Spasmo (1974)

Pubblicato: 16 dicembre 2013 in Thriller

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Triste e dolente discesa negli anfratti della follia e della psiche umana, “Spasmo” di Umberto Lenzi è un altro raffinato esempio del filone giallo/thriller complottista tanto caro al regista toscano (autentico maestro del genere). Dotata di una notevole profondità introspettiva, la storia scava a fondo nella psicologia dei personaggi protagonisti (malati e minati dall’interno) ed era stata inizialmente proposta a Lucio Fulci; il regista romano era però impegnato nel progetto dei due film di “Zanna bianca” e quindi la sceneggiatura finì sul tavolo di Lenzi che la rielaborò insieme a Massimo Franciosa inserendo alcuni nuovi spunti decisamente interessanti (le bambole in primis). Lenzi imprime alla pellicola il suo solito e personalissimo stile e dosa sapientemente la tensione con un ritmo quasi indolente, concentrando nell’ultimo fenomenale quarto d’ora una serie di colpi di scena e di delitti (alcuni mostrati in flashback) che svelano la terribile verità allo spettatore. Personalmente ritengo il disperato finale una delle vette del cinema lenziano, quasi commovente… Il cast è composto dalla brava Suzy Kendall (starlette nota nel cinema di genere italiano anni ’70 per aver interpretato un paio di film del filone sexy-conventuale e 2 film cardine del genere giallo come “L’uccello dalle piume di cristallo” e “I corpi presentano tracce di violenza carnale”), da un Robert Hoffmann un po’ spaesato (forse fin troppo calato nel suo personaggio psicotico) e dal solito e gelido Ivan Rassimov (che non tradisce mai le attese). Tra i personaggi di contorno vanno citati Adolfo Lastretti (killer un po’ imbranato), il solito compassato Guido Alberti, Mario Erpichini e le belle Monica Monet e Maria Pia Conte. Piccola particina anche per Rosita Torosh che si rivelerà alquanto incauta nel dare passaggi in macchina agli sconosciuti…

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Una giovane coppietta, appartatasi di sera in un bosco, ha la macabra e sgradita sorpresa di ritrovare, impiccata ad un albero, una bambola gonfiabile femminile a grandezza naturale. Christian (Robert Hoffmann) è l’azionista di maggioranza della fabbrica del fratello Fritz (Ivan Rassimov), da questi ereditata dopo la morte del papà. Un giorno, mentre si sta concedendo una passeggiata romantica in riva al mare assieme alla sua amica Xenia (Maria Pia Conte), trova sulla spiaggia una giovane svenuta cui presta soccorso. La ragazza (Suzy Kendall) sembra morta ma, dopo aver ripreso i sensi, si presenta come Barbara e, nonostante il suo evidente stato confusionale, scappa via in automobile. Christian è molto attratto dalla donna e riesce a rintracciarla imbucandosi in una festa a bordo dello yacht del suo spasimante Alex (Mario Erpichini). Barbara nota subito la sua presenza e lo invita a seguirlo in un motel; ivi giunti, intima a Christian di radersi prima di concedersi a lui. Mentre Christian è in bagno a farsi la barba viene aggredito da uno sconosciuto (Adolfo Lastretti) armato di pistola che sembra intenzionato ad uccidere Barbara; tra i due nasce una collutazione che si conclude con uno sparo fortuito che centra in pieno petto il killer. Anche nei pressi del motel ci sono delle bambole femminili legate agli alberi e/o seviziate con coltelli infilati nella pancia… Convinto di aver ucciso l’uomo misterioso e temendo che qualcun altro possa ancora attentare alla sua vita, Christian chiede aiuto a Barbara che gli consiglia di rifugiarsi in un appartamento abbandonato ricavato all’interno di una rocca a picco sulla scogliera, di proprietà di una sua amica. Tuttavia, la situazione diventa sempre più complessa: dopo essere entrati da una finestra, Christian e Barbara notano che all’interno della rocca ci sono bicchieri e piatti sporchi che dimostrano che qualcuno è stato lì di recente ed infatti, di lì a poco, sbucano fuori due individui, un uomo anziano di nome Malcom (Guido Alberti) e una giovane e affascinante ragazza di nome Clorinda (Monica Monet), che si presentano come affittuari dell’abitazione. Christian è convinto di aver già visto i due in passato, ma non è tutto: tornato al motel per recuperare la sua catenina d’oro, non trova più il cadavere del suo misterioso assalitore. Confidatosi con Malcom e Clorinda, si rende conto che i due non gli credono e non trova più Barbara che, a detta di Malcom, sarebbe andata via; mentre Christian mette in moto la sua macchina per andarla a cercare, Barbara appare in lontananza alle sue spalle… Poco dopo, sentendo dei rumori strani, Christian ferma la vettura e, dopo aver aperto il cofano, si trova nuovamente davanti il famoso killer che però è vivo e vegeto. Costui lo prende in ostaggio rivelandogli che, nella famosa notte al motel, i proiettili della sua pistola erano a salve e che quindi si era finto morto. Ma qual è il suo scopo? Stavolta sembra davvero intenzionato ad uccidere Christian ed infatti lo conduce su un dirupo in una cava di tufo. Anche stavolta, però, Christian ha la prontezza di riflessi di ribellarsi e riesce a salvarsi, uccidendo l’uomo; dopo aver scambiato i propri indumenti con quelli del morto, spinge l’auto nel vuoto. Nel paesaggio circostante possiamo notare altre bambole femminili pugnalate… A questo punto Christian si reca in fabbrica per chiedere aiuto al fratello Fritz e ascolta, attraverso l’interfono aperto, una interessante conversazione: effettivamente l’uomo si era trovato al centro di un complotto, ordito proprio dal fratello, che aveva lo scopo di provocargli una crisi nervosa che l’avrebbe portato al ricovero in un ospedale psichiatrico. Fritz sostiene che Christian fosse pazzo e bisognoso di cure e che voleva solo il suo bene ma, visto che gli eventi erano precipitati, si era visto costretto a farlo eliminare dal famoso killer del motel, per la disperazione di Barbara che si era realmente innamorata di lui. Ma non è tutto. Un filmino in 16mm e una serie di flashback riserveranno al pubblico molte sorprese…

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Il commento sonoro del Maestro Ennio Morricone è di quelli che non si dimenticano: soprattutto il tema principale (“Bambole”) è assolutamente divino ed è l’ennesima perla regalata a noi appassionati di cinema e musica italiani anni ’70. Imprescindibile.

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Cast principale:

Robert Hoffmann

Suzy Kendall

Ivan Rassimov

Monica Monet

Guido Alberti

Regia: Umberto Lenzi

Edizioni in dvd:

Cecchi Gori e Neo Publishing (Francia)

Formato video 2,35:1 anamorfico

commenti
  1. Francesco ha detto:

    Solo per ribadire e rafforzare quanto ottimamente detto da John: il finale cn il tema di Bambole ti trascina in un climax morboso e paranoico. Nn si dimentica,capolavoro del maestro (Umberto). La colonna sonora è una delle migliori dell’altro maestro (Ennio) e ti perseguita, in senso buono, per mesi. Ivan è come sempre eccellente ed enigmatico fino alla fine

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