Zorro (1975)

Pubblicato: 6 gennaio 2017 in Avventura

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Notevolissima trasposizione italica della leggenda di Zorro, affidata alla sapiente regia di un Duccio Tessari in grande forma e alle fattezze meravigliose del bellissimo e affascinante Alain Delon nei panni dell’ eroe mascherato vestito di nero (qui in versione senza baffetti). Naturalmente la storia non ha nessun punto di contatto né con i film che l’ hanno preceduta né con la serie tv Disney degli anni ’50 in bianco e nero che noi bambini guardavamo alla tv dei ragazzi negli anni ’70, eccezion fatta per il personaggio principale, Don Diego de la Vega, il servo Bernardo (un ottimo Enzo Cerusico) e il corpulento sergente Garcia (interpretato dall’ attore francese Moustache). Ci si sposta dalla California in una non ben precisata colonia spagnola immaginaria ed il resto è affidato alla fantasia dello sceneggiatore Giorgio Arlorio che scrive una storia ricchissima di colpi di scena e gran ritmo che Tessari dirige ottimamente: le 2 ore piene di durata volano letteralmente via… Il western era al tramonto e il genere cappa e spada era invece già morto e sepolto: Tessari viene dal western (e si vede!) e il film mantiene un registro molto ironico, tipico dello spaghetti western anni ’70, senza però mai sconfinare nella parodia. Questo è un notevole punto di forza perchè c’ era il rischio di sbracare ed invece il risultato finale è magnifico. Leggi il seguito di questo post »

Sei anni e non sentirli

Pubblicato: 1 gennaio 2017 in Avvisi ai naviganti

6anni

1 gennaio… E come da 6 anni a questa parte l’ inizio di un nuovo anno coincide con il compleanno di questo piccolo spazio del web dedicato alla mia grande passione: il cinema, ed in particolare quello italiano degli anni ’70.
Era il primo pomeriggio del 2011: dopo abbondante cenone e veglione di fine anno e dopo una ristoratrice dormita mattutina vagavo per casa pensando a cosa fare. In quel periodo impiegavo quasi sempre queste ore “libere” del giorno gustandomi un bel film. Pescavo qualcosa dalla mia collezione riposta in svariate librerie, infilavo un dvd nel lettore e partiva la magia… Lo facevo sempre, anche con le vhs, ora soppiantate da quei dischetti simili al cd che occupavano meno spazio e davano una resa visiva certamente superiore. Quasi sempre finivo (e finisco) con il rivedere infinite volte titoli che ormai conosco a memoria, senza annoiarmi mai…
Dopo anni e anni passati a confrontarmi con altri appassionati in rete sui forum tematici dedicati (il primo fu nocturno.it, seguito da gentedirispetto.com, pagine70.com ed infine ildavinotti.com), anni formativi nei quali la mia modesta conoscenza “nel campo” è andata sempre via via ad affinarsi grazie anche al confronto con altri utenti esperti, ho pensato che il buon John Trent (nickname che non ho mai cambiato, ovviamente ispirato al capolavoro di John Carpenter “Il seme della follia”) si era fatto abbastanza le ossa…  Leggi il seguito di questo post »

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Ci vorrebbe proprio una macchina del tempo in grado di riportarci indietro negli anni ’70, quando i film per famiglie erano gradevoli, garbati, divertenti e senza un briciolo di volgarità… Appartiene di diritto alla categoria e ne è un fulgido esempio questa pellicola diretta con maestria dal sempre troppo sottovalutato Michele Lupo, regista dalle idee sempre chiare che non ha mai toppato un film. La storia è quanto di più semplice possa esserci: in un periodo in cui andava di moda la fantascienza (sull’ onda lunga del capolavoro di Spielberg “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, uscito nel 1977) Lupo prende Bud Spencer come protagonista (garanzia di richiamo al cinema per grandi e piccini, anche senza l’ eterno partner Terence Hill) e gli affianca proprio il bimbo che si era visto nel film di Spielberg, ovvero Cary Guffey. Leggi il seguito di questo post »

Squadra volante (1974)

Pubblicato: 10 dicembre 2016 in Poliziesco

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Dopo una brillante carriera come direttore della fotografia e operatore di macchina Stelvio Massi passa alla regia (aveva già debuttato l’ anno prima con “Macrò – Giuda uccide il venerdì“) e inizia subito a specializzarsi nel genere che più di ogni altro gli darà soddisfazione e lo consacrerà a regista di culto: il poliziesco. Maestro indiscusso nelle scene di azione, Massi ha diretto molti dei commissari di polizia più amati del filone (Merli, Merenda, Gasparri) però è stato il primo ad utilizzare in questo ruolo il grande Tomas Milian che, in seguito, ne diventerà uno degli esponenti di spicco. In questo film il suo commissario è piuttosto taciturno (non a caso Milian si doppia da solo, autentica rarità) ma risoluto, teso a vendicare l’ ingiusta morte della moglie e pronto a tutto; indisciplinato e dal look alternativo (pantalone e giubbino blu, coppola in testa, baffetto e sigaro cubano sempre in bocca che rimanda alle sue origini), non ha niente però a che vedere con il prototipo di poliziotto al quale in futuro darà vita Milian nella fortunatissima serie delle “squadre” prima e dei “delitti” poi. Leggi il seguito di questo post »

Vai gorilla (1975)

Pubblicato: 20 novembre 2016 in Noir

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Tonino Valerii, regista buono per tutte le stagioni e per tutti i generi, dirige ottimamente questo noir nel quale, ancora una volta, il comune cittadino si ribella alla criminalità e si fa giustizia da solo. Il tema non è nuovo all’ interno del nostro cinema e stavolta l’ eroe di turno finisce col mettersi contro un racket di estorsori; la novità di fondo sta nel fatto che il protagonista, seppur animato da nobili intenzioni, non è sempre del tutto cristallino nei suoi comportamenti, anche se nel finalissimo si riscatterà pienamente. Valerii proviene dal western e si vede; il film è condito da molta azione, da pestaggi, inseguimenti e sparatorie e nel finale c’ è spazio anche per un’ autocitazione: il capo dei “cattivi” viene colpito da un proiettile che attraversa il mirino del suo fucile e gli si conficca in un occhio, come nel duello risolutore di “Per il gusto di uccidere”, primo western diretto da Valerii nel 1969. Protagonista assoluto è il bel Fabio Testi, pienamente in parte e convincente così come il suo perfido antagonista Antonio Marsina e un volutamente spocchioso e sgradevole Renzo Palmer. Sullo sfondo una Claudia Marsani discreta, un giovane e ribelle Saverio Marconi dal capello lungo e riccio (ah, gli anni ’70!), un Al Lettieri non trascendentale (sarebbe prematuramente scomparso di lì a poco) e un Adriano Amidei Migliano decisamente poco credibile nei panni di un commissario di polizia non proprio sul pezzo, per così dire… Leggi il seguito di questo post »

Quando l’amore è sensualità (1973)

Pubblicato: 6 novembre 2016 in Erotico

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Interessante dramma erotico firmato da Vittorio De Sisti che, come da consolidata tradizione italiana anni ’70, va a concentrarsi sulle perversioni della provincia perbenista (in questo caso padana) dove in apparenza tutto sembra limpido mentre invece sotto il fuoco cova la cenere del torbido e del morboso. Il cast femminile è da urlo: una virginale Agostina Belli (che fornisce un’ ottima prova attoriale ed è davvero al culmine della sua bellezza), la bellissima meteorina svedese con occhioni da cerbiatta Ewa Aulin (che di lì a poco si ritirerà inspiegabilmente dalle scene con sommo dispiacere di tutti noi aficionados del cinema di genere italiano), l’ intensa e tormentata Françoise Prevost (ruolo non facile, il suo, davvero brava) e la solita spumeggiante Femi Benussi. Leggi il seguito di questo post »

Il vizio ha le calze nere (1975)

Pubblicato: 16 ottobre 2016 in Giallo

il vizio ha le calze nere

Nel 1975 il genere giallo / thriller all’ italiana aveva già raggiunto il suo fulgore e forse iniziava già la sua parabola discendente ma c’ erano ancora alcuni registi che tentavano di cimentarsi nel genere, magari per la prima volta, con risultati tutt’ altro che disprezzabili. A questa cerchia va ad aggiungersi il buon Tano Cimarosa da Messina, notissimo caratterista presente in numerosissime commedie all’ italiana (ma anche in capolavori drammatici come “Il giorno della civetta” di Damiani), che decide di passare all’ altro lato della cinepresa e, come opera prima, firma un giallo pseudo-argentiano piuttosto interessante. Leggi il seguito di questo post »