Archivio per la categoria ‘Drammatico’

un amore così fragile così violento

Dopo il buon successo di pubblico e critica del film di Damiano Damiani “L’istruttoria è chiusa: dimentichi”, trasposizione cinematografica del romanzo “Tante sbarre” di Leros Pittoni, è lo stesso Pittoni che decide di mettersi in proprio per portare sullo schermo un’altra sua fatica letteraria: “Un amore così fragile, così violento”. Con questo film lo scrittore firma la sua prima e unica regia e va detto che il risultato è davvero buono: alcuni panorami e scorci siciliani sono davvero fantastici e la scelta del protagonista, un Fabio Testi davvero efficace, si rivela perfetta. Testi, infatti, è sempre convincente nella figura dell’eroe solitario dal cuore d’oro e senza macchia e senza paura, qui per giunta ingiustamente accusato di un omicidio mai commesso. Ad affiancarlo si segnala una intensa Paola Pitagora (che regala anche un fugace nudo integrale), un perfido Gino Santercole e la bellissima Maria Baxa (anche lei nuda, of course). (altro…)

Mangiati vivi! (1980)

Pubblicato: 4 aprile 2020 in Drammatico

mangiati vivi

Il filone tutto italiano dei film cannibalici non conta molte pellicole ma le poche realizzate sono tutte quantomeno di buon livello. Il regista Umberto Lenzi gli aveva dato inconsapevolmente il via dirigendo “Il paese del sesso selvaggio” nel 1972, anche se lì era stato dato più spazio all’avventura che al cannibalismo vero e proprio. 5 anni dopo è però Ruggero Deodato a “stappare” definitivamente il genere, dirigendo “Ultimo mondo cannibale” nel 1977 per poi partorire il suo capolavoro totale nel 1980: “Cannibal holocaust”. A questo punto inizia una polemica tra i due registi su chi abbia realmente inventato il genere: Lenzi “incolpa” Deodato di aver girato “Ultimo mondo cannibale” per volere dei produttori (soprattutto tedeschi) ma solo perchè lui si era rifiutato di dare un seguito a “Il paese del sesso selvaggio”. Dal canto suo Deodato va per la sua strada insistendo anche con “Cannibal holocaust” , che diventa un caso clamoroso in tutto il mondo e gli vale l’appellativo di “Monsieur Cannibal”; ciò fa scattare la molla decisiva che spinge Lenzi a scendere nuovamente in campo e dire la sua sull’argomento (quasi a voler dire “Ora vi faccio vedere io”), portandolo a dirigere tra il 1980 e il 1981 una strepitosa doppietta composta da “Mangiati vivi!” e “Cannibal ferox”. (altro…)

Dedicato a una stella (1976)

Pubblicato: 28 marzo 2020 in Drammatico

dedicato a una stella

Pregevole pellicola che va ad inserirsi nel “famigerato” filone italico dei “lacrima-movies” degli anni ’70, “Dedicato a una stella” è un’opera estremamente delicata diretta dal classico regista che non ti aspetti, quel Luigi Cozzi che ha dedicato la sua vita al giallo/thriller, l’horror, il fantasy e la fantascienza. Qui invece il territorio battuto è solo quello del romanticismo e dell’amore che valica le barriere del tempo e dell’età ed è unico moto perpetuo che riesce a smuovere l’indolenza di un intenso Richard Johnson (bravissimo!), pianista in crisi che si scopre innamorato della freschezza dei vent’anni di una Pamela Villoresi che gli si mostra piena di vita e di energia, a dispetto della malattia terribile (la leucemia) che la spegnerà nel giro di pochi mesi… (altro…)

Regalo di Natale (1986)

Pubblicato: 21 dicembre 2019 in Drammatico

regalo di natale

“E’ una strana notte per giocare…”

Amarissima pellicola di Pupi Avati che nel 1986 lancia Diego Abatantuono per la prima volta in un ruolo drammatico e praticamente dà il via alla sua seconda carriera dopo che il personaggio del “terruncello” aveva ormai perso mordente e originalità. Abatantuono è davvero convincente (vincerà un nastro d’argento come miglior attore non protagonista) e il resto lo fanno una sceneggiatura di ferro e l’immensa bravura di un clamoroso Carlo Delle Piane, fedelissimo di Avati giustamente premiato con la Coppa Volpi come miglior attore. Altro fedelissimo è Gianni Cavina, cui si aggiungono il tormentato George Eastman e un intenso Alessandro Haber. (altro…)

Un dramma borghese (1979)

Pubblicato: 28 settembre 2019 in Drammatico

un dramma borghese

Questa pellicola diretta da Florestano Vancini è indubbiamente coraggiosa e dimostra ancora una volta come negli anni ’70 si riuscissero ad affrontare tematiche difficili e scabrose senza troppe remore e con occhio lucido e attento: qui il regista pone il suo sguardo sull’ambiguo e morboso rapporto tra una ragazzina quindicenne e il padre vedovo, in una storia torbida e audace liberamente tratta dall’omonimo romanzo postumo dello scrittore Guido Morselli. Protagonisti sonoil papà Franco Nero e la giovane figlia Lara Wendel (all’epoca quattordicenne). Diciamo pure chiaramente che oggi realizzare un film simile sarebbe alquanto improbabile: è vero che non esiste più la censura ufficiale con i magistrati che sequestravano, tagliavano a più non posso oppure mandavano al rogo le pellicole ma in realtà una certa censura nascosta resiste ancora, ed è forse ancora più sottile e ipocrita… (altro…)

Cannibal holocaust (1980)

Pubblicato: 16 marzo 2019 in Drammatico

cannibal holocaust

“Cannibal holocaust” di Ruggero Deodato è un autentico capolavoro di violenza e crudeltà e si è guadagnato sul campo, nel corso degli anni, la meritatissima qualifica di “film maledetto”: bannato, censurato e tagliato in 23 paesi all around the world, è una pellicola che non si guarda impunemente e che lascia il segno senza alcun dubbio. Gli effettacci puntano a shockare il pubblico e vengono quindi mostrati allegramente squartamenti di vario tipo con sangue che scorre copioso e frattaglie e budella, coniugando in modo egregio lo splatter viscerale e l’action movie. Gli spettatori sensibili avranno svariati argomenti per detestarlo perchè alcune scene sono insostenibili sul serio e sono il frutto di una precisa scelta stilistica: il regista lucano ha voluto girare un film dal taglio documentaristico che fosse il più realistico possibile e quindi vi ha inserito anche alcune scene (reali) che mostrano l’uccisione di alcuni animali (nello specifico un topo muschiato, una tartaruga gigante, una scimmietta e un maialino). (altro…)

In nome del popolo italiano (1971)

Pubblicato: 9 dicembre 2018 in Drammatico

in nome del popolo italiano

Triste riflessione sulla giustizia italiana e sul nostro paese in generale, questo gioiello firmato da Dino Risi è un’amara denuncia sociale che, dietro una apparente patina di commedia (visto che ci sono due mostri sacri come Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman), mostra tutta la sua drammaticità e anticipa temi ancora oggi spaventosamente attualissimi; è incredibile che un film del genere abbia sul groppone 47 anni…
E’ fin troppo chiaro che la premiata coppia di sceneggiatori Age e Scarpelli mostri molta poca fiducia nella giustizia italiana che non solo non è uguale per tutti ma è alquanto scalcinata e traballante: non a caso il palazzo di giustizia viene sgomberato in quanto pericolante e gli uffici devono trovare ospitalità presso le caserme… In un clima di degenerazione dominato da corruzione e intrallazzi di ogni tipo si muovono i due mondi contrapposti rappresentati da Tognazzi e Gassman: il primo, giudice severo e inflessibile, e il secondo, industriale potente e arrogante che agisce sempre in totale spregio alla legge. (altro…)

Ligabue (1977)

Pubblicato: 20 ottobre 2018 in Drammatico, Televisione

ligabue

Questo sceneggiato televisivo del 1977 suddiviso in 3 puntate della durata di circa un’ora ciascuna, ispirato alla vita e alle opere del pittore italiano Antonio Ligabue, porta la firma in sceneggiatura di Arnaldo Bagnasco e, soprattutto, di Cesare Zavattini, pittore ma anche scrittore e poeta; non a caso è proprio da un suo poemetto (“Toni Ligabue” del 1967), dedicato all’artista, che nasce l’idea di portare sullo schermo la storia di Ligabue.
Premessa: per chi scrive, da sempre, l’unico e solo Ligabue degno di nota è il pittore e non il cantante Luciano da Correggio, assurto al successo dagli anni ’90…
Ora torniamo alle cose serie: leggendo le cronache e la biografia di Ligabue va detto che l’impresa di farne una riduzione televisiva non deve essere stata facile, vuoi per il periodo storico piuttosto lungo che abbraccia (dal 1920 al 1965), vuoi per la difficoltà di trasporre sullo schermo un personaggio così complesso. E qui entra in ballo la capacità recitativa dello strepitoso attore protagonista Flavio Bucci che si dimostra un autentico e clamoroso mostro di bravura: Bucci, infatti, si trasfigura completamente e fornisce un’interpretazione incredibile che lascia semplicemente stupefatti. Al di là della trasformazione e di una certa somiglianza anche fisica con l’originale (certamente il trucco ha la sua importanza), ciò che colpisce è la sua immedesimazione nell’universo folle del bizzarro pittore. Ma quanti premi avrebbe meritato?! (altro…)

Ingrid sulla strada (1973)

Pubblicato: 25 ottobre 2017 in Drammatico

ingrid sulla strada

Interessante film scritto e diretto da Brunello Rondi (che forse ai più non è noto ma che è stato sceneggiatore di molti di Fellini, tra le altre cose) che si trova costantemente in bilico tra il melodramma autoriale e l’exploitation più sfacciata; il risultato finale è un po’ controverso ma non si può negare che il film sia formalmente confezionato in maniera inappuntabile. Intanto si parte dalla fotografia di Stelvio Massi (futuro regista di punta del nostro amato poliziesco all’italiana) per terminare con le musiche meravigliose di Carlo Savina c’è una continua alternanza di momenti di grande cinema e altri un po’ più “discutibili”: (altro…)

corruzione al palazzo di giustizia

Ottima trasposizione cinematografica che si ispira ad un lavoro teatrale di Ugo Betti del 1944 che si era anche visto in versione sceneggiato Rai nel 1966 (con un cast di attori di grido tipo Tino Buazzelli, Glauco Mauri e Nando Gazzolo) e viene attualizzata e trasportata 30 anni avanti (l’originale era ambientato in pieno regime fascista). Il regista Marcello Aliprandi decide anch’egli di affidarsi ad un cast di prim’ordine: Franco Nero (inizialmente un po’ dimesso ma che finisce in crescendo), Fernando Rey (crepuscolare), Umberto Orsini (caricaturale, con retina in testa, pizzetto improbabile e chewing gum d’ordinanza), Umberto D’Orsi (potente corruttore) e Martin Balsam (turpe e impunito). Su tutti svetta un bravissimo Gabriele Ferzetti, gigione e sopra le righe, assolutamente fenomenale. (altro…)