e dalla durata di quasi mezz’ora). Leggi il seguito di questo post »

7 hyden park

“Suona forte la campana
se la gente non ti ama
La campana suona forte
se non suona la tua morte…”

Questa lugubre filastrocca canticchiata da una bambolina intrisa di sangue ci introduce a questa intrigante pellicola firmata da Alberto De Martino che qui si firma con lo pseudonimo Martin Herbert; anche tutti gli altri nomi del cast tecnico sono stati trasformati in pseudonimi anglofoni, in una sorta di curiosa recrudescenza anni ’60. Il titolo di lavorazione era il più calzante “Formula per un delitto”, trasformato poi dalla produzione in “7, Hyden Park – La casa maledetta” perchè ormai, dopo il successo clamoroso in Italia del film “La casa (Evil dead)” di Sam Raimi, la parola “casa” bisognava infilarla in ogni titolo per garantirsi del pubblico in più, quantomeno sulla carta.
In realtà il film non è affatto un horror come titolo e locandina potrebbero far credere, infatti di case maledette non se ne vede nemmeno l’ombra; siamo piuttosto dalle parti del giallo/thriller ma decisamente atipico perchè il regista, capovolgendo tutte le regole del giallo classico, si diverte a rivelare allo spettatore l’identità dell’assassino dopo circa mezz’ora di proiezione. Leggi il seguito di questo post »