L’isola degli uomini pesce (1979)

Pubblicato: 31 agosto 2014 in Avventura

l'isola degli uomini pesce

Il poliedrico Sergio Martino, regista assolutamente cult per chi cura questo spazio dedicato al cinema di genere italiano anni ’70, si produce in un’ altra eccellente opera che va ad arricchire il suo già ricco palmares: “L’ isola degli uomini pesce” è un rip-off tricolore del film americano “L’ isola del dr. Moreau” del 1977 con Burt Lancaster (che, a sua volta, era un remake de “L’ isola delle anime perdute” degli anni ’30). Lì vi si narravano le prodi gesta del bizzarro Dr. Moreau che, rifugiatosi su di un’ isola sperduta, conduceva avveniristici esperimenti sugli animali e sugli indigeni trasformandoli in esseri mutanti a metà tra l’ uomo e le bestie. Il nostro Martino, però, va oltre il prototipo e, abbandonando l’ impostazione da horror fantascientifico, conferisce alla storia un tono più avventuroso e dà una motivazione agli esperimenti del Dr. Moreau molto intrigante: gli uomini sottoposti ai vari test vengono trasformati in una sorta di anfibi “uomini pesce” per dargli la possibilità di poter respirare sott’ acqua e poter quindi recuperare nientepopodimeno che il tesoro di Atlantide, sepolto proprio negli abissi sotterranei dell’ isola…  Una storia talmente folle ma altrettanto geniale che non può non farci amare questo film! In questa pellicola, secondo capitolo di una cosiddetta trilogia avventurosa di ambientazione esotica che mischia cannibali (“La montagna del dio cannibale”), mutazioni genetiche (“L’ isola degli uomini pesce”, appunto) e mostri acquatici (“Il fiume del grande caimano”), Martino ripropone come protagonista principale Claudio Cassinelli (presente nell’ intero trittico) e gli affianca una notevole bellezza come Barbara Bach (in luogo di Ursula Andress) che poi verrà confermata al suo fianco anche nel film successivo. Ovviamente per completare il cast non manca la presenza di una grande star internazionale: stavolta abbiamo Joseph Cotten, mentre nel film precedente c’era Stacy Keach e nel successivo ci sarà Mel Ferrer. Nonostante il budget non sia di quelli propriamente principeschi (tutt’ altro!) la messa in scena è decisamente convincente e il film funziona alla grande soprattutto grazie alle autentiche magie dello scenografo Massimo Antonello Geleng, autore del design degli uomini pesce (che ricorda un po’ il mostro della laguna nera) e dei pregevolissimi modellini raffiguranti la città sommersa di Atlantide, incredibilmente ricchi di meticolosi particolari. Atmosfera e ambientazione, poi, sono assolutamente stupefacenti (il film è stato girato quasi interamente in Sardegna tra la spiaggia di Cala Luna e le grotte di Nettuno ad Alghero). Da vedere.

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1891. Al largo del Mar dei Caraibi veleggia una scialuppa di salvataggio con a bordo 8 uomini: si tratta del tenente medico Claude De Ross (Claudio Cassinelli) e di 7 detenuti, tutti scampati miracolosamente al naufragio della nave che li stava conducendo alla Cayenna per i lavori forzati. Durante la notte la scialuppa si infrange su delle rocce e 3 dei naufraghi vengono uccisi da alcune creature mostruose sbucate dagli abissi. I 4 superstiti (il tenente + 3 galeotti) si aggirano quindi sulla misteriosa isola dove sono sbarcati e fanno la conoscenza di una bellissima donna a cavallo, Amanda (Barbara Bach), che li esorta ad andar via. Di lì a poco sopraggiunge un uomo, Rackham (Richard Johnson), che si presenta come proprietario e sovrano assoluto dell’ isola e gli offre ospitalità. Gli indigeni sono completamente assoggettati a quest’ uomo e praticano antichi riti voo-doo… Rackham è incuriosito dal tenente e, dopo aver appreso che si tratta di un medico, lo invita a cena e gli chiede di curare una persona anziana anch’essa sua ospite, il professor Marvin (Joseph Cotten). Il tenente conosce la fama di Marvin, noto biologo, e gli presta soccorso. Intanto anche gli altri forzati superstiti finiscono uccisi dalle misteriose creature… Dopo un po’ gli obiettivi di Rackham diventano palesi: il professor Marvin conduceva da anni una serie di esperimenti sulle mutazioni genetiche e in seguito è riuscito a creare una specie di mutanti anfibi metà uomini e metà pesci in grado di spingersi a 500 metri di profondità e poter quindi riportare alla luce il tesoro di Atlantide nascosto nel tempio del Dio Sole che si trova proprio negli abissi marini di una grotta dell’ isola. Rackham aveva fatto credere a Marvin che i proventi del tesoro sarebbero serviti a finanziare le sue attività scientifiche ma in realtà ha ben altri scopi: vuole impadronirsene e poi uccidere sia lui che le sue creature (oltre che sedurre sua figlia Amanda)… Ma una inattesa eruzione vulcanica manderà all’ aria tutti i piani…

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Come al solito anche le musiche giocano un ruolo importantissimo e lo score composto da Luciano Michelini è davvero ottimo e crea la giusta atmosfera… Ultima postilla: negli Stati Uniti il film è stato tagliato e manipolato con l’ aggiunta di alcune scene girate appositamente da Miller Drake e ha goduto di 2 distribuzioni diverse con 2 titoli diversi (“Something waits in the dark” e “Screamers”) e 2 montaggi diversi tra il 1980 e il 1981. Per completezza d’ informazione va aggiunto che del film esiste anche un sequel, diretto per la tv dallo stesso Martino nel 1995: “La regina degli uomini pesce”. Ebbene, siamo molto lontani dalla magia del primo capitolo… Ad ulteriore dimostrazione che un’ epoca come quella degli anni ’70 è stata davvero magica e irripetibile per il cinema italiano.

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Cast principale:

Claudio Cassinelli

Barbara Bach

Richard Johnson

Joseph Cotten

Franco Javarone

Regia: Sergio Martino

Edizioni in dvd: NoShame

Formato video 2,35.1 anamorfico

commenti
  1. Flavio ha detto:

    Un film che ricordo con piacere! Bellissima recensione, complimenti come sempre!

  2. Stefano Mazza ha detto:

    Condivido in pieno l’entusiasmo e l’ossequio per questo capolavoro di Martino. Lo ricordo e lo rivedo sempre con piacere, considerandolo una delle migliori opere italiane di genere, a volte dimenticato perfino dagli stessi cultori, ma ben realizzato e lovecraftiano come pochi.

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