Archivio per la categoria ‘Avvisi ai naviganti’

8 anni

Pubblicato: 1 gennaio 2019 in Avvisi ai naviganti

8anni

In numerologia il numero 8 è il numero dell’equilibrio cosmico nonchè il simbolo dell’infinito. Magari può essere benaugurante (visto che questo piccolo blog compie oggi 8 anni) ma, al contempo, anche minaccioso: ve lo immaginate un blog infinito?… No no, finirò di tediarvi molto prima, se non altro per motivi anagrafici… In 8 anni, nei ritagli possibili di tempo (ricordando che questo non è un lavoro ma una semplice passione), sono passati su questa pagina 350 film del nostro cinema preferito, alla media di uno ogni 10 giorni circa. All’inizio del nono anno insieme i propositi sono quelli di continuare ancora per un po’, seguitando a proporre titoli che, qualche anno fa, una persona a me molto cara con cui discorrevo della mia passione definì “improbabili”… E non finisce qui! ❤ (altro…)

Addio a Bernardo Bertolucci

Pubblicato: 7 dicembre 2018 in Avvisi ai naviganti

bertolucci

Il nostro cinema continua a perdere i pezzi: il 26/11/2018, all’età di 71 anni, si è spento Bernardo Bertolucci, uno dei più grandi registi, senza tema di smentita, che abbia mai avuto il nostro paese. Innanzitutto è, ancora oggi, l’unico italiano ad aver vinto come miglior regista un Oscar (nel 1988, con “L’ultimo imperatore”); vero è che si tratta di un premio che ultimamente sta desolatamente procedendo verso un imbarbarimento generale, vista la qualità delle pellicole che si girano, ma vero è anche che, ancora oggi, resta il riconoscimento più prestigioso per un cineasta. (altro…)

giuffrè

E così se ne è andato un altro grande Signore del nostro cinema e del nostro teatro: Carlo Giuffrè (03/12/1928 – 01/11/2018).
Grande interprete teatrale delle commedie di Eduardo De Filippo (insieme all’altro compianto fratello Aldo) e maschera istrionica della commedia italiana anni ’70 di cui è stato uno degli esponenti di spicco, si è sempre distinto per la sua classe e signorilità messa al servizio del pubblico. Mai volgare, con un savoir-faire unico e inimitabile, ha dato vita a personaggi che ancora oggi restano impressi nella memoria di tutti. Che stile. E che classe, ragazzi…
R.I.P. e grazie.

STELVIO CIPRIANI

20/08/1937 – 01/10/2018.
Ad 81 anni si è spento Stelvio Cipriani, uno degli ultimi veri Signori della musica italiana. Compositore infaticabile, elegante e raffinato, ha composto le colonne sonore di oltre 150 film attraversando tutti i generi e lasciando la sua impronta assolutamente indelebile ed inconfondibile. Lo ricordo con infinita stima e affetto per la sua attività degli anni ’70 e per aver griffato in maniera unica le colonne sonore di molti dei film polizieschi più rappresentativi. Grande utilizzatore della Bossa Nova e di sonorità che spaziavano dal jazz al lounge, ci lascia uno degli ultimi vessilli del nostro cinema. Quello bello. Quello anni ’70. Quello cult. (altro…)

Settimo anno: sarà crisi?

Pubblicato: 1 gennaio 2018 in Avvisi ai naviganti

7anni

E così, come da 7 anni a questa parte, il primo giorno del nuovo anno vede il compleanno de “Il mio vizio è una stanza chiusa”.
Il settimo anno, dicono, dovrebbe essere l’anno della crisi (memorabile l’omonimo programma televisivo con Lando Buzzanca e Delia Scala del 1978). Sarà così anche per noi? Si presume di no, per alcuni semplici motivi: tenere vivo un blog di nicchia come questo presuppone ricchezza di argomenti e, si spera, attenzione da parte degli utenti che incappano su queste pagine. Ora, se la seconda è imponderabile e comunque, in fin dei conti, relativa poichè questo spazio autogestito è nato per pura passione e non per ottenere consensi particolari (che fanno sempre piacere, ovvio, se e quando ci sono, ma non sono la ratio principale) la prima è, invece, una certezza. Poco fa davo un’occhiata fugace ad una lista di titoli di cinema di genere italiano anni ’70 che non sono stati ancora, come dire, presi in considerazione: di materiale ce n’è ancora per anni e anni…
Quindi restate sintonizzati: della crisi del settimo anno ce ne freghiamo altamente!
Auguri e buon cinema italiano settantiano a tutti.

Muchas gracias, Maestro…

Pubblicato: 16 novembre 2017 in Avvisi ai naviganti

Bacalov

Ok, questo è ufficialmente un anno horribilis: il 15/11/2017 se ne è andato per sempre anche il Maestro Luis Enriquez Bacalov, un autentico genio del pentagramma che con le sue note ha costellato e impreziosito molti dei migliori film di genere italiani.
Argentino (ma ormai in Italia da 60 anni), dopo aver arrangiato brani per (tra gli altri) Fidenco, Endrigo e Rita Pavone si è specializzato in colonne sonore per la gioia di tutti noi appassionati (su tutti spiccano quelle dei più significativi film di Fernando Di Leo) ed ha goduto di una grande rivalutazione a livello internazionale grazie al solito Quentin tarantino che ha riutilizzato alcuni suoi temi nelle sue opere.
Ovviamente il Maestro viene ricordato dai più per l’Oscar conquistato per le musiche dell’ultimo film del compianto Massimo Troisi, ovvero “Il postino” : una discreta colonna sonora, certo, ma francamente piuttosto debole se confrontata con altri suoi capolavori. Quanti Oscar avrebbe dovuto allora portarsi a casa in passato per “Django”, “La vittima designata” e “Milano calibro 9” (giusto per dire giusto tre titoli a caso)? (altro…)

Bye bye, Ray…

Pubblicato: 11 novembre 2017 in Avvisi ai naviganti

lovelock

Questo 2017 continua ad essere un anno funesto: un altro importante pezzo del nostro cinema italiano anni ’70 se ne va.
Mi rendo conto che questo spazio nel web sta diventando sempre più una triste collezione di necrologi ma come non si può celebrare il grande Ray Lovelock, morto il 10/11/2017…
Negli anni ’70 è stato icona soprattutto del cinema poliziesco (“Squadra volante”, “Roma violenta”, “Uomini si nasce poliziotti si muore”), noir (“Pronto ad uccidere”, “L’avvocato della mala”) e thriller (“Il delitto del diavolo”, “Un posto ideale per uccidere”, “Macchie solari”, “La settima donna”, “Play motel”) e dagli anni ’90 era diventato uno dei più richiesti frequentatori delle fiction televisive made in Italy rivivendo così una sorta di nuova giovinezza artistica.
E’ triste pensare che abbia raggiunto dopo poco meno di un mese il maestro Umberto Lenzi che lo aveva diretto in uno dei più importanti noir polizieschi di sempre (insieme a Tomas Milian, chissà che trio compongono ora lassù in cielo), ovvero “Milano odia: la polizia non può sparare”(altro…)

umberto lenzi

E così se ne va un’altra bandiera importante del cinema di genere italiano che noi tanto amiamo: il 19/10/2017 si è spento Umberto Lenzi. Toscanaccio ruvido, sanguigno, dal carattere certamente non facile, Lenzi è stato un regista amatissimo da Quentin Tarantino (ovviamente citare solo Tarantino è sempre riduttivo, per quanto mi concerne, ma serve a rendere meglio l’idea di chi parliamo). Decisamente attivo anche su Facebook, Lenzi interagiva molto con i fan e concedeva l’amicizia a tutti (altri registi molto meno importanti di lui fanno invece i preziosi senza avere un’ unghia del suo talento e del suo curriculum); di tanto in tanto gli capitava di avere modi poco gentili o di incendiarsi facilmente ma ognuno di noi ha il suo carattere…
Nella sua lunga carriera Lenzi ha attraversato i generi più disparati (cappa e spada, spionaggio, avventura, western, guerra, giallo, poliziesco, horror, drammatico, commedia) nell’arco di un trentennio che va dal 1961 al 1991, per poi dedicarsi ad una intensa attività di scrittore di romanzi fino ai suoi ultimi giorni. (altro…)

TrecIento (300)!

Pubblicato: 19 settembre 2017 in Avvisi ai naviganti

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Ebbene sì: “Il mio vizio è una stanza chiusa” ha toccato quota 300 titoli schedati e recensiti!
In 6 anni possiamo dire che, considerando la vastità della materia rappresentata dal cinema italiano anni ’70 e l’impegno profuso per gestire questo spazio in assoluta autonomia e libertà (nel tempo libero e solo e soltanto per passione e non “per lavoro”), non ci possiamo lamentare.
Siamo partiti a gennaio 2011 con “Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave” e abbiamo toccato quota 300 con “Ultimo tango a Zagarol”: un percorso che si è districato tra gialli, horror, commedie, erotici, western, polizieschi, noir, drammatici, avventurosi e quant’altro. E l’idea di aver toccato quota 300 mi/ci stimola a proporre, da questo momento in poi, altre chicche per lo più misconosciute… Preparatevi psicologicamente perche registi come Polselli, Berruti, Di Silvestro, Rizzo, Garrone, Carpi, Rondi, Pirri, Pannacciò, Nasca, Savona, Imperoli, Cavallone etc. stanno arrivando… 😉

gastone moschin

Se n’è andato un Signore e il nostro amato cinema che fu continua a perdere pezzi: purtroppo è ineluttabile. Gastone Moschin è morto il 04/09/2017 ed è stato uno dei volti più noti e amati soprattutto della commedia all’italiana, genere che ha frequentato moltissimo e con risultati davvero ottimi: tutti, infatti, ricordiamo l’architetto Melandri della trilogia di “Amici miei” e da molti quello è considerato il suo ruolo della vita. Personalmente dissento perchè l’Ugo Piazza cui ha dato vita in “Milano calibro 9” (tutt’altro che commedia) è davvero un personaggio che travalica i confini del mito e della leggenda…
In ogni caso, senza lanciarci in discussioni da bar e stupidi confronti tra ultras di un titolo o dell’altro, Moschin ci lascia un patrimonio di pellicole e di ricordi assolutamente corposo e di qualità (ha lavorato con registi del calibro di Germi, Vancini, Comencini etc. per non parlare di Coppola per “Il padrino – parte seconda”). Poliedrico, brillante, mai sopra le righe: uno degli ultimi veri Signori del nostro cinema.
“Gastone, sei del cinema il padrone…..”, cantava Petrolini. Buon viaggio.