il sorriso della iena

Dopo il buon esito del giallo/thriller “Alla ricerca del piacere” con il triangolo Rosalba Neri/Farley Granger/Barbara Bouchet il regista Silvio Amadio prosegue sulla strada tracciata riproponendo un altro triangolo diabolico composto stavolta da Rosalba Neri, Silvano Tranquilli e Jenny Tamburi. Siamo sempre dalle parti del giallo complottistico alla Umberto Lenzi ma stavolta la componente lesbica ed erotico-morbosa, pur presente, risulta molto più lieve rispetto al film precedente. Se la statuaria Rosalba Neri non fa notizia lascia invece felicemente sorpresi la sfrontatezza della giovane ventenne Jenny Tamburi (qui accreditata come Luciana Della Robbia) che sfoggia dei nudi piuttosto audaci che vanno in netto contrasto con l’espressione quasi angelica e infantile del suo volto; l’evoluzione del suo personaggio è uno dei punti di forza del film che, come in un crescendo rossiniano, parte soft e si mantiene tale per circa un’ora per poi esplodere improvvisamente negli ultimi 30 minuti che regalano un triplo colpo di scena e un inatteso ribaltamento delle situazioni. Silvano Tranquilli riesce a strapazzarsi entrambe le pulzelle (Neri e Tamburi) in barba alla moglie Zora Gheorgieva che, oltretutto, finisce anche uccisa per motivi ereditari e ha quindi poco tempo per dedicarsi al giovane e focoso amante Hiram Keller. Non andrà meglio alla domestica Dana Ghia: il suo omicidio è davvero agghiacciante e alcune situazioni (una su tutte il trucchetto del cordino per chiudere una porta dall’esterno con la chiave all’interno) sono degne dei gialli di Agatha Christie.
Stranamente questo ottimo film è sempre stato poco celebrato anche dai giallisti più incalliti, probabilmente per la sua scarsa reperibilità sul mercato home video; recentemente è stato editato in blu ray con audio italiano in terra germanica ed è stata anche annunciata una prossima uscita inglese (sempre con audio italiano), cosa che finalmente gli sta consentendo di uscire dalle tenebre in cui è ingiustamente sprofondato. Ci devono sempre pensare gli stranieri a recuperare le chicche del nostro cinema ma ormai su questo siamo rassegnati…
Il film si avvale di una simpatica colonna sonora scritta da Roberto Pregadio che, stranamente, si firma con lo pseudonimo Bob Deramont; il tema principale, che sembra più adatto ad una commedia che a un giallo, si avvale della partecipazione vocale della solita Edda Dell’Orso che si diverte in svolazzi e ammiccamenti tipici della coeva commedia sexy. Va detto però che questo tema, seppur ripetuto fino alla sfinimento con varie varianti di ritmo, si rivela azzeccatissimo soprattutto nel beffardo finale: sfido chiunque a non sorridere poco prima della scritta “FINE”…
Curiosità: nella scena del party che si svolge all’interno della megavilla dei protagonisti si vede ballare per pochi secondi una non accreditata Barbara Bouchet, probabilmente transitata per caso sul set poco dopo aver girato con lo stesso regista il suo giallo precedente. Consigliato.

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Roma. Dorothy (Zora Gheorgieva), un’attempata riccona, viene ritrovata morta in un bagno del suo villone con la gola tagliata dal coccio di un bicchiere rotto. La porta è chiusa dall’interno e la polizia archivia il caso come suicidio. A beneficiare della sua morte è il marito Carlo (Silvano Tranquilli), un nobile decaduto e squattrinato. Nella villa abita anche l’avvenente Gianna (Rosalba Neri), vecchia amica della vittima, che ha uno studio fotografico nello scantinato del fabbricato e vi si è trasferita da anni in pianta stabile. Non ci vuole molto a capire che Carlo e Gianna sono amanti ed insieme hanno progettato l’omicidio di Dorothy: la donna, stanca dei fallimentari investimenti immobiliari del marito e delle sue continue scappatelle, aveva intrapreso una relazione con un aitante toy boy (Hiram Keller) e voleva chiedere il divorzio. Una sera, dopo una festa, erano rimaste sole in casa Gianna e la vittima e la poveretta era stata fulmineamente sgozzata con un colpo alla carotide dalla sua vecchia amica che poi ne aveva simulato il suicidio mettendole in mano il coccio di vetro insanguinato: per chiudere la porta dall’esterno con la chiave all’interno Gianna aveva inoltre escogitato un ingegnoso sistema, utilizzando un cordino…
A scombinare i piani dei due amanti piomba all’improvviso Nancy (Jenny Tamburi), diciassettenne figlia di primo letto della vittima. La ragazzina aveva preannunciato il suo arrivo con un telegramma, mai arrivato perché forse l’indirizzo era errato. Cresciuta in vari collegi fin da bambina, Nancy non vedeva la madre praticamente mai, mantenendo con lei un rapporto meramente epistolare. Lo stesso patrigno Carlo non l’aveva mai conosciuta. Gianna gli ricorda che egli è amministratore del patrimonio della sua vedova fino al compimento della maggiore età della figlia, che dunque andrebbe eliminata. Carlo, però, non resta insensibile al fascino della ragazzina e le cose iniziano a complicarsi, suscitando in Gianna gelosie e sospetti. Carlo rassicura Gianna e le ricorda che la famosa sera del “suicidio” egli non era in casa, facendole capire che se le cose dovessero mettersi male per loro sarebbe solo lei ad andarci di mezzo. Inizia dunque a flirtare con la piccola Nancy…
Altro problema: la domestica Magda (Dana Ghia), che era molto affezionata alla sua padrona, non ha mai creduto alla tesi del suicidio e scopre una lettera indirizzata alla figlioletta, recante la data del giorno prima della sua morte. Nella lettera la donna rivelava che voleva divorziare, dichiarandosi felicemente innamorata del suo nuovo giovane fidanzato. Non erano di certo i pensieri di una donna prossima al suicidio…
Il comportamento ambiguo di Nancy, che intanto si avvicina intimamente anche a Gianna minando così la solidità del suo rapporto con Carlo, porterà risvolti inaspettati e sorprendenti per i diabolici amanti assassini.

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Cast principale:

Rosalba Neri

Jenny Tamburi

Silvano Tranquilli

Dana Ghia

Zora Gheorgieva

Hiram Keller

Edizioni in blu-ray: Cineploit (Germania)

Formato video 2.35:1 anamorfico