Archivio per la categoria ‘Commedia’

Stangata in famiglia (1976)

Pubblicato: 15 febbraio 2020 in Commedia

stangata in famiglia

“Se si tassasse il sesso su scala nazionale
faremmo anche i furbi nel talamo nuziale:
per non pagar più tasse su quello che ci resta
ci troveremo nudi ma col cappello in testa!”

Forse non ci crederete ma questo delirante testo (che accompagna una simpatica marcetta) è opera di Mino Reitano e di suo fratello, autori della colonna sonora di questa seconda (e ultima) regia di Franco Nucci. Il regista si affida nuovamente ad alcuni attori che aveva utilizzato nel suo primo film (Chris Avram, Romy Schell, Piero Mazzarella) ma stavolta ha le idee più chiare e, dopo un’opera prima (“Il giudice e la minorenne”) che mescolava tanti ingredienti e generi, stavolta punta decisamente sulla commedia sexy facendo abbondante utilizzo di bellezze muliebri del calibro di Patrizia Gori (fresca reduce del massaccesiano “Emanuelle e Françoise le sorelline”), Gabriella Golia (giovanissima e al suo unico film prima iniziare una infinita carriera come annunciatrice tv), Isabella Biagini, Ida Meda e Femi Benussi (qui in uno dei rarissimi casi in cui non si spoglia). Da segnalare anche il divertente piccolo cameo di una strepitosa Marisa Merlini e un Lino Banfi in versione baffuta.
Il corpulento funzionario dell’intendenza di finanza Piero Mazzarella (bravissimo e finalmente in un ruolo da protagonista) condurrà lo spettatore in un’inchiesta attraverso il mondo delle finte massaggiatrici e/o estetiste che in realtà esercitano il mestiere più antico del mondo e non pagano le tasse… Il suo capo è Chris Avram (con due baffacci posticci e il doppiaggio siculo di Elio Zamuto) e la sua indagine sarà lastricata di incontri erotici piuttosto stravaganti, per la gioia e il divertimento del pubblico maschile. Molte situazioni erotiche sono abbastanza spinte però la regia non esagera (eccezion fatta per una scena lesbo decisamente fuori contesto) e mira più a metterle in burletta che a esaltarne l’aspetto morboso. Si ride in molte situazioni e i duetti tra il milanese doc Mazzarella (che nel film si chiama Brambilla, w la fantasia!) e il cognato pugliese Banfi sono notevoli, anche se alla fine la pellicola lascia una sensazione generale di amarezza che sfocia in un finale decisamente malinconico. Un film che rispecchia in pieno gli anni ’70 e va assolutamente visto.
Per molti anni questa pellicola è stata un autentico must nelle tv locali (dove veniva trasmesso quasi tutti i giorni e a tutti gli orari) tra il finire degli anni ’70 e i primi anni ’80; dopo però è sparito dai radar ed è diventato praticamente introvabile. In tv non passa da un decennio almeno e l’unica edizione in dvd presente sul mercato italiano è quella uscita in edicola, abbinata ad una rivista di settore, nel lontano 2005. Chi se lo è lasciato sfuggire all’epoca e volesse cercarlo oggi deve solo sperare nel mercato dell’usato: non esiste, ad oggi, alcuna ristampa.

stangatainfamiglia1

stangatainfamiglia2

Milano. Il vedovo cav. Pietro Brambilla (Piero Mazzarella) è un funzionario della sezione accertamenti dell’intendenza di finanza che vive in condizioni economiche piuttosto difficili con le poco più che ventenni figlie Pina (Gabriella Golia) e Mariuccia (Patrizia Gori); dopo la morte della sorella di sua moglie ospita in casa anche il cognato meridionale e nullafacente Nicola (Lino Banfi), unitamente alla figlia Sabina (Romy Schell), coetanea delle due cugine con cui va molto d’accordo. Un giorno viene convocato nell’ufficio del nuovo direttore, Esposito (Chris Avram), che gli affida il compito di indagare su particolari categorie di lavoratori (per lo più lavoratrici) trascurate dal fisco, in modo tale da accertarne gli introiti e le eventuali tassazioni da applicare. Si tratta di estetiste, massaggiatrici o fantomatici centri benessere che molto probabilmente fungono da copertura per attività di lucro finalizzate alla prostituzione: un’attività “in nero” che produce ingenti guadagni, ovviamente tutti esentasse.
Il Brambilla inizia la sua inchiesta rispondendo agli ambigui annunci che si trovano sui giornali (A.A.A. massaggiatrice etc.): il suo primo “accertamento” lo fa con una estetista (Ida Meda) che egli invita a casa per metterla alla prova ma la donna, quando capisce che il suo cliente vuole riceverla in salotto con tutta la famigliola riunita a tavola (figlie, cognato e nipote) va via credendo di trovarsi di fronte a dei pervertiti…
Dopo questa esperienza il nostro funzionario non fissa più appuntamenti a casa sua ma si reca direttamente sul posto e quindi si ritrova in un’autentica girandola di prostituzione dilagante e di situazioni scollacciate e licenziose, tra coppie lesbiche che si esibiscono dinanzi a guardoni, prostitute di ogni tipo (Helen Chanel e altre), psicopatiche (Isabella Biagini), travestiti e quant’altro. Le uniche due persone che realmente gestiscono una onesta attività in questo settore sono la sig.ra Aida (Marisa Merlini), che lo sfianca con violenti massaggi prima di infilarlo in una sauna, e la bella Margherita (Femi Benussi).
Il nostro riferisce scrupolosamente al suo capo i risultati delle sue attività investigative e, confidandosi anche con i suoi familiari, svela che dietro a queste losche attività c’è un giro di svariati milioni. Obbligato dal suo superiore ad insistere nell’inchiesta, il Brambilla non ha mai un attimo di tregua e si becca quasi un esaurimento nervoso, finendo a letto sfinito. Mentre riposa inizia a chiedersi come mai le figlie, il cognato e la nipote facciano sempre tardi a rincasare tutti i giorni: ufficialmente la figlia di Nicola lavora in una boutique e ha chiesto alle cugine di darle una mano con continui straordinari ma Pietro nota un’insolita eleganza sia nel cognato che nelle figlie, che indossano abiti nuovi e molto costosi non consoni al loro modesto tenore di vita. Il poveretto non sa che tutta la sua famigliola, affascinata dagli enormi guadagni collegati a certi tipi di lavori che proprio egli stesso aveva divulgato, ha aperto un “centro estetico” chiamato “Toccasana”…

stangatainfamiglia3

stangatainfamiglia4

stangatainfamigliatitoli

Cast principale:

Piero Mazzarella

Lino Banfi

Chris Avram

Romy Schell

Patrizia Gori

Gabriella Golia

Femi Benussi

Marisa Merlini

Isabella Biagini

Regia: Franco Nucci

Edizioni in dvd: Minerva

Formato video 1,85;1 letterbox

La casa stregata (1982)

Pubblicato: 1 febbraio 2020 in Commedia

la casa stregata

Gradevole commedia “paranormale” scritta dalla premiata coppia Amendola/Corbucci (con l’aggiunta del produttore Mario Cecchi Gori) che tenta di bissare il successo del precedente “Mia moglie è una strega”. I produttori sono gli stessi e anche il protagonista maschile resta invariato (Renato Pozzetto e già garanzia di successo al box office); ad affiancarlo c’è stavolta però la bellissima Gloria Guida, qui al suo penultimo film prima del ritiro definitivo dalle scene (il cambiamento è comunque già in atto, giacchè in tutto il film l’attrice di Merano non espone nemmeno un seno nudo). Si tratta chiaramente di un film per famiglie e Bruno Corbucci si dimostra regista di mestiere in quanto il film diverte moltissimo sfruttando gli abusatissimi clichè della casa infestata e dei fantasmi burloni; merito va dato anche agli effetti speciali, artigianali ma efficaci. Da segnalare nel cast Lia Zoppelli e Angelo Pellegrino (esilaranti i loro duetti), Yorgo Voyagis nei panni del fantasma misterioso e un nutrito gruppo di caratteristi che va da Aldo Ralli a Mario Donatone, Leo Gavero, Franco Diogene e Fernando Cerulli. C’è anche la notevolissima Marilda Donà nei panni di una cameriera ma, anche quando la suddetta sta per spogliarsi, il film non tradisce la sua natura e non ce la mostra nuda ma solo in abbigliamento intimo… (altro…)

Il giustiziere di mezzogiorno (1975)

Pubblicato: 18 gennaio 2020 in Commedia

il giustiziere di mezzogiorno

Riveduto e corretto: non si è ancora spenta l’eco del film “Il giustiziere della notte” di Michael Winner che in Italia la parodia è già pronta e servita. La premiata ditta Amendola/Corbucci partorisce una sceneggiatura estremamente divertente e si affida all’estro di un Franco Franchi in grande forma che rifà il verso al modello americano con tanto di baffetti e faccia dura (d’altronde si sa che la mimica facciale è sempre stata il punto di forza dell’attore siciliano). Rifacendosi all’idea di base del cittadino comune che si fa giustizia da solo laddove la Polizia non fa il suo dovere il regista Mario Amendola dimostra di aver studiato il film di Winner con molta attenzione: Charles Bronson era un architetto molto attento ai progetti e il nostro Franco Franchi è un geometra del genio civile altrettanto preciso. Il capostipite iniziava con Bronson che scattava foto alla moglie durante una vacanza su una stupenda spiaggia delle Bahamas, facendola spostare per coglierne la posa migliore; Franchi, invece, scatta foto alla moglie Ombretta De Carlo durante una passeggiata domenicale sul molo di Fiumicino e, facendola indietreggiare, la fa cadere nelle acque torbide. Nella sua unica azione “notturna” (il giustiziere nostrano agisce di giorno, come da titolo, a differenza del capostipite) Franchi utilizza come arma un calzino riempito con degli spiccioli, come Bronson nella sua prima “sortita”. (altro…)

Il debito coniugale (1970)

Pubblicato: 23 novembre 2019 in Commedia

il debito coniugale

Questa piacevole e bizzarra commedia on the road firmata da Franco Prosperi vede protagonista un divertente trio di attori composto da Lando Buzzanca (con tanto di finto accento romanesco), Orazio Orlando (marcatamente napoletano di suo) e Barbara Bouchet (doppiata con accento veneto, per non far torto al Nord). I tre girano l’Italia rotolando verso Sud (come direbbero i Negrita), vivendo di espedienti e combinandone di tutti i colori, sfruttando soprattutto la bellezza fisica di una Bouchet davvero in gran forma (ma, ahinoi, poco nuda). Non va poi sottovalutata la presenza di altri due grossi calibri come Anita Ekberg (doppiata in stile romanaccio/burino e con capelli scuri) e Mario Carotenuto (fratacchione dai metodi un po’ maneschi), con l’aggiunta di un giovane Pippo Franco in versione hippy che strimpella alla chitarra una delirante ninna nanna. (altro…)

Signore e signori, buonanotte (1976)

Pubblicato: 12 ottobre 2019 in Commedia

signore e signori buonanotte

La satira politica è territorio alquanto impervio e complesso ed è, per larghi tratti, l’argomento principale di questo film collettivo del 1976 al quale partecipano una serie di nomi incredibili: alla regia abbiamo Luigi Comencini, Nanni Loy, Mario Monicelli, Ettore Scola e Luigi Magni e alla sceneggiatura partecipano gli stessi registi con l’aggiunta di Age e Scarpelli, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Ruggero Maccari e Ugo Pirro (tutti accreditati anche alla regia). Il cast è davvero straordinario: si va da Marcello Mastroianni a Ugo Tognazzi, da Vittorio Gassman a Paolo Villaggio, da Nino Manfredi a Renzo Marignano, da Lucretia Love a Monica Guerritore, da Senta Berger ad Adolfo Celi, da Eros Pagni a Mario Scaccia ed altri ancora. Gli attacchi principali vanno alla classe politica, alla Chiesa, all’esercito e alla televisione, dei quali si denunciano soprattutto la corruzione e l’ipocrisia in un florilegio di situazioni grottesche e paradossali. Si tratta di brevi ma al contempo numerosi episodi e questo rende difficile l’abbinamento di ogni regista ad ogni segmento (dubbi non ve ne sono solo su Luigi Magni e il suo “Il santo soglio”, episodio più lungo e dalla durata di quasi mezz’ora). (altro…)

Culo e camicia (1981)

Pubblicato: 17 agosto 2019 in Commedia

culo e camicia

Dopo l’ottimo successo di pubblico di “Qua la mano” il regista Pasquale Festa Campanile e il produttore Aurelio De Laurentiis insistono sulla formula del film diviso in due lunghi episodi con due importanti attori comici protagonisti. Dopo la coppia Montesano/Celentano tocca stavolta alla coppia Montesano/Pozzetto e il risultato è davvero eccellente. I due episodi sono eterogenei ma entrambi di ottimo livello (tanto che è difficile stabilire quale dei due sia il migliore) e anche la durata è piuttosto lunga (entrambi i segmenti durano più di un’ora); non a caso la pubblicità dell’epoca recitava: “Un film da vedere due volte perchè è un doppio film.”… Il primo è una sorta di fiaba magica e delicata con elementi fantastici mentre il secondo è una commedia degli equivoci più ruspante e di grana grossa che però riesce a mantenersi in ambiti non volgari. (altro…)

travolti da un insolito destino

Titolo decisamente fortunato che ormai è entrato nell’immaginario popolare italiano, “Travolti da un insolito destino…” è uno di quei magnifici esempi di magica ed irripetibile alchimia nata tra due attori protagonisti che da sola riesce praticamente a reggere tutto l’impianto della pellicola. La sceneggiatura è alquanto esile e stiracchiata (a dispetto di una durata piuttosto lunga che raggiunge i 110 minuti) ma la clamorosa chimica instaurata tra Giancarlo Giannini e Mariangela Melato (che sono in scena da soli per almeno il 90% del film) e la loro bravura fanno sì che l’eccessiva lunghezza non si noti minimamente. La regista Lina Wertmuller scrive e dirige una storia semplice di contrapposizione tra nord e sud, condendo il tutto con ironia e satira politica (i ricchi a bordo di una nave leggono tutti l’Unità e la Melato e il giornalista di sinistra Eros Pagni si scontrano su marxismo, leninismo, razzismo e anticlericalismo): Giannini è un rozzo e ignorante siciliano e la Melato è una riccona milanese estremamente snob ed insopportabile (fantastica la sua erre moscia accentuata, volutamente caricaturale). (altro…)

Colpo in canna (1975)

Pubblicato: 6 luglio 2019 in Commedia

colpo in canna

Dopo aver firmato autentici e indiscutibili capolavori del noir/poliziesco (“Milano calibro 9”, “La mala ordina”, “Il boss” e “Il poliziotto è marcio”) il regista Fernando Di Leo viene solleticato dall’idea di tentare nuove strade all’interno del genere nel quale ormai è un’eccellenza assoluta e gioca la carta della contaminazione con la commedia ispirandosi al western che con Trinità aveva trovato nuova linfa e, conseguentemente, un nuovo filone; non a caso questo “Colpo in canna” nasce come un “divertimento in due tempi”, come chiaramente esplicitato sui titoli di testa del film. La storia segue comunque un canovaccio noir e poliziesco in quanto affronta la spietata guerriglia tra due bande rivali con in ballo un grosso traffico di droga ma tutto, proprio tutto, è caricaturale ai limiti del macchiettistico. (altro…)

I due assi del guantone (1971)

Pubblicato: 22 giugno 2019 in Commedia

i due assi del guantone

Mariano Laurenti è sicuramente uno dei registi (insieme al grande Lucio Fulci) che ha saputo sfruttare al meglio il duo comico composto da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Dopo il calcio (“I due maghi del pallone”) il raggio di azione si sposta stavolta nella boxe, con il novello Franchi che si improvvisa pugile per esigenze alimentari (nel senso letterale del termine). E’ chiaramente un’occasione che Laurenti sfrutta a dovere, con Franchi che utilizza tutta la sua fisicità dimenandosi e danzando sul ring, dando così fondo a tutto il suo repertorio di smorfie e facce strane (e occhi neri dovuti ai cazzotti presi), e con un Ingrassia che si finge imbolsito manager ed ex campione. (altro…)

Qua la mano (1980)

Pubblicato: 15 giugno 2019 in Commedia

qua la mano

I film a episodi sono sempre stati un punto di forza del cinema italiano, soprattutto nel genere della commedia. Con “Qua la mano” si inaugura un breve e fortunato filone di pellicole con due attori di grido in grado di richiamare molto pubblico; i due si dividono equamente la scena e il film è suddiviso in due lunghi episodi che li vedono protagonisti separatamente. Questa fortunata formula viene ribattezzata “movie movie”, ovvero doppio film: anche la pubblicità spinge la gente ad andare al cinema perchè con un solo biglietto si ha la possibilità di assistere a due film in uno… Il regista Pasquale Festa Campanile dirige Enrico Montesano e Adriano Celentano in due mediometraggi aventi come caratteristica comune la tematica religiosa: delicato e ai limiti del surreale il primo segmento con un Montesano che diventa amico del Papa e gli consiglia gli spaghetti alla carbonara fatti dalla moglie, più sbarazzino e irriverente il secondo con un Celentano molleggiato in abiti talari che mescola incredibilmente atmosfere alla Don Camillo (Celentano parla in chiesa con il Cristo crocifisso e si scontra col sindaco comunista) e alla “Amici miei” (gli scherzi terribili fatti tra amici) con l’aggiunta di una spruzzata de “La febbre del sabato sera”. (altro…)